Raee, Erion WEEE: Italiani più consapevoli, ma serve sensibilizzare i giovani

di Elvira Iadanza 23/07/2025

I dati del sondaggio dell’Osservatorio RAEE realizzato da Ipsos: “Il 58% degli italiani sa cosa significa RAEE”


Il 58% degli italiani sa cosa significa la sigla RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) secondo il sondaggio dell’Osservatorio RAEE realizzato da Ipsos per Erion WEEE. Un dato positivo se associato a quello ancora più significativo sul risultato della comprensione del significato di RAEE, che tocca il nuovo massimo storico del 45% (+5% rispetto al 2024), “dimostrando che la comunicazione – scrive Erion WEEE – sta riuscendo a sedimentare una conoscenza più profonda del tema”.

Maggiore conoscenza significa anche comportamenti migliori. Secondo il sondaggio “i conferimenti scorretti di RAEE nella plastica o nell’indifferenziata scendono al 10%, il livello più basso mai registrato dal monitoraggio”. Tra le categorie che generano ancora dubbi ci sono gli spazzolini elettrici (il 27% finirebbe, erroneamente, nella plastica o nell’indifferenziata), i giocattoli elettrici (17%) e gli smartwatch (14%).

Aumenta anche la consapevolezza delle varie modalità di conferimento dei RAEE, il 51% degli intervistati dichiara di conoscere il servizio ‘1 contro 0′, la possibilità, cioè, di riconsegnare alla grande distribuzione i piccoli oggetti elettronici ed elettrici non più utilizzati o funzionanti senza nessun obbligo di nuovo acquisto. Secondo il report i cittadini sono anche più attenti all’ambiente. L’80% degli intervistati è consapevole dei rischi legati a uno scorretto smaltimento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

I dati positivi provengono da tutta la Penisola. Nel Centro Italia il 65% degli intervistati ha risposto correttamente sul significato dell’acronimo RAEE, mentre al Sud si arriva al 55%. I meno informati sono i giovani, solo il 40% di chi ha tra i 18 e i 26 anni ha sentito parlare di RAEE, e solo il 27% conosce il significato di questa sigla. “Anche nei comportamenti – scrive Erion WEEE – i giovani mostrano maggiori difficoltà, con il 16% che ancora conferisce scorrettamente i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (contro il 10% nazionale)”.

“La stagnazione registrata tra i giovani ci impone una riflessione urgente. È fondamentale intercettare gli adulti di domani sui loro canali preferiti e con linguaggi a loro familiari, perché senza il loro coinvolgimento attivo rischiamo di non raggiungere l’obiettivo di una sostenibilità ambientale, economica e sociale”, ha dichiarato Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE. Altra sfida è quella di consolidare la percezione dei RAEE come risorsa strategica per l’economia circolare “solo il 47-48% degli italiani riconosce la presenza di materie prime recuperabili nei dispositivi elettronici”, fotografa il sondaggio.

Preoccupante anche la persistenza di comportamenti illeciti: “Il 26% dei cittadini– segnala il rapporto – ha fatto ricorso a svuota cantine non autorizzati nell’ultimo anno, mentre il 29% è stato avvicinato da soggetti non autorizzati presso i centri di raccolta”. “I risultati della settima wave del nostro monitoraggio sono estremamente incoraggianti e confermano l’efficacia delle strategie di comunicazione del Consorzio – ha concluso Arienti – Il raggiungimento di nuovi massimi storici sia nella conoscenza dell’acronimo RAEE, sia nella comprensione del suo significato, dimostra che gli italiani stanno diventando sempre più consapevoli dell’importanza di una corretta gestione di questi rifiuti. Particolarmente positivi i risultati del Centro e Sud Italia, che testimoniano come azioni mirate possano portare a risultati concreti”.

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