Rifiuti tecnologici, a Napoli un’intesa per contrastare le gestioni illegali

di Luigi Palumbo 17/05/2023

Fare luce sulla condotta di distributori e rivenditori di apparecchiature tecnologiche per contrastare la dispersione e la gestione illecita dei raee. È uno dei punti chiave del protocollo d’intesa siglato dal Comune di Napoli con il Centro di Coordinamento Raee, l’incaricato del governo per il fenomeno dei roghi e la municipalizzata ASIA


Contrastare i fenomeni di abbandono di rifiuti elettrici ed elettronici e la loro gestione illecita su tutto il territorio del comune di Napoli, intensificando le azioni di prevenzione e controllo. Ma anche avviando interventi sperimentali di raccolta capillare e attività di comunicazione. È su queste basi che nei prossimi tre anni il capoluogo campano, fanalino di coda nazionale, punterà a rilanciare le attività di raccolta e corretto trattamento dei raee, stando al protocollo d’intesa siglato nei giorni scorsi dal Comune con il Centro di Coordinamento Raee nazionale, il vice prefetto Filippo Romano, incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti nella regione Campania, e la municipalizzata partenopea dei rifiuti ASIA. Un accordo della durata di 36 mesi rinnovabili, che guarda soprattutto al ruolo della grande distribuzione e dei rivenditori di apparecchiature tecnologiche. “Il primo strumento sarà quello dell’informazione – chiarisce il direttore generale del CdC Raee Fabrizio Longoni – il Comune, in qualità di soggetto attuatore, si è impegnato a coinvolgere tutti i distributori e rivenditori presenti sul territorio per invitarli a dare corso alle obbligazioni di legge in maniera efficace.

Un’intesa la cui necessità sta tutta nei numeri: secondo il CdC Raee nel 2022 a Napoli sono state raccolte 1634 tonnellate di raee, in calo rispetto agli anni precedenti e pari a 1,8 kg per abitante a fronte di una media nazionale di oltre 6 kg. Pur essendo il terzo comune d’Italia per popolazione residente, Napoli raccoglie meno della metà dei raee di Milano (4mila tonnellate) e addirittura meno di un sesto di quelli di Roma (12mila). Numeri dietro i quali è difficile non intravedere anche la lunga mano delle gestioni parallele, che lo scorso anno sono state attratte dai forti rincari di materie prime come alluminio, ferro e rame. Risorse preziose, che vengono sommariamente strappate ai raee mentre tutto quello che resta viene smaltito in maniera abusiva. E non di rado dato alle fiamme. Da qui l’impegno in prima persona dell’incaricato del governo per il contrasto ai roghi di rifiuti. “È un paradosso, ma spesso troviamo abbandonati nell’ambiente rifiuti pesanti e difficili da trasportare come frigoriferi, grandi bianchi, computer, televisori – spiega il vice prefetto Filippo Romano – proprio perché da questi rifiuti si può trarre materia preziosa con poco investimento tecnologico. Ma con enorme danno per l’ambiente. Questo protocollo aiuterà a prendere coscienza del problema, diffondendo informazione e preparando le opportune contromisure“.

Avvalendosi anche del supporto del reparto tutela ambientale del Corpo di Polizia municipale di Napoli, l’accordo – primo nel suo genere in Italia – punterà soprattutto a fare luce su quello che succede alle apparecchiature che vengono ritirate quando sostituite da un nuovo prodotto equivalente. Il problema, infatti, è che “una larga parte dei raee gestiti dalla distribuzione – spiega Longoni – non raggiunge il corretto trattamento“. Una emorragia che in Campania, e a Napoli, raggiunge proporzioni spaventose, ma che sottrae raee al sistema ufficiale a ogni altezza dello Stivale. Motivo per cui “puntiamo a far diventare l’accordo una ‘best practice'”, confessa Romano non senza una punta d’orgoglio. “Il mercato delle apparecchiature tecnologiche ormai è quasi tutto di sostituzione – aggiunge – quindi oggi siamo sicuri che i raee vengano raccolti da chi fornisce un nuovo apparecchio. Sia perché la legge lo prevede, sia perché nessun cittadino ha piacere a tenersi in casa la vecchia lavatrice o il vecchio frigorifero. Evidentemente è a valle, dopo il ritiro da parte dei venditori, e dopo la consegna da questi ai trasportatori, che c’è qualcosa che non funziona. Le forze di polizia stanno indagando, ma ci sono sicuramente azioni di sistema da poter mettere in campo. A partire proprio dalla corretta informazione”. Accanto alle azioni di prevenzione e contrasto delle condotte illegali – “anche prevedendo sanzioni per chi adotta condotte non corrette“, chiarisce Longoni, l’accordo prevede poi l’impegno congiunto di Comune, ASIA e CdC Raee per lo sviluppo di nuovi e più efficaci sistemi e procedure di raccolta. “Nei prossimi mesi avvieremo una serie di azioni in via sperimentale – spiega Domenico Ruggiero, amministratore unico di ASIA – tenendo aperti i centri di raccolta in orari dedicati per consentire il conferimento solo alla grande distribuzione. Ma stiamo pensando anche a nuove modalità di raccolta capillare, direttamente nei luoghi di produzione. Un’idea, ad esempio, è quella di installare contenitori dedicati nei musei per le audio guide da dismettere”.

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