Crisi plastica, Utilitalia torna a chiedere interventi urgenti

di

Redazione Ricicla.tv
21/10/2026

Utilitalia lancia l’allarme sul rischio di blocco della raccolta differenziata della plastica e chiede interventi urgenti nel decreto Ambiente. Tornano le proposte già avanzate da ANCI e fermate nel precedente iter parlamentare: obblighi di ritiro più stringenti, sanzioni per i sistemi EPR inadempienti e copertura degli extracosti


L’emergenza del riciclo della plastica rischia di trasformarsi in una crisi della raccolta differenziata, con ripercussioni sulla continuità del servizio pubblico e sui costi a carico di Comuni e cittadini. A lanciare l’allarme è Utilitalia, che nel corso delle audizioni sul decreto ambiente davanti alla commissione Ambiente della Camera ha chiesto una serie di interventi urgenti per fronteggiare le difficoltà della filiera, a partire da una più chiara definizione degli obblighi e delle responsabilità economiche dei sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR). Una richiesta che riporta al centro del confronto parlamentare il tema delle attribuzioni dei consorzi di filiera, già affrontato poche settimane fa con un pacchetto di emendamenti promosso da ANCI e sostenuto trasversalmente dalle forze politiche, ma rimasto fuori dalla conversione del decreto sugli imballaggi compostabili dopo i pareri contrari (incluso quello del governo) espressi nel corso dell’esame parlamentare.

“C’è un’emergenza plastica rilevante dove rischiamo un blocco della raccolta differenziata”, ha dichiarato Annamaria Barrile, direttore generale di Utilitalia. Un’emergenza alimentata dalla contrazione della domanda di polimeri riciclati, dall’aumento dei costi di trattamento e dalle crescenti difficoltà di collocamento dei materiali, che si ripercuote a ritroso sull’intera filiera. Quando i rifiuti selezionati non trovano sbocchi di mercato e i ritiri rallentano, gli accumuli negli impianti finiscono per compromettere anche la capacità di ricevere nuovi conferimenti dalla raccolta differenziata. Una situazione che, secondo il direttore della federazione delle imprese dei servizi pubblici, “rende urgenti alcuni interventi”. Non soltanto in chiave emergenziale, ma anche sul piano della distribuzione delle responsabilità e dei relativi oneri economici.

Il nodo è quello del perimetro della responsabilità estesa del produttore, che secondo Utilitalia dovrebbe essere chiarito dalla normativa nazionale per garantire la presa in carico dei rifiuti di imballaggio lungo tutta la filiera, comprese le frazioni residuali derivanti dalle operazioni di selezione. “Chiediamo che venga chiarito meglio il perimetro della responsabilità estesa del produttore – ha detto Barrile, secondo cui – i sistemi EPR devono garantire la gestione del fine vita di ogni prodotto coprendo i costi su tutta la filiera compresi gli scarti di selezione”.

Una richiesta che punta a evitare che le difficoltà commerciali dei materiali si traducano in un trasferimento degli oneri economici dai produttori ai Comuni e ai gestori del servizio pubblico. “La mancata corretta allocazione degli oneri in capo al sistema degli EPR avrà o potrà avere riflessi importanti sul sistema TARI, perché gli extra costi si scaricano sui Comuni”, ha avvertito Bruno Manzi, di Utilitalia, secondo cui “il rischio di sospensione della raccolta differenziata in alcune aree del Paese non è più un rischio ma una realtà”.

Non è la prima volta che il tema arriva in Parlamento. Come raccontato da Ricicla.tv lo scorso settembre, durante l’esame del decreto-legge 143/2026 sugli imballaggi compostabili, un pacchetto di emendamenti ispirato da un dossier di ANCI e sottoscritto da esponenti di maggioranza e opposizione aveva tentato di introdurre una disciplina più stringente per i sistemi EPR. Le proposte puntavano a rendere sanzionabile il mancato ritiro dei rifiuti di imballaggio, a garantire ai Comuni il ristoro dei costi aggiuntivi sostenuti per fronteggiare l’emergenza e a precisare che gli obblighi economici dei produttori dovessero estendersi all’intera filiera, incluse le frazioni di scarto della selezione. Un intervento che ANCI riteneva necessario per superare quello che nel dossier veniva definito il limite strutturale del sistema italiano: una responsabilità dei produttori circoscritta, nella pratica, a determinate fasi della gestione e condizionata dalle possibilità di collocamento dei materiali sul mercato.

