Così Onori ha fatto dell’Albo un nuovo modello di trasparenza e partecipazione

Sotto la guida di Eugenio Onori trasparenza e partecipazione sono diventate la cifra dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali. E di un nuovo modo di essere pubblica amministrazione. “L’Albo è come una giraffa: è un animale strano, ma reale” diceva

Ha introdotto il tema della digitalizzazione in un mondo storicamente fondato su tonnellate di carte bollate. Ha difeso il valore della professionalizzazione in un settore delicato e strategico come quello della gestione ambientale. E lo ha fatto con il coraggio e l’abnegazione di chi è mosso non tanto dallo spirito di servizio quanto dalla forza di un’idea di futuro. Eugenio Onori quell’idea di futuro l’aveva maturata ben prima che la crisi pandemica e i piani di ripartenza obbligassero la politica a rifondare la propria agenda sui due pilastri dell’ambiente e del digitale, e l’ha coltivata e difesa fino agli ultimi istanti della sua vita.

Nato nel 1948, dal 1991 al Ministero dell’Ambiente, ha contribuito da Presidente dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali a modernizzare e qualificare comparti fondamentali della nostra green economy: dalla raccolta e trasporto al commercio di rifiuti, fino alle bonifiche. Ma anche a costruire un modo nuovo di essere pubblica amministrazione, trasparente, partecipativo, digitale. Una sorta di chimera, se si guarda al panorama nazionale. “L’Albo è come una giraffa: è un animale strano, ma reale” ripeteva infatti spesso, parafrasando Togliatti.

Strano sì, ma talmente reale che se oggi le imprese di settore sono pronte a giocare da protagoniste la partita della transizione ecologica lo dobbiamo proprio all’Albo e a quell’ambizioso progetto di riforma delle sue funzioni e attribuzioni fortemente voluto e meticolosamente supervisionato da Onori, che ha avuto il merito principale di alzare l’asticella della professionalità delle aziende e della qualità dei servizi in un mondo, quello dei rifiuti, che ancora oggi sconta lo stigma di molti. Così come ha avuto il merito di rivoluzionare il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione, semplificandolo grazie al massiccio investimento nella digitalizzazione delle procedure e impostandolo sui binari di una collaborazione trasparente e proattiva.

Sotto la guida di Eugenio Onori, da mero ente deputato al rilascio delle autorizzazioni l’Albo ha saputo rendersi autentico punto di riferimento per migliaia di operatori, coinvolgendoli attivamente nelle proprie decisioni e trasformando le sezioni regionali in luoghi di formazione e crescita professionale. Onori se n’è andato, dopo una vita spesa al servizio di un’ente che proprio ora si prepara ad affrontare la più entusiasmante delle tante sfide che negli anni lo hanno visto protagonista: quella per la messa a punto del nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. “Penso che questa è la volta buona, perché siamo partiti con il piede giusto” diceva solo pochi giorni fa, intervistato dalla nostra Valentina Trifiletti. E aveva ragione, perché il tavolo di lavoro è partito nel segno della trasparenza e dell’inclusione, ovvero di quelle che sotto la guida di Eugenio Onori sono diventate le cifre dell’Albo e che oggi sono il lascito più grande del suo più grande Presidente. Un autentico testamento, umano e professionale, che rappresenta agli occhi di tutti i soggetti coinvolti nel processo la migliore garanzia di successo.

4 pensieri riguardo “Così Onori ha fatto dell’Albo un nuovo modello di trasparenza e partecipazione

  1. Come segretario della sezione Puglia e come persona in questo periodo affetta da LnH ha mostrato affetto e interessamento al mio stato di salute.Sempre cordiale e gioviale al servizio dell’Albo, pronto a consigli e direttive, sempre attento alle persone e alle situazioni.

  2. Mi ha accolto neofita del settore fornendomi sempre il massimo aiuto, coinvolgendomi nel percorso iniziale come Segretario della Sezione Lazio fornendomi tutto il suo appoggio anche per questioni spinose e difficili da affrontare per il bene della segreteria… mettendo sempre la faccia per me e i colleghi. Un Grande appassionato…che va via come i Grandi..Mi e ci mancherai..Grazie….Grande Preside’!

  3. Grande Presidente, ci mancherà Il tuo aplomb in dialetto romano che trovava soluzioni semplici a problemi difficili.
    In 10 anni al tuo fianco ho imparato la parola :sistema! In senso di organizzazione Quello al quale dal primo momento che ci siamo conosciuti mi hai invitato a coltivare per la Sua crescita
    Buon viaggio Presidente

  4. Trentacinque anni di conoscenza, 20 anni di lavoro insieme nell’Albo, tante vicende professionali vissute nei diversi ruoli, alcune complesse, altre difficili, talvolta affrontate da prospettive diverse ma mai, neanche una volta, che non si siano risolte.
    La grande capacità di Eugenio era questa: trovare, in un mondo complesso e delicato come quello dei rifiuti, sempre una soluzione, un compromesso equilibrato.
    Mancherà, all’Albo, la tua competenza e la tua professionalità, il tuo equilibrio, il tuo sorriso, la tua ironia, le tue battute, la tua romanità.
    A me mancherà il fumo delle tue sigarette, il tuo sguardo sincero, ma soprattutto, la tua umanità. Ciao Euge’

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