Traffico di rifiuti: nuove verità sul caso Ilaria Alpi


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La Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti da qualche giorno ha avviato la procedura di declassificazione di alcuni documenti segreti sul tema del traffico transfrontaliero di rifiuti. Durante l’ultimo ufficio di presidenza è stata decisa la declassificazione di un documento prodotto durante la XIV legislatura, che in parte ha collegamenti con il caso Alpi-Hrovatin.

Il contenuto di quel documento, che sarà reso disponibile nei prossimi giorni, è stato illustrato dal Presidente della Commissione d’inchiesta, Alessandro Bratti, nel corso di una conferenza stampa presso la sala degli Atti Parlamentari nella Biblioteca del Senato. Dai documenti emergerebbero nuove verità sul caso tuttora irrisolto della giornalista Rai Ilaria Alpi, uccisa nel 1994 in Somalia con il suo operatore Miran Hrovatin mentre indagava sulle rotte del traffico di armi e rifiuti tossici tra l’Italia ed i paesi del corno d’Africa.

In particolare elementi inediti riguarderebbero la controversa figura di Giancarlo Marocchino, faccendiere italiano di stanza a Mogadiscio. «L’indagine – ha spiegato Bratti – parte dalle sollecitazioni della Procura di Asti, che negli anni passati ha lavorato sul caso. Nel documento è contenuta un’intercettazione telefonica che confermerebbe il coinvolgimento di Marocchino in attività di traffico dei rifiuti». Marocchino, ha ricordato Bratti, era stato anche ascoltato dalla Commissione d’inchiesta Taormina sul caso Ilaria Alpi. Commissione che, nelle sue conclusioni, attribuì la morte dei due giornalisti ad un tentativo di rapina finito male. «C’è un quadro degli eventi, già approfondito in passato dalla stampa, che in questi documenti sembrerebbe trovare conferma» ha sottolineato il Presidente della Commissione Ecomafie.

Nel corso dell’incontro Alessandro Bratti e la Senatrice e membro della Commissione Laura Puppato hanno fatto il punto sui recenti sviluppi dell’attività d’indagine svolta dai commissari sul tema del traffico transfrontaliero di rifiuti. «Abbiamo sollecitato la Commissione Ambiente dell’Unione Europea ad intervenire sul traffico di rifiuti – ha dichiarato Laura Puppato – che abbiamo verificato essere un fenomeno in crescita in alcuni porti europei. Negli ultimi anni – ha aggiunto – l’Italia ha aumentato i controlli rispetto ad altri Paesi. Le rotte più battute sono quelle verso i paesi dell’est e non più, come avveniva in passato, quelle verso il sud del mondo e l’Africa in particolare». La senatrice ha poi citato un recente incontro con l’Interpol, che avrebbe confermato le deduzioni dei commissari in merito alle rotte battute dai trafficanti di rifiuti facendo appello ad una maggiore integrazione a livello europeo tra le forze di intelligence e quelle deputate ai controlli nelle aree portuali.

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