Centri di raccolta, cambiano i requisiti: più formazione, personale e capacità finanziaria

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Redazione Ricicla.tv
17/09/2026

Una nuova delibera dell’Albo gestori ambientali aggiorna le regole per la gestione dei centri di raccolta comunali. Rafforzati i requisiti su personale, formazione, responsabile tecnico e capacità finanziaria. Per gli operatori già iscritti scatta anche l’obbligo di adeguare la formazione entro un anno


Cambiano i centri di raccolta, sempre più simili a veri e propri impianti professionali che a semplici ‘parcheggi’ per i rifiuti. E cambiano, di conseguenza, anche i requisiti professionali, organizzativi e finanziari richiesti a chi li gestisce. A ridisegnare il quadro, dopo il decreto del Ministero dell’Ambiente che ha riformato la materia, è la delibera 6 del 16 settembre 2026 del Comitato nazionale dell’Albo Gestori Ambientali, che ha aggiornato la disciplina per l’iscrizione in categoria 1 delle imprese impegnate nella gestione dei centri di raccolta, superando il precedente impianto regolatorio.

I centri di raccolta restano fuori dal regime autorizzativo ordinario degli impianti di trattamento, ma la loro gestione, alla luce dell’intervento del Mase, viene ricondotta dall’Albo a requisiti sempre più stringenti. Il nuovo provvedimento interviene su più fronti: dotazioni minime di personale, formazione degli addetti, ruolo del responsabile tecnico, garanzie finanziarie. Ma è soprattutto sul piano della qualificazione professionale che emerge il cambio di passo.

Per alcune classi di iscrizione aumenta infatti il numero minimo di addetti richiesti, con un rafforzamento soprattutto per i centri che servono popolazioni comprese tra 5.000 e 100.000 abitanti, mentre la formazione viene inserita in un sistema più strutturato e continuativo. Non basta più aver seguito un corso al momento dell’accesso all’attività: la preparazione deve essere mantenuta nel tempo attraverso aggiornamenti periodici e deve essere adeguata anche in caso di nuove assunzioni, cambio di mansione o introduzione di nuove tecnologie e procedure operative.

La formazione iniziale dovrà avere una durata minima di 12 ore, mentre l’aggiornamento sarà di almeno 6 ore con cadenza quinquennale. Un passaggio tutt’altro che formale: l’addetto non in regola con gli obblighi formativi non potrà essere impiegato nel centro di raccolta e non potrà essere conteggiato ai fini del raggiungimento della dotazione minima prevista per la classe di iscrizione. Anche i contenuti dei corsi fotografano l’evoluzione del settore. Accanto alla disciplina generale sui rifiuti entrano in maniera esplicita Rentri, formulario di identificazione, registro di carico e scarico, MUD, gestione dei Raee e dei rifiuti di batterie, oltre alle procedure operative per movimentazione, travaso e svuotamento dei contenitori.

La delibera interviene anche sui requisiti economico-finanziari. La capacità finanziaria richiesta viene sostanzialmente confermata e graduata in funzione della classe di iscrizione, mentre sul fronte delle garanzie il nuovo testo precisa che esse sono dovute per i soli rifiuti urbani pericolosi. Per le imprese già iscritte in categoria 1 non sono inoltre richieste ulteriori garanzie quando la gestione del centro di raccolta non comporta una variazione dell’iscrizione. Resta poi centrale il ruolo del responsabile tecnico, chiamato a garantire e attestare la corretta qualificazione degli addetti. Anche sotto questo profilo la disciplina viene riallineata al nuovo quadro dell’Albo, rafforzando la responsabilità organizzativa interna dell’impresa.

Per gli operatori già iscritti è previsto un regime transitorio. Le iscrizioni in essere restano valide fino alla naturale scadenza. Anche le domande d’iscrizione o di rinnovo presentate fino alla data di entrata in vigore della delibera continueranno a rispondere alla vecchia disciplina, ma le imprese autorizzate dovranno adeguare la formazione del personale entro un anno secondo i nuovi contenuti previsti.

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