EcoTyre: nel 2016 raccolti più di 50 milioni di kg di pneumatici fuori uso


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Più di 50 milioni di kg di pneumatici fuori uso raccolti e avviati a recupero attraverso attività ordinarie, interventi straordinari e ritiri presso gli autodemolitori ACI, con le Regioni del Sud, Campania in testa, a far registrare i maggiori incrementi. Questo il bilancio del 2016 contenuto nel report annuale di EcoTyre, il primo consorzio in Italia per numero di Soci (oltre 600) attivo da sei anni sul fronte della raccolta dei pfu. Buona parte della raccolta, si legge nel dossier, deriva dalla raccolta ordinaria che da sola contabilizza 43.753.278 kg gestiti effettuando il 5% in più di missioni rispetto all’anno precedente presso gommisti e officine in tutta Italia. A questi si aggiungono 3.353.336 kg grazie agli 887 ritiri presso i demolitori di auto accreditati ACI. A completare il quadro, i 3.041.940 kg raccolti attraverso interventi straordinari per PFU Zero, il primo progetto nazionale di mappatura dei depositi abbandonati di pneumatici fuori uso, alla cui bonifica ogni anno EcoTyre dedica una parte del proprio avanzo di gestione. Enti locali, associazioni e cittadini possono segnalare sul sito internet dedicato (www.pfuzero.ecotyre.it) questi casi contribuendo ad arricchire il database dei depositi.

«Da un punto di vista operativo – ha spiegato Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre – siamo intervenuti sulla rete organizzativa e logistica per fare in modo che il maggior numero di ritiri riguardasse i punti di raccolta del Meridione. Questo sforzo ha permesso di triplicare la raccolta al sud migliorando il servizio e dando stimolo a un tessuto imprenditoriale che ha voglia di crescere e lavorare in una logica di piena sostenibilità ambientale. Importante il lavoro volontario grazie a PFU Zero e quello fatto per combattere il problema degli PFU che ogni anno risultano in eccesso rispetto ai quantitativi immessi sul mercato a causa dalla vendita irregolare di pneumatici per i quali non viene pagato il contributo».

Accanto a PFU Zero, infatti, EcoTyre, in sinergia con Legambiente, Confartigianato, CNA, Airp, Federpneus, Ecopneus e Greentire ha dato vita all’Osservatorio sui flussi illegali di pneumatici e PFU in Italia: la piattaforma “CambioPulito” (www.cambiopulito.it). «Grazie a questa iniziativa – spiega il consorzio – si fa un altro importante passo in avanti per combattere la vendita “irregolare” degli pneumatici e l’evasione del contributo ambientale per il riciclo degli pfu. Una situazione che è possibile stimare in circa 20/30mila tonnellate di pneumatici immessi illegalmente nel mercato del ricambio, con un ammanco di contributi ambientali per 12 milioni di euro ogni anno e un’evasione IVA stimata in 80 milioni di euro, oltre ai costi degli interventi per ripulire il territorio dagli abbandoni».

Da un punto di vista territoriale, stando al report sono le Regioni del Sud Italia ad aver registrato gli incrementi più significativi, passando da 3 milioni di kg del 2015 a oltre 10 milioni di kg dell’anno appena trascorso: oltre alla Campania, seconda in Italia per quantità raccolte, passata da un milione di kg del 2015 a oltre 5 milioni del 2016, da segnalare la Sicilia e la Calabria che hanno più che raddoppiato i quantitativi, ma anche la Puglia con un +38%. Il Molise registra il record in termini di incrementi con +730%. Al Nord si continuano ad avere buone performance di raccolta in Piemonte e Liguria mentre al Centro è il Lazio a registrare i quantitativi più alti.

 

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