Plastica riciclata, la crisi non ferma gli investimenti: Hera inaugura il nuovo impianto Aliplast

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Redazione Ricicla.tv
20/10/2026

La crisi europea del riciclo delle plastiche non ferma gli investimenti: Hera inaugura a Modena il nuovo impianto Aliplast, da 48,8 milioni di euro, per il riciclo delle plastiche rigide. Lo stabilimento potrà trattare fino a 30mila tonnellate annue di materiali, producendo polimeri riciclati di qualità, in vista della crescente domanda, spinta dai nuovi obblighi europei per imballaggi e automotive


La crisi dell’industria europea del riciclo delle plastiche non ferma gli investimenti. E soprattutto non cancella una prospettiva destinata a diventare sempre più centrale nei prossimi anni: quella di una domanda crescente di materie prime seconde, spinta dagli obblighi europei di contenuto riciclato che, dagli imballaggi all’automotive, stanno progressivamente interessando nuovi settori industriali. È in questo scenario che si inserisce l’inaugurazione a Modena del nuovo impianto R3GID di Aliplast, società del Gruppo Hera. Un investimento da 48,8 milioni di euro, di cui 7,7 finanziati dal PNRR, che scommette sulla capacità dell’industria italiana del riciclo di rispondere a una domanda di materiali rigenerati destinata ad aumentare nel medio e lungo periodo.

Il nuovo stabilimento, inaugurato alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, è già operativo da alcuni mesi e sarà in grado di lavorare fino a 30mila tonnellate annue di plastiche rigide, provenienti sia dalla raccolta dei rifiuti urbani sia da scarti industriali. A regime occuperà 80 lavoratori e consentirà di produrre polimeri riciclati ad alta qualità, con un grado di purezza che, secondo i test effettuati dall’azienda, supera il 99%. Materiali destinati a rientrare nei cicli produttivi dell’industria manifatturiera, sostituendo materie plastiche vergini di origine fossile.

“R3GID è un esempio concreto di come l’Italia possa giocare d’anticipo rispetto alle sfide poste dai nuovi regolamenti europei, dal PPWR all’ELV, trasformandole in opportunità di crescita industriale”, ha dichiarato il ministro Pichetto Fratin. “Realizzare materie prime seconde a chilometro zero significa rafforzare la competitività del Paese, ridurre la dipendenza dai mercati esteri e rendere più sicure le nostre catene di approvvigionamento anche di fronte alle tensioni geopolitiche e alle oscillazioni dei prezzi”.

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin - Plastica riciclata, la crisi non ferma gli investimenti: Hera inaugura il nuovo impianto Aliplast - Ricicla News
Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin

La scelta di investire assume un significato particolare alla luce delle difficoltà attraversate dal settore. Secondo Plastics Recyclers Europe, nel 2024 il fatturato dell’industria europea del riciclo delle plastiche si è ridotto del 5,5%, mentre la capacità produttiva ha cominciato a contrarsi sotto il peso dei costi operativi e della concorrenza delle importazioni a basso prezzo. Le chiusure registrate tra il 2023 e il 2025 hanno comportato la perdita di quasi un milione di tonnellate di capacità di riciclo, secondo le stime diffuse dall’associazione e rilanciate dall’Italia la scorsa settimana in un non-paper presentato in occasione del Consiglio europeo. Un arretramento industriale che rischia di diventare ancora più problematico alla luce dei nuovi obiettivi comunitari.

Il regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) introduce infatti percentuali minime obbligatorie di plastica riciclata post-consumo, differenziate per tipologia di imballaggio, con obiettivi che si rafforzeranno tra il 2030 e il 2040. A questo si aggiunge il nuovo regolamento sui veicoli fuori uso (ELV), che prevede un contenuto minimo di plastica riciclata del 15% per i nuovi tipi di veicoli omologati dal settembre 2032, destinato a salire al 25% dal settembre 2036, con una quota riservata ai materiali provenienti dal recupero di veicoli a fine vita. Obblighi che pongono all’industria del riciclo una sfida non soltanto quantitativa, ma anche qualitativa: garantire la disponibilità di polimeri riciclati con caratteristiche prestazionali adeguate a impieghi industriali sempre più esigenti.

