Decreto semplificazione, salta l’end of waste “caso per caso”


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Operazione di restyling radicale per il decreto sulle semplificazioni approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. Rispetto ai 28 articoli della bozza circolata la scorsa settimana, il testo che ha ottenuto il via libera ne conta invece appena dieci.

E se viene mantenuta l’abrogazione del Sistri, che dal 1 gennaio 2018 “non esisterà più”, come ha ricordato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, salta invece la misura che avrebbe consentito a regioni e provincie di stabilire criteri end of waste “caso per caso”, a differenza di quanto sancito da una recente sentenza del Consiglio di Stato, secondo la quale invece tali criteri possono essere stabiliti solo da norme nazionali o comunitarie. Una decisione che dal luglio scorso ha di fatto paralizzato il rilascio di nuove autorizzazioni al riciclo, mettendo a rischio il rinnovo di quelle in via di scadenza.

“Ad oggi i criteri nazionali ed europei End of Waste coprono solo alcune, limitate, categorie di rifiuti quindi se non si pone rimedio a questa lacuna normativa con una norma “ponte” che consenta alle regioni di fissarli in via provvisoria con le autorizzazioni si rischia, considerata l’emergenza impiantistica in cui ci troviamo – aggravata dai roghi sempre più frequenti –  di compromettere irreparabilmente non solo il settore del riciclo, ma l’intero ciclo della gestione dei rifiuti, con gravi danni per tutta la collettività” afferma Andrea Fluttero, Presidente FISE UNICIRCULAR (Unione Imprese dell’Economia Circolare), che della battaglia per l’End of Waste ha fatto la propria bandiera ormai da mesi.

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