Plastica, le associazioni europee: “Clausole ‘made in Ue’ per gli obiettivi di contenuto riciclato”

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Redazione Ricicla.tv
18/03/2026

Le principali associazioni europee del riciclo chiedono di applicare un criterio ‘Made in Europe’ agli obiettivi di contenuto minimo di plastica riciclata. La proposta nasce in un contesto di crisi del settore, tra alti costi energetici e crescente concorrenza di polimeri riciclati importati a basso costo. L’obiettivo, scrivono tra gli altri Fead, Recycling Europe e Plastics Recyclers Europe è rafforzare autonomia industriale, competitività e sostenibilità dell’industria


Applicare un criterio ‘made in Europe’ a tutti gli obiettivi di contenuto minimo di plastica riciclata previsti dalla normativa europea. È l’appello delle principali associazioni europee rappresentative del settore del waste management e del riciclo, contenuto in una lettera fatta pervenire, tra gli altri, alla vicepresidente esecutiva Teresa Ribera Rodríguez, al vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné e alla commissaria Jessika Roswall.

“Il settore del riciclo svolge un ruