Caro carburante e protesta dei Tir, si ferma la raccolta dei rifiuti. I sindaci: “Rischio paralisi”

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Luigi Palumbo
21/10/2026

Dall’emergenza carburante all’emergenza rifiuti: prime sospensioni dei servizi di raccolta in Campania, Sicilia e Calabria, criticità anche in Puglia. A Napoli fermo il ritiro degli ingombranti, mentre ASIA avverte del rischio di rallentamenti nella raccolta ordinaria causa difficoltà di approvvigionamento del carburante. I sindaci di Napoli e Bari, Manfredi e Leccese chiedono un intervento urgente del governo


Il caro carburante e le proteste degli autotrasportatori cominciano a fermare anche i servizi pubblici di igiene urbana. Dalla Campania alla Sicilia, passando per Calabria e Puglia, si moltiplicano le segnalazioni di criticità nella gestione dei rifiuti, tra difficoltà di approvvigionamento del gasolio, blocchi della circolazione e impossibilità di raggiungere gli impianti di trattamento. In diversi Comuni le raccolte sono già state sospese, mentre cresce la preoccupazione delle amministrazioni locali per le conseguenze di una crisi logistica che rischia di compromettere la continuità di un servizio pubblico essenziale.

A lanciare l’allarme sono due sindaci di peso, quelli di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi (che è anche presidente nazionale di ANCI) e Vito Leccese, firmatari di una nota congiunta inviata al governo e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini con la richiesta di anticipare l’incontro con le rappresentanze dell’autotrasporto previsto per il 27 ottobre. “L’emergenza autotrasporto rischia di paralizzare Napoli e le altre città del Mezzogiorno”, avverte Manfredi. “Gli approvvigionamenti alimentari sono sempre più difficili e iniziano a emergere criticità anche nei servizi essenziali, a partire dalla raccolta dei rifiuti”. Pur riconoscendo le ragioni di chi protesta contro costi ormai insostenibili, il sindaco sottolinea la necessità di individuare “soluzioni immediate”, affinché le conseguenze della mobilitazione non ricadano sulle comunità.

Per le imprese dei servizi ambientali, che già devono fare i conti con l’impatto del caro carburante sui costi di gestione, la crisi si sviluppa lungo due direttrici distinte ma strettamente collegate. La prima riguarda la disponibilità di carburante per alimentare le flotte dei mezzi di raccolta e spazzamento, con il rischio di fermo operativo in caso di esaurimento delle scorte o impossibilità di effettuare i rifornimenti. La seconda interessa invece la logistica dei conferimenti agli impianti di trattamento, recupero e smaltimento.

“Stiamo registrando già da diversi giorni, attraverso le segnalazioni delle nostre aziende associate, crescenti criticità soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Le difficoltà di approvvigionamento del carburante, unite ai blocchi dell’autotrasporto che impediscono il trasferimento dei rifiuti verso gli impianti di trattamento e recupero, rischiano di determinare, già dalle prossime ore, ulteriori interruzioni dei servizi di raccolta”, spiega a Ricicla.tv il responsabile ambiente di Utilitalia Domenico Ruggiero.

Entrambe le dinamiche – blocco della logistica e difficoltà di approvvigionamento del carburante – trovano conferma nelle comunicazioni della stessa ASIA Napoli, la società che gestisce i servizi di igiene urbana nel capoluogo campano. Una situazione che potrebbe provocare rallentamenti e disservizi nella pulizia delle strade e nella raccolta dei rifiuti, la cui regolarità, avverte ASIA, non può essere garantita. Anche per questo l’azienda ha chiesto la collaborazione degli utenti, invitandoli a ridurre temporaneamente la produzione di rifiuti e i relativi conferimenti. Un primo servizio, nel frattempo, è stato intanto effettivamente sospeso: quello del ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti.

Situazione critica anche a Benevento, dove la società municipale ASIA sta facendo i salti mortali per garantire la continuità del servizio. “La protesta degli autotrasportatori – chiarisce l’amministratore unico Donato Madaro – sta mettendo in difficoltà l’intera filiera dei rifiuti, tra carenza di gasolio e conferimenti agli impianti sempre più complicati. ASIA ha reperito carburante presso distributori locali, riorganizzato la raccolta e trovato destinazioni alternative per l’organico, oggi conferito in Molise anziché in Puglia”.

Nel frattempo, in via cautelativa, l’azienda ha disposto la chiusura dell’ecocentro comunale di contrada Fontana Margiacca e la sospensione del ritiro domiciliare degli ingombranti e del conferimento dei rifiuti tessili negli appositi contenitori stradali. Ma in queste condizioni le soluzioni tampone adottate da ASIA sono destinate a perdere di efficacia nel giro di qualche giorno. “In accordo con Prefettura e Comune di Benevento, garantiamo i servizi essenziali fino a sabato 24 ottobre. Se il blocco dovesse continuare, da domenica 25 potrebbero esserci limitazioni, che comunicheremo tempestivamente ai cittadini”, avverte Madaro.

