Bonifiche, il commissario conclude gli iter per ulteriori 7 discariche


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Proposti, allo scadere della XI semestralità di infrazione (giugno 2020), ulteriori 7 dossier per l’espunzione di  siti di discarica “sanati” al fine di ottenere un risparmio “aggiuntivo” sulla penalità annuale di € 2.800.000,00

Roma, 31 maggio    Il Commissario, insieme alla Struttura di Missione per le procedure d’infrazione alla normativa UE della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, propone, alla Direzione Generale E.N.V.I. Ambiente della Commissione Europea, ulteriori 7 dossier di siti “sanati” per la richiesta di l’espunzione dalla procedura di sanzione di cui alla causa 196/2013.

Le discariche, di cui si sono conclusi gli iter delle operazioni amministrative ed esecutive al fine di adeguarle alla normativa vigente, sono dislocate in 4 regioni, nello specifico:

Per la regione Lazio:

  1. VILLA LATINA in provincia Di Frosinone (FR)

Per la regione Campania:

  1. PUGLIANELLO, in provincia di Benevento (BN)

Per la regione Calabria:

  1. PETRONA’ in provincia di Catanzaro (CZ)
  2. JOPPOLO in provincia di Vibo Valentia (VV)
  3. BADOLATO in provincia di Catanzaro (CZ)
  4. MARTIRANO in provincia di Catanzaro (CZ)

Per la regione Sicilia:

  1. LEONFORTE in provincia di Enna (EN)

Tre sono i principali  requisiti richiesti dalla Commissione Ambiente UE che occorre soddisfare per comprovare l’avvenuta messa a norma delle discariche interessate dalla sentenza di cui al causa 196/13 :

  • assicurare che nei siti in questione non siano più depositati rifiuti;
  • catalogare e identificare i rifiuti pericolosi;
  • attuare le misure necessarie per assicurare che i rifiuti presenti nei siti non mettano in pericolo la salute dell’uomo e l’ambiente.

In base ai dettami Europei, quindi, l’Ufficio del Commissario sta procedendo sulla base di un incessante e conforme cronoprogramma attuativo, alla regolarizzazione degli 81 siti in infrazione, commissariati nel marzo 2017.

Le attività, di messa in sicurezza o di bonifica, sono processate secondo dettami stabiliti da una efficiente metodologia introdotta dalla task force dell’Arma dei Carabinieri che si basa su tre fasi: Informativa, Analitica ed Operativa.

La modalità esecutiva dell’incarico del Commissario si sostiene e diventa efficace, unicamente, con un lavoro corale con tutti gli attori interessati nei procedimenti: Comuni, Regioni, stazioni appaltanti, soggetti scientifici, ditte specializzate di settore, professionisti del comparto ambientale, in uno sforzo sinergico in cui la figura del Commissario Straordinario è di impulso, coordinamento e  direzione, incentrata verso il cardine dell’Arma dei Carabinieri e implementata con il sostegno del Ministero dell’Ambiente.

<I lavori processati nel corso di questo semestre sono il frutto di sforzi congiunti con tutti soggetti coinvolti nelle procedure: Comuni, Regioni, Arpa sui territori nonché le stazioni appaltanti locali e nazionali, le  ditte specializzate del settore e i professionisti con cui abbiamo siglati importanti protocolli collaborativi, ma un plauso particolare, per questa semestralità,  voglio rivolgerlo al Dipartimento Scientifico dell’Università del Sannio di Benevento che ci ha coadiuvato per gli interventi di ripristino ambientale tramite l’utilizzo della tecnica di phytorimediation, in particolare nei 3 siti di: Badolato (CZ), Petronà (CZ) e Villa Latina (FR). Tecniche che restituiranno ai cittadini, con risparmio economico rispetto alle tecniche di capping ordinarie, i territori integri e che rivedranno fiorire la natura laddove prima c’era un cumulo di rifiuti, crediamo molto, se ve ne siano le possibilità e le condizioni scientifiche, in questo tipo di interventi perché, come ci piace dire: la terra non cresce ed è nostro compito conservarla e tutelarla. Le sinergie che il Commissario ha attivato anche con Associazioni e cittadini delle zone da bonificare, nasce dalla volontà di ricercare intesa e armonia con i territori al fine di acquisire soluzioni condivise che possano svilupparsi altresì per il tramite delle  indicazioni di possibili miglioramenti dei luoghi.>

così continua il Commissario:

