Veicoli a fine vita: ecco come smaltire gli airbag


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Che fine fanno e che fine debbono invece fare gli airbag installati su veicoli giunti a fine vita? Secondo un recente decreto ministeriale, vanno neutralizzati e rimossi perché la loro demolizione mentre installati ancora a bordo, causerebbe grave danno ambientale contenendo il dispositivo salvavita un materiale altamente tossico. Il 12 maggio del 2016 il Ministero interveniva a chiarire, con apposito decreto, che la neutralizzazione di tali dispositivi doveva obbligatoriamente tradursi, pena gravi sanzioni penali, nella procedura di esplosione dell’airbag ancora a bordo, mediante apposta strumentistica.

Il chiarimento probabilmente, per porre fine ad una interpretazione ancora tutta discrezionale che i demolitori davano alla legge. La parola neutralizzazione infatti, faceva sentire legittimati i demolitori di veicoli giunti a fine vita a rimuovere la batteria o l’accumulatore dalle auto prima della demolizione, di modo che durante le operazioni la presenza dell’airbag non causasse nessun tipo di incidente. Tale procedura tuttavia non è conforme ai principi di legge, perché così facendo tutto il materiale tossico che compone l’airbag rimane nell’airbag stesso e quando l’auto viene avviata a fase successiva, quella della frantumazione, il blocco auto avviato alle acciaierie non è completamente bonificato.

Poche settimane fa proprio le associazioni Fise Unire, Ada e Aira, chiedevano chiarimenti al Ministero rispetto al decreto dello scorso maggio. Il Ministero ha accolto la sollecitazione precisando che gli airbag – se da avviare a recupero – non possono assolutamente essere venduti ai cittadini ma a imprese specializzate che li debbono sottoporre a regolare revisione. Se invece l’airbag è da demolire insieme al veicolo, allora i demolitori debbono dotarsi della strumentistica necessaria per farli esplodere a bordo delle vetture, sottintendendo dunque che i veri trasgressori in caso di mancato rispetto della legge, sono gli autodemolitori e non l’intera filiera che indirettamente sarebbe incappata in gravi sanzioni penali nel caso del mancato rispetto della legge.

Un chiarimento che incontra dunque l’entusiasmo dei frantumatori, ai quali non poche volte i veicoli demoliti giungono con airbag ancora installati senza per questo poterlo appurare se non in fase di frantumazione del veicolo stesso. «Non possiamo che dirci soddisfatti della risposta del MATTM – spiega Mauro Grotto, presidente dei Frantumatori italiani – ora ci aspettiamo che gli organi di controllo verifichino la piena osservanza di questa nuova direttiva perché è solo attraverso i controlli che la nostra categoria può sentirsi al riparo da rischi ai quali, le negligenze altrui la espongono».

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