Granuli - Plastica riciclata, la crisi non ferma gli investimenti: Hera inaugura il nuovo impianto Aliplast - Ricicla News
Granuli riciclati all’impianto Hera-Aliplast

Le dimensioni della sfida emergono anche dalle stime richiamate dal Gruppo Hera. A fronte di una capacità europea di riciclo delle plastiche pari a circa 13,5 milioni di tonnellate, di cui 3,5 milioni relative alle plastiche rigide, entro il 2040 potrebbero servire altri 5,7 milioni di tonnellate di capacità per il riciclo di HDPE e PP rigidi, di cui circa 2 milioni già entro il 2030. “L’Europa ha un gap strutturale nel riciclo: la capacità è ferma o in calo, mentre le nuove norme faranno crescere la domanda di plastica riciclata di qualità equivalente al polimero vergine”, ha sottolineato l’amministratore delegato del Gruppo Hera Orazio Iacono, indicando nel nuovo impianto una risposta industriale a questo squilibrio.

In uno scenario che premierà la disponibilità di polimeri riciclati di alta qualità, a fare la differenza saranno anche e soprattutto le tecnologie. Il nuovo impianto di Modena è stato progettato per trasformare rifiuti plastici rigidi, anche provenienti da flussi eterogenei, in materiali rigenerati adatti ad applicazioni industriali ad alto valore aggiunto. Il processo prevede due linee di lavorazione, dedicate rispettivamente ai materiali omogenei ed eterogenei, sulle quali si susseguono operazioni di triturazione, rimozione delle impurità, lavaggio, selezione ottica ed estrusione. Partner tecnologico del progetto è NEXTCHEM, società del gruppo MAIRE, che ha messo a disposizione la propria tecnologia NX Replast, sviluppata per l’upcycling delle plastiche e la produzione di polimeri riciclati e compound con caratteristiche funzionali, meccaniche ed estetiche calibrate sulle esigenze dei diversi utilizzatori.

L’obiettivo è recuperare anche plastiche che, per composizione o caratteristiche, trovano oggi maggiori difficoltà a essere valorizzate attraverso il riciclo meccanico. Tra i materiali trattabili figurano flaconi, contenitori, cassette, pallet, componenti di elettrodomestici, arredi e parti automobilistiche, come paraurti e serbatoi. Il materiale rigenerato potrà essere utilizzato per produrre nuovi componenti destinati anche agli stessi settori di provenienza, contribuendo a sviluppare filiere industriali più circolari e approvvigionamenti di materie prime seconde tracciabili e certificati.

Visita impianto - Plastica riciclata, la crisi non ferma gli investimenti: Hera inaugura il nuovo impianto Aliplast - Ricicla News
L’impianto Hera-Aliplast

Sfruttando anche l’energia elettrica prodotta dal vicino termovalorizzatore (elemento non di poco conto, visto che i costi della bolletta sono tra i principali fattori di crisi dell’industria europea del riciclo) secondo le stime progettuali del Gruppo Hera, ancora in fase di aggiornamento attraverso un nuovo calcolo LCA, la produzione a regime permetterà di evitare circa 30mila tonnellate di CO2 equivalente all’anno rispetto alla produzione di analoghi materiali da plastica vergine.

Resta naturalmente aperta la questione delle condizioni di mercato, e in particolare il confronto, impari, dei riciclati europei con materiali vergini economicamente più competitivi e con importazioni di riciclato provenienti da Paesi terzi. È anche su questo fronte che si gioca la partita della competitività, come dimostrano le richieste di intervento avanzate alle istituzioni europee dalle imprese del riciclo prima e, solo la scorsa settimana, anche dal governo italiano. Senza adeguati strumenti di tutela della concorrenza, tracciabilità e certificazione, il rischio è che i nuovi obblighi alimentino la domanda di plastica riciclata senza rafforzare sufficientemente la capacità produttiva europea. L’inaugurazione dell’impianto di Modena rappresenta, da questo punto di vista, una autentica scommessa industriale sul futuro del settore.

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