Le difficoltà stanno interessando anche altri territori campani. A Marcianise, in provincia di Caserta, il 20 ottobre la società Eco.Car, affidataria del servizio di igiene urbana, ha comunicato la sospensione temporanea dei conferimenti della frazione organica. L’impresa ha riferito di aver tentato, senza successo, di individuare impianti alternativi. L’impossibilità di svuotare gli automezzi ha così compromesso la prosecuzione della raccolta dell’umido, costringendo l’amministrazione a invitare le utenze a non esporre i rifiuti organici dalle ore 20 del 20 ottobre e per tutta la giornata successiva. Una misura adottata per prevenire l’accumulo di materiale rapidamente fermentescibile sulle strade e i conseguenti rischi igienico-sanitari.

In Sicilia, almeno 15 Comuni della fascia ionica messinese hanno dovuto sospendere il servizio porta a porta di raccolta dei rifiuti indifferenziati. Tra i centri interessati figurano Giardini Naxos, Letojanni, Gaggi, Castelmola, Santa Teresa di Riva e Savoca. All’origine dei disservizi, le difficoltà di conferimento agli impianti di destinazione determinate dai blocchi dell’autotrasporto, che nei giorni scorsi hanno interessato anche gli svincoli autostradali di Tremestieri e San Gregorio.

Nel capoluogo messinese, invece, la raccolta ordinaria, almeno per il momento, continua a essere garantita, anche se la crisi ha già imposto la chiusura temporanea delle isole ecologiche cittadine. “La situazione che si sta registrando in diversi Comuni siciliani e in altre realtà del Mezzogiorno evidenzia quanto sia delicato garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale come quello della raccolta dei rifiuti – commenta il sindaco Federico Basile, secondo cui – questo dimostra quanto sia importante aver costruito a Messina un sistema solido e organizzato, capace di affrontare anche situazioni straordinarie. Continueremo a monitorare l’evoluzione della situazione, con l’obiettivo prioritario di tutelare i cittadini e garantire la qualità dei servizi che Messina ha conquistato in questi anni”.

Sospensioni della raccolta anche in Calabria, dove il protrarsi delle proteste sta determinando difficoltà nell’approvvigionamento di carburante. Nel Tirreno cosentino, le imprese affidatarie dei servizi di igiene urbana nei Comuni di Praia a Mare e Tortora hanno comunicato l’interruzione delle attività di raccolta porta a porta a partire dal 21 ottobre, invitando i cittadini a non esporre i rifiuti. Difficoltà vengono segnalate anche in altri centri della zona, dove alla carenza di gasolio si aggiungono gli ostacoli al raggiungimento degli impianti di destinazione.

Segnali di allarme arrivano infine dalla Puglia. Il Comune di Andria ha avvertito la cittadinanza delle possibili ripercussioni delle proteste sul servizio di igiene urbana, dopo che il gestore Gial–Si.Eco aveva segnalato crescenti difficoltà di approvvigionamento del carburante e problemi nei conferimenti agli impianti di destinazione. Analoga comunicazione è stata diffusa dal Comune di Minervino di Lecce, che ha segnalato il rischio di rallentamenti o sospensioni temporanee delle attività di raccolta e spazzamento a causa delle difficoltà nella distribuzione di gasolio e benzina.

A complicare la situazione è il fatto che le mobilitazioni procedono con modalità e tempi differenti nei diversi territori. Dopo il confronto del 20 ottobre con le rappresentanze dell’autotrasporto, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato la disponibilità di 480 milioni di euro a sostegno del settore, comprendenti risorse già stanziate e ulteriori interventi. In Sicilia il Comitato dei trasportatori ha revocato il fermo, mentre in Calabria Fedralog ha annunciato la prosecuzione della protesta fino al 27 ottobre, ritenendo insufficienti le misure prospettate.

“Stiamo monitorando costantemente l’evoluzione della situazione, in stretto raccordo con le aziende associate, per individuare le principali criticità operative e le possibili misure di emergenza. È fondamentale che si intervenga tempestivamente per garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale, assicurando prioritariamente l’approvvigionamento di carburante ai mezzi di igiene urbana e la percorribilità dei collegamenti verso gli impianti, anche fuori regione. Non si tratta soltanto di tutelare l’operatività delle imprese, ma di prevenire conseguenze sulla salute pubblica e sulla vivibilità delle nostre città“, dice Ruggiero.

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