Circular Economy Act, Hoekstra: “Troppe barriere al mercato unico”. Bruxelles prepara le nuove regole

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Redazione Ricicla.tv
22/10/2026

Per il commissario europeo al Clima, la circolarità è ormai una necessità strategica per la competitività e la resilienza dell’Ue. Il Circular Economy Act punterà su armonizzazione normativa, semplificazione dell’EPR e nuove regole sull’end of waste, mentre restano da chiarire le misure a sostegno della domanda di materie seconde. Intanto la presentazione della proposta legislativa slitta ancora, dall’11 al 18 novembre


“La transizione circolare non è una scelta, per la nostra competitività e resilienza, ma è diventata una pura e semplice necessità”. Secondo il commissario Ue al Clima Wopke Hoekstra, in uno scenario globale mai tanto frammentato, aggressivo e volatile, sia sul piano delle relazioni diplomatiche che commerciali, la circolarità delle risorse può diventare la chiave per la resilienza e la competitività dell’Unione europea. Prima però c’è da costruire il mercato unico che ancora manca, perché “il nostro, sfortunatamente, presenta ancora troppe barriere”. È da queste premesse che muoverà l’atteso Circular Economy Act, il provvedimento annunciato dalla Commissione europea nell’ambito del Clean Industrial Deal, di cui il commissario Hoekstra ha illustrato ieri al Parlamento europeo alcune delle principali direttrici d’intervento.

L’impiego di risorse recuperate dai rifiuti in sostituzione delle materie prime vergini, ha detto nello specifico, può ridurre l’esposizione dell’Ue alle importazioni da Paesi terzi, “molti dei quali inaffidabili”, senza rinunciare alle ambizioni ambientali e climatiche del più avanzato quadro regolatorio mondiale in materia. Ma l’obiettivo non sarà raggiunto senza un vero mercato unico europeo, con regole certe e armonizzate che favoriscano lo scambio di materie prime seconde tra Paesi dell’Unione, rimuovendo i colli di bottiglia che frenano lo sviluppo delle filiere industriali del riciclo (a partire da quelle per le materie prime critiche e strategiche) sia sul fronte della domanda che su quello dell’offerta, e offrendo una prospettiva sicura agli investimenti pubblici e privati.

“Le nostre imprese – ha aggiunto – devono fare i conti con la non uniforme implementazione delle normative europee, con requisiti diversi in diversi Stati membri, con l’incertezza dello status giuridico di rifiuti e materiali recuperati dai rifiuti, con costi elevati per gli scambi interni, e la lista è ancora lunga”. Da qui due delle parole d’ordine del pacchetto: semplificazione e armonizzazione. “Semplificheremo il quadro regolatorio e le barriere al mercato unico – ha spiegato Hoekstra – agendo ad esempio sull’implementazione nazionale degli schemi di responsabilità estesa del produttore. Armonizzeremo, semplificheremo e digitalizzeremo i sistemi, lavorando al tempo stesso su misure che garantiscano il rispetto degli obblighi”. Altro fronte sul quale la frammentazione frena la circolarità, ha chiarito Hoekstra, “è quello dell’end of waste. In questo caso l’armonizzazione renderà più semplice movimentare i materiali secondari nell’Ue, perché vadano dove è maggiore la necessità e l’utilità”.

Accanto alla semplificazione normativa, il Circular Economy Act punterà anche a intervenire sulle dinamiche di mercato, con l’obiettivo, ha spiegato Hoekstra, di rimuovere i colli di bottiglia sul fronte della domanda e dell’offerta di materiali secondari. “Questo include garantire che i rifiuti siano riciclati piuttosto che smaltiti in discarica”, a partire dai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, con l’obiettivo di aumentare la disponibilità interna di materie critiche e strategiche “per alcune delle quali l’Ue dipende per oltre il 90% dalle importazioni da un singolo fornitore estero”. Considerazioni che anticipano poco su uno degli aspetti più attesi della proposta legislativa, ovvero le misure a sostegno della domanda di materie prime seconde, chieste a gran voce dagli operatori del riciclo ma anche da alcuni Stati membri, Italia in testa, che premono per l’adozione di interventi regolatori e fiscali per incentivare l’utilizzo di materiali riciclati in sostituzione delle risorse vergini. Soprattutto in settori in crisi come quello della plastica.

Quanto alla struttura dell’atto, “stiamo lavorando a un pacchetto integrato di misure legislative e non – ha chiarito il commissario al Clima – alcune delle quali con effetto immediato e altre che verranno adottate nel tempo”. Nel frattempo, la presentazione del Circular Economy Act slitta ancora. La proposta legislativa non sarà presentata l’11 novembre, come inizialmente previsto, ma il 18 novembre. A indicarlo è il calendario provvisorio delle riunioni del Collegio dei commissari, aggiornato al 20 ottobre, che colloca il provvedimento nella riunione del 18 novembre, sotto la responsabilità dei vicepresidenti esecutivi Teresa Ribera e Stéphane Séjourné. È il secondo rinvio nel giro di poche settimane per uno dei provvedimenti più attesi dall’industria europea dell’economia circolare.

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