Imballaggi, Commissione UE pronta a rivedere i nuovi target di riuso

Dopo le contestazioni dell’industria europea del packaging la Commissione UE starebbe valutando “una riconsiderazione” degli ambiziosi target di riuso contenuti nella proposta di regolamento sugli imballaggi che dovrebbe essere presentata la prossima settimana

Dopo le forti contestazioni dell’industria europea del packaging, in testa quella italiana, Bruxelles sarebbe pronta a correggere il tiro sui nuovi obiettivi vincolanti di riuso contenuti nella bozza di regolamento sugli imballaggi circolata nei giorni scorsi. “Molto probabilmente ci sarà una riconsiderazione da parte della Commissione europea in vista dell’adozione del 30 novembre” ha spiegato nei giorni scorsi a Ecomondo il capo unità della Direzione Generale Ambiente della Commissione UE Mattia Pellegrini. “I target di riuso molto elevati hanno generato un forte dibattito e un certo malcontento, soprattutto in Italia: ‘riuso contro riciclo’ si è detto, soprattutto rispetto al target di riutilizzo del 95% (fissato nella bozza al 2040 per gli imballaggi utilizzati dai venditori di bevande fredde e calde da asporto, ndr), che ha fatto credere che fosse arrivata la fine del monouso”.

Barra dritta invece sui nuovi target di riduzione dei rifiuti da imballaggio (-5% al 2030 e -10% al 2035) così come sugli obiettivi di riciclo. Questi ultimi resteranno quelli fissati nel 2018 dalle direttive rifiuti e imballaggi contenute nel cosiddetto ‘pacchetto economia circolare’. Dovrebbe essere confermato, con qualche minimo ritocco, anche l’innalzamento degli obiettivi minimi di contenuto di materia riciclata negli imballaggi in plastica, che dovrebbero essere elevati rispetto a quelli introdotti dalla direttiva SUP sulle plastiche monouso. Per le bottiglie in PET si passerà dal 30% al 50% entro il 2030 (45% per tutti gli altri imballaggi) e al 65% entro il 2040. “Probabilmente – ha però precisato Pellegrini – andremo a rivedere la categoria del packaging ‘contact sensitive’, quello a contatto con alimenti e farmaceutica”, che stando alla bozza di regolamento dovrà contenere plastica riciclata al 25% entro il 2030 e al 50% entro il 2040.

A una settimana dalla prevista presentazione del nuovo regolamento resta ferma l’opposizione del governo, come ribadito questa mattina dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a Bergamo alla 39esima assemblea annuale dell’Anci. “Siamo il paese d’Europa che ha creato un nuovo filone produttivo e noi non facciamo un passo indietro rispetto al riallineamento chiesto dall’Ue. Se l’Unione europea vuole spingere sul ‘riutilizzo’ piuttosto che sul riciclo – ha chiarito Pichetto – togliere lo squilibrio non vuol dire che l’Italia debba tornare indietro: devono essere gli altri Paesi europei a fare il passo in avanti”. No a una proposta “che dovrebbe lasciare molto poco spazio agli Stati membri per modifiche o flessibilità applicative, senza considerare i livelli di efficacia e di efficienza oggi raggiunti” aveva commentato nei giorni scorsi il vice ministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini. “Riteniamo che questo approccio penalizzerà maggiormente chi in questi anni ha prodotto maggiori sforzi per trovare soluzioni adatte rispetto al proprio tessuto produttivo e alla regolamentazione locale, con il rischio di vanificare anni di innovazioni e investimenti. Ci batteremo – ha aggiunto il vice ministro – quindi in ogni sede per garantire agli Stati membri virtuosi, in particolare all’Italia ed alla Spagna, una facoltà di scelta tra sistema del riciclo e del riuso basata sulla capacità di ognuno di perseguire con le proprie peculiarità determinati risultati ambientali fissati nei contesti internazionali”.

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