Tra proposte ritirate (quelle di maggioranza) e dichiarate inammissibili (quelle di opposizione) quel primo tentativo non aveva però trovato spazio nella legge di conversione del decreto sugli imballaggi compostabili. A meno di un mese di distanza, Utilitalia torna dunque alla carica, rilanciando alcune delle misure già contenute nel dossier ANCI, a partire dalle penali per il mancato ritiro dei rifiuti. “Gli extra costi della crisi della plastica sono stimati tra i 350 e i 450 euro a tonnellata, quindi bisogna che il ritiro dei rifiuti sia reso esigibile con penali che siano almeno di 40 euro a tonnellata per ogni settimana di ritardo”, ha dichiarato Barrile.

La federazione chiede inoltre che i costi aggiuntivi direttamente imputabili all’inadempimento dei sistemi EPR siano posti a carico dei soggetti responsabili, tutelando nel frattempo i Comuni costretti ad adottare misure straordinarie per garantire la continuità del servizio. “Chi adotta misure alternative documentate non deve subire commissariamenti e poteri sostitutivi né l’applicazione dell’addizionale sulla raccolta differenziata. I rifiuti non ritirati per causa imputabile ai sistemi EPR restano nella percentuale di raccolta differenziata, i costi aggiuntivi devono essere messi a carico del sistema EPR inadempiente”, ha aggiunto Barrile. L’obiettivo è evitare che gli enti locali vengano penalizzati per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata quando le criticità dipendono da inadempienze dei sistemi responsabili del ritiro.

Accanto alla ridefinizione delle responsabilità dei consorzi, Utilitalia propone una serie di misure emergenziali per aumentare temporaneamente la capacità di tenuta del sistema. Sul Fondo per gli eventi imprevedibili, la federazione chiede un incremento della dotazione, l’anticipazione dell’erogazione delle risorse al 2026, il dimezzamento dei tempi per l’emanazione del decreto attuativo e l’innalzamento del tetto previsto per ciascun intervento. Secondo la federazione delle utility le risorse dovrebbero inoltre poter finanziare anche gli oneri degli stoccaggi straordinari e le spese correnti, consentendo la realizzazione degli interventi anche attraverso i gestori del servizio pubblico.

Sul fronte degli stoccaggi straordinari, la federazione sollecita inoltre una procedura accelerata che consenta di accertare la situazione di crisi entro dieci giorni, adottare l’ordinanza nei dieci successivi e acquisire i pareri tecnici entro cinque giorni, in modo da autorizzare un incremento fino al 70% della capacità di stoccaggio. Tra le richieste figura anche la possibilità di utilizzare temporaneamente, fino al 2027, il CSS ancora qualificato come rifiuto e prodotto dagli scarti di selezione negli impianti già autorizzati al recupero energetico, compresi i cementifici, senza incrementarne la capacità autorizzata.

Una proposta che si affianca, pur riguardando un diverso regime giuridico, alle semplificazioni sull’impiego del CSS-combustibile end of waste già introdotte dal decreto Ambiente e alle ulteriori aperture sollecitate da CONAI e COREPLA nelle audizioni del giorno precedente. Utilitalia chiede anche di rafforzare gli strumenti di controllo sul contenuto di plastica riciclata nei prodotti immessi sul mercato, trasformando gli obblighi di comunicazione previsti dal decreto ambiente in un sistema verificabile e sanzionabile.

Leggi anche

Caro carburante e protesta dei Tir, si ferma la raccolta dei rifiuti. I sindaci: “Rischio paralisi”

di

Redazione Ricicla.tv

Terra dei Fuochi, Vadalà: “Rimosse 5 mila tonnellate di rifiuti”. Bonifiche a Giugliano entro dicembre

di

Redazione Ricicla.tv

CSS-combustibile, CONAI e COREPLA chiedono nuove semplificazioni: “Soglia da 50 a 5 MW”

di

Luigi Palumbo

Plastica riciclata, la crisi non ferma gli investimenti: Hera inaugura il nuovo impianto Aliplast

di

Redazione Ricicla.tv