< Trovo doveroso comunque ribadire anche che, in un periodo così complesso come quello degli ultimi 3 mesi a causa della pandemia covid-19, ci siamo attivati al fine di non fermare le lavorazioni laddove possibile nel rispetto delle normative di salvaguardia sanitaria e di non stoppare il meccanismo avviato negli ultimi anni, ovvero quello delle riunioni, dei continui contatti e rapporti con tutti ovvero  del seguire “step by step”  i cantieri ma anche la fase pre-cantieristica (progetti, gare, affidamenti).>

Conclude:

< Abbiamo utilizzato metodologie nuove di lavoro (videocall e videoconferenze) al fine di poter portare, anche in questo periodo “particolare”, fuori dalla procedura di infrazione ulteriori discariche, perché la multa semestrale non si ferma e la nostra è una lotta contro il tempo al fine di restituire territori ai cittadini e ridurre il “debito economico” della sanzione comminato all’Italia>

Dichiarazione del Sottosegretario On. Morassut:

<Sette nuovi siti di discarica sanati sono una bella notizia. Ringrazio il Generale Vadalà e la sua Struttura di missione, che insieme al Ministero e a tutti i soggetti competenti continua con costanza l’operazione di bonifica dei siti in procedura di infrazione, portando a casa risultati eccellenti per l’ambiente e le comunità che vivono nei territori contaminati. L’obiettivo comune in tema di bonifiche, lo ripetiamo sempre, è restituire il territorio ai cittadini e farlo in tempi rapidi. Ma non solo. Recuperare il territorio inquinato significa anche restituire alla collettività nuova vita, realizzando servizi, infrastrutture verdi, insediamenti industriali sostenibili di nuova generazione, attività produttive, impianti per la produzione di energia pulita. L’operazione di recupero del territorio è un’operazione complessa, che va oltre il risanamento dei suoli e che si fonda sul principio di sostenibilità ambientale, sociale, etica ed economica. Il ciclo di bonifica deve promuovere un nuovo stile di vita ecosostenibile che scongiuri il reiterarsi dei comportamenti precedenti ed essere foriero di nuove opportunità di crescita per la comunità. Anche in vista della ripresa post pandemia, il risanamento ambientale può essere la chiave per mettere in moto la ripartenza ed avviare un nuovo paradigma di sviluppo economico e sociale. Per questo il tema del recupero del suolo è al centro della nostra agenda e stiamo lavorando per rendere più veloci e snelle le procedure con la riforma del Titolo V del Testo Unico Ambientale.”

Si resta ora in attesa dell’esame a cui i dossier saranno sottoposti dall’Organo della DG-Ambiente della Commissione UE di Bruxelles, i cui esiti saranno comunicati tra circa tre mesi e che se accettati dagli uffici tecnici Europei consentiranno all’Italia di risparmiare sulla sanzione annuale altri € 2.800.000 oltre ai 16.400.000,00 già risparmiati con il lavoro svolto dalla struttura del Commissario Vadalà.

Al vaglio della Commissione sono i dossier dei siti “lavorati” nel decorso semestre, che se aggiunti a quelli già espunti (41) porta a 48 il numero delle discariche “poste in condizioni di sicurezza” sulle 81 Commissariate nel marzo 2017.

La Sanzione annuale scenderebbe così dai € 17.200.000,00 ai € 14.400.000,00 con un risparmio ulteriore di € 2.400.000,00 per ogni semestre.

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