Timmermans: “Economia circolare ridurrà la nostra dipendenza dalle importazioni”

Secondo il vice presidente della Commissione europea “investire nell’economia circolare significa anche investire nella nostra sicurezza collettiva” riducendo la nostra domanda di risorse ed energia. E aggiunge “Prima smettiamo di inviare miliardi in Russia, meglio è”

“La transizione verde ci libererà dalla dipendenza dall’energia e dalle altre importazioni di risorse. Prima smettiamo di inviare miliardi in Russia, meglio è”. Una via d’uscita dal ricatto di Mosca c’è ed è quella dell’economia circolare, secondo il vice presidente della Commissione europea Frans Timmermans, intervenuto in apertura della Circular Economy Stakeholder Conference sul consumo sostenibile. “La guerra di Putin aggiunge un’ulteriore dimensione allo sforzo incredibilmente urgente che dobbiamo intraprendere per la nostra transizione verde” ha detto Timmermans, secondo cui “investire nell’economia circolare significa anche investire nella nostra sicurezza collettiva e nel futuro in cui possiamo credere. Ci consentirà di ridurre la nostra domanda di risorse primarie e di utilizzare molta meno energia per la nostra produzione e consumo”.

L’urgenza di ridurre la dipendenza dell’Ue dalle importazioni, ha ricordato Timmermans, è però solo una delle molle della transizione circolare. La priorità resta infatti quella di dare risposta alle grandi emergenze ambientali del nostro tempo. Del resto. anche il conflitto in Ucraina “ha un’angolazione climatica. L’insicurezza della Russia – ha spiegato – è alimentata anche dalla scomparsa del permafrost, che paralizza parte della sua industria, dal mancato raccolto, dagli incendi”. Un monito per il mondo intero, e un invito ad accelerare la ricerca di soluzioni comuni anche rivedendo in chiave circolare il nostro modello di sviluppo. “Oltre il 90% della perdita di biodiversità e dello stress idrico – ha ricordato Timmermans – deriva dall’estrazione e dalla lavorazione delle risorse. Così come la metà delle emissioni totali di gas serra. Ecco perché la transizione verso un’economia circolare è al centro del Green Deal europeo”.

Secondo il vice presidente della Commissione, fare economia circolare significa investire su “modelli di business basati sui servizi, sharing economy, logistica inversa, servizi di riutilizzo e riparazione” ma anche “ripensare al modo in cui i prodotti vengono progettati e realizzati”. Motivo per cui nel corso dell’anno, ha annunciato Timmermans, la Commissione presenterà una serie di misure che vanno dalla revisione della legislazione sui prodotti sostenibili e sull’ecodesign alla strategia tessile “per garantire una produzione e un design sostenibili e circolari” ha detto. In cantiere anche una revisione della direttiva sugli imballaggi, che dovrebbe vedere la luce “prima di questa estate” e che includerà “misure sulla prevenzione e il riutilizzo dei rifiuti di imballaggio, requisiti sui contenuti riciclati obbligatori e altro ancora ha garantito il vice presidente dell’esecutivo Ue.

Tra i dossier sul tavolo della Commissione anche quello rifiuti. “Sfrutteremo ulteriormente il potenziale della responsabilità estesa del produttore e proporremo anche un sistema armonizzato di raccolta dei rifiuti – ha detto Timmermans – se riusciamo a garantire un mercato europeo pienamente funzionante per i materiali riciclati di altissima qualità, possiamo fare di ‘Riciclato nell’Ue’ un punto di riferimento globale e creare posti di lavoro riducendo la nostra dipendenza dalle materie prime vergini”. Sempre entro questa estate dovrebbe vedere la luce anche il nuovo quadro giuridico in materia di informazione ambientale e contrasto al greenwashing. “Oggi ci sono più di 200 etichette ambientali attive nell’Ue e più di 450 in tutto il mondo. Alcuni di questi sono affidabili, altri no” ha dichiarato Timmermans, ricordando come “nessuna proposta legislativa ambiziosa possa avere successo senza una comunità di valori alle spalle. Oggi altri europei – ha detto Timmermans – stanno rischiando la vita combattendo per quei valori. Dobbiamo essere parte di quella lotta. Passare all’economia circolare significa fare la nostra parte”.

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