Acqua, verso la governance resiliente: regolazione e bacini fanno squadra

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Redazione Ricicla.tv
01/10/2026

Regolatori dei servizi idrici e autorità di bacino rafforzano la collaborazione per integrare pianificazione della risorsa e regolazione economica. L’accordo WAREG-INBO punta a coordinare governance, investimenti e tutela dell’acqua di fronte a scarsità, cambiamento climatico e sovrasfruttamento. A Roma, nell’Assemblea WAREG ospitata da ARERA, anche il confronto su crisi idriche, tariffe e futuro allargamento della rete al settore rifiuti


Rafforzare la collaborazione operativa tra autorità di bacino ed enti di regolazione per consolidare la governance del ciclo idrico e allinearla alla sfida europea per la gestione resiliente dell’acqua. Di fronte ai crescenti impatti economici, oltre che sociali e ambientali, della scarsità idrica legata a cambiamento climatico, inquinamento e sovrasfruttamento, regolazione e pianificazione non possono restare dimensioni separate, per quanto orientate al perseguimento di obiettivi comuni, ma devono integrare visioni, esperienze e competenze. È questo il senso del Memorandum of Understanding sottoscritto a Roma tra WAREG, la rete europea dei regolatori dei servizi idrici, e INBO, l’International Network of Basin Organisations.

L’accordo è stato firmato nell’ambito della 39ª Assemblea generale di WAREG, ospitata il 29 e 30 settembre da ARERA nel quadro del Forum Euromediterraneo dell’acqua. Un’intesa che punta ad avvicinare due livelli distinti ma sempre più interdipendenti della governance idrica: da una parte la pianificazione e la tutela della risorsa su scala di bacino, dall’altra la regolazione economica dei servizi chiamati a prelevarla, distribuirla, raccoglierla e depurarla. WAREG riunisce infatti le autorità impegnate nella regolazione economica dei servizi idrici, mentre INBO rappresenta le organizzazioni che operano nella gestione integrata delle risorse a livello di bacino idrografico.

Nell’attuale assetto di governance dell’acqua, le autorità di bacino stabiliscono il quadro entro il quale la risorsa può essere utilizzata e tutelata, mentre i regolatori economici costruiscono le condizioni perché i servizi possano operare in maniera efficiente – quindi anche sostenibile e circolare – all’interno di quel quadro. Due prospettive che la crescente pressione sulla risorsa rende sempre più difficile considerare separatamente. Il Memorandum istituisce per questo un quadro stabile di scambio di conoscenze ed esperienze su resilienza e governance idrica, investimenti sostenibili e accessibilità economica, ma anche indicatori e dati, soluzioni basate sulla natura, riuso delle acque, qualità dell’acqua potabile e gestione delle acque meteoriche.

“Il Memorandum of Understanding sottoscritto oggi tra WAREG e INBO segna l’inizio della collaborazione tra Regolatori europei e Autorità di bacino con l’obiettivo di integrare i diversi attori della governance dell’acqua”, ha spiegato Alessandro Bratti, vicepresidente permanente di WAREG e componente del Collegio di ARERA. “La tutela della risorsa e la qualità del servizio sono due facce della stessa sfida: affrontarle in modo coordinato è la condizione per rendere l’uso della risorsa più sicuro, efficiente e sostenibile”. Una collaborazione che, secondo Bratti, dovrà essere funzionale anche all’attuazione della Strategia europea per la resilienza idrica e, più in generale, degli indirizzi comunitari nel settore.

È proprio la resilienza, del resto, il filo conduttore del confronto che ha riunito a Roma i regolatori europei. Adattamento al cambiamento climatico, scarsità idrica, capacità di sostenere gli investimenti e modelli tariffari sono stati al centro della due giorni WAREG, con una sessione specificamente dedicata al ruolo della regolazione nella gestione delle crisi. Accanto all’esperienza italiana portata da ARERA sono stati analizzati i casi di Ungheria, Grecia e Portogallo, nel tentativo di individuare strumenti capaci di tenere insieme pressione crescente sulla risorsa, sostenibilità economica dei servizi e tutela degli utenti.

Ma l’orizzonte di WAREG potrebbe allargarsi ulteriormente. Nella seconda giornata dell’assemblea i regolatori hanno discusso anche dell’integrazione delle competenze sui rifiuti all’interno della rete, un percorso avviato all’inizio del 2026 e che trova proprio nell’esperienza italiana uno dei principali riferimenti a livello europeo. ARERA regola infatti il servizio idrico integrato dal 2011 e il ciclo dei rifiuti urbani dal 2018, secondo un modello che tende a ricondurre sotto un’unica architettura regolatoria servizi ambientali accomunati dalla necessità di sostenere investimenti infrastrutturali, qualità delle prestazioni e tutela degli utenti. La prossima assemblea generale della rete è prevista per dicembre.

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