Biometano dai rifiuti: l’energia del futuro entra finalmente in rete

di

Redazione Ricicla.tv
04/07/2017

Colmare una quota rilevante del fabbisogno nazionale di energia, sostituendo il gas naturale con una fonte efficiente, rinnovabile e, soprattutto, bio. Questo l’incoraggiante scenario apertosi venerdì scorso con l’avvio dell’impianto a biometano della bergamasca Montello spa e la prima, storica immissione del gas prodotto dal riciclo dei rifiuti organici nella rete italiana gestita da Snam. Una volta a regime, fa sapere Snam, l’impianto di biometano da forsu di Montello produrrà circa 32 milioni di standard metri cubi, ovvero l’equivalente quantitativo di biocarburante per una percorrenza di circa 640 milioni di chilometri da parte di “autoveicoli bio”. Montello, con una produzione oraria pari a 3750 Smc di biometano, è il primo esempio di impianto industriale presente in Italia in grado di produrre biometano esclusivamente dal trattamento dei rifiuti organici della raccolta differenziata urbana.

L’immissione in rete del biometano prodotto dall’azienda bergamasca segna una tappa storica lungo un percorso partito ufficialmente il 5 dicembre 2013 (con l’adozione del decreto del Ministero dello Sviluppo economico che ha introdotto i primi incentivi per la produzione di biometano dagli scarti), ma segnato da profondi ritardi legati soprattutto alla incompiutezza del quadro normativo. Tant’è che al momento gli impianti a biometano attivi in Italia sono soltanto 7, di cui 6 a scopo puramente dimostrativo, mentre i circa 1500 impianti di trattamento anaerobico degli scarti organici (tra rifiuti domestici, scarti agricoli e fanghi) si limitano tutti a bruciare il biogas prodotto per generare energia elettrica. Secondo il Consorzio italiano biogas, se gli stessi impianti si dotassero di tecnologie per l’upgrading (necessarie a convertire il biogas in biometano) potrebbero produrre entro il 2030 fino a 8,5 miliardi di metri cubi di biometano, pari a circa il 12-13% dell’attuale fabbisogno annuo di gas naturale.

Senza dimenticare che oltre a ridurre la dipendenza dell’Italia dalle importazioni dall’estero, la sostituzione del gas naturale con il biometano potrebbe giocare un ruolo fondamentale anche nella lotta ai cambiamenti climatici. Basti pensare che l’impianto della Montello spa, che recupera l’umido organico prodotto da circa 6 milioni di abitanti (equivalente al 60% dell’intera Lombardia), non solo non emetterà emissioni in atmosfera, ma è anche il primo impianto in Italia “Carbon Negative”, recuperando dal biogas generato (composto da circa il 60% di metano e da circa il 40% di CO2) 38.000 ton/anno di anidride carbonica (CO2 liquida), destinata a uso tecnico ed alimentare. Motivo in più per accelerare la messa a punto di una strategia nazionale per lo sfruttamento di quel giacimento dall’immenso valore economico ed ambientale che sono i nostri rifiuti organici.

Leggi anche

Plastica, giacenze raddoppiate e rischio stop della raccolta: la filiera teme un nuovo ‘effetto Cina’

di

Luigi Palumbo

Plastica, anche Unirima lancia l’allarme: impianti vicini ai limiti di stoccaggio

di

Redazione Ricicla.tv

Dove gettare gli scontrini? Il nuovo marchio “Riciclami nella carta” aiuta a non sbagliare

di

Elvira Iadanza

Testo unico ambientale, vent’anni dopo: da Napoli la richiesta di una riforma per acqua, rifiuti e bonifiche

di

Luigi Palumbo