Plastica: nel 2016 in Ue (e in Asia) il riciclo supera la discarica


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Nel 2016, per la prima volta nella storia, i Paesi dell’Unione europea hanno avviato a riciclo più rifiuti in plastica di quanti non ne abbiano smaltiti in discarica. Lo rileva PlasricsEurope, l’associazione dei produttori europei di materie plastiche, nel dossier “Plastics, the facts” pubblicato nei giorni scorsi. Delle 27,1 milioni di tonnellate di plastiche post consumo raccolte nel 2016, infatti, il 27,3% è finito in discarica, il 41,6% è stato incenerito negli impianti di recupero energetico, mentre il 31,1% è stato riciclato. Già, ma dove? La domanda non è di poco conto e la risposta fornita da PlasticsEurope ha un sapore decisamente amaro. Perché se è vero che tra 2006 e 2016, si legge nel dossier, il volume delle plastiche raccolte per essere riciclate è aumentato del 79% mentre la discarica è calata del 43%, è altrettanto vero che nel 2016, chiarisce lo studio, il 37% della plastica tornata a nuova vita lo ha fatto fuori dai confini dell’Ue, principalmente in Asia.

Insomma, in Europa siamo sempre più bravi a sottrarre plastica alla discarica ma non ne ricicliamo abbastanza, tanto che un terzo della raccolta lo spediamo nei Paesi orientali. O meglio lo spedivamo, visto che la Cina, storicamente il primo importatore di scarti plastici a livello globale, dal primo gennaio di quest’anno ha chiuso le porte a ben 24 categorie di rifiuti. Comprese le plastiche post consumo esportate dai Paesi del Vecchio Continente, che nei prossimi mesi dovranno quindi collocarle altrove. E non sarà cosa facile, visto che Paesi come Regno Unito e Irlanda, ad esempio, nel 2016 hanno esportato in Cina rispettivamente il 65% e il 95% circa dei loro rifiuti plastici.

Tornando al dossier di PlasticsEurope, nonostante un netto miglioramento delle performance di riciclo e recupero energetico, nel 2016 per molti Paesi Ue la discarica ha continuato a rappresentare la prima o la seconda destinazione degli scarti plastici. Nell’area balcanica, ad esempio, il tasso di conferimento in discarica ha superato il 50%. Mediamente, si legge nel dossier, i Paesi che hanno adottato restrizioni al conferimento in discarica di rifiuti recuperabili – come Austria, Germania, Svezia e Norvegia, tutte al di sotto del 10% – presentano migliori tassi di riciclo, mentre l’Italia si colloca a metà strada, ripartendo i propri rifiuti plastici in parti quasi uguali tra discarica, riciclo e recupero energetico.

Quanto agli imballaggi, il tasso di riciclo in Ue – compresa, come sopra, la fetta riciclata in Asia – si è attestato nel 2016 al 41%, pari a 6,8 milioni di tonnellate sulle 16,7 raccolte in totale, mentre 6,5 milioni di tonnellate sono state avviate a recupero energetico (il 38,8%) e 3,4 milioni di tonnellate sono finite in discarica (20,3%). In cima alla classifica Germania e Repubblica ceca, rispettivamente al 50 e 52% di riciclo, mentre all’estremità opposta Finlandia, Francia, Grecia e Malta, tutte sotto il 30%. Italia poco sopra il 40%, in linea con la media Ue.

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