Luigi Palumbo
07/12/2023

Impianti minimi, Fregolent: “Ora tavolo nazionale per riscrivere le regole”

Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2023 alle 17:12

rifiuti organici

Dopo le sentenze del Consiglio di Stato che hanno demolito il sistema degli ‘impianti minimi’ di ARERA è pronta al via libera definitivo la risoluzione proposta dalla senatrice Silvia Fregolent per impegnare il governo a rivedere il Programma Nazionale di Gestione dei Rifiuti. “Ora – dice a Ricicla.tv – serve un tavolo di lavoro nazionale per riscrivere insieme le regole”


Dopo i pronunciamenti del Consiglio di Stato, che confermando le sentenze del TAR Lombardia hanno sancito l’illegittimità del meccanismo ARERA delle tariffe al cancello per gli ‘impianti minimi’ di trattamento dei rifiuti, la palla si prepara a tornare nelle mani del legislatore nazionale. E, nello specifico, in quelle del Ministero dell’Ambiente, l’unico titolato a “indicare le regole cui le Regioni daranno attuazione” nelle proprie pianificazioni, come scrivono i giudici. Comprese le eventuali limitazioni della concorrenza necessarie a fare fronte alla carenza di capacità di trattamento sul territorio, potestà che il sistema ARERA, in maniera illegittima secondo il Consiglio di Stato, aveva invece attribuito alle Regioni stesse attraverso l’istituto degli ‘impianti minimi’. Un istituto che le sentenze hanno demolito e che toccherà al Ministero ricostruire, calandolo nella cornice normativa più adeguata: quella del Programma Nazionale di Gestione dei Rifiuti, come chiede la proposta di risoluzione a firme dalla senatrice di Italia Viva Silvia Fregolent, che la prossima settimana potrebbe ottenere il via libera definitivo della commissione ambiente di Palazzo Madama.

“L’intervento del Consiglio di Stato – spiega Fregolent a Ricicla.tv – è sicuramente l’invito ad aprire un momento di riflessione. Sia ARERA che le Regioni hanno allargato le proprie competenze nell’applicazione del meccanismo e questo ha, in un certo senso, ‘tarpato le ali’ alla concorrenza. Ho sottolineato l’esigenza di riaprire un tavolo nazionale con tutti i portatori d’interesse – dice – con una proposta di risoluzione che dovrebbe essere votata la prossima settimana. Mi auguro che questo serva a superare l’impasse. Che ha un solo rischio: quello di limitare, se non di bloccare, lo svolgimento efficiente del servizio di raccolta dei rifiuti“.

Una volta adottata, la risoluzione impegnerà il governo, quindi il Ministero dell’Ambiente, ad aggiornare il Programma Nazionale di Gestione dei Rifiuti “indicando i criteri di identificazione degli impianti ‘minimi'”, ma anche “ad esplicitare gli eventuali fabbisogni impiantistici da colmare a livello territoriale e consentendo al mercato, il quale appare in grado di dare risposta alle esigenze locali di trattamento, di ampliare il proprio ambito, fino alla totale e auspicabile eliminazione del concetto stesso di impianto ‘minimo’”. In linea con il pronunciamento dei giudici del Consiglio di Stato, secondo cui spetta al governo il compito di definire l’assetto di mercato più adatto a tenere insieme le esigenze di salvaguardia dell’ambiente (e più in generale dell’interesse pubblico) con quelle di tutela della libera concorrenza, “individuando i siti più idonei per impiantistica di interesse sovraregionale, ma nel contempo mettendo a regime le potenzialità economiche della intrinseca natura di risorsa di un rifiuto recuperato a diverso utilizzo“.

“È giunta l’ora di chiarire alcuni punti rimasti in sospeso dopo le varie sentenze”, spiega Fregolent, e più in generale, come sollecitato dalle associazioni ascoltate nell’ambito dei lavori sulla proposta di risoluzione, di mettere ordine nel rapporto tra libero mercato e regolazione. “Nel corso delle audizioni sono state rilevate molte criticità. Mi aspettavo posizioni critiche da parte dei privati, mi ha sorpreso (positivamente) raccogliere le critiche anche del mondo pubblico e delle utility, che lamentano un sistema farraginoso e incompleto. Forse il meccanismo ARERA, nel suo essere ‘dirigistico’, si è sostituito al mercato in troppi punti. È arrivato il momento di fare tutti un passo indietro e riscrivere insieme le regole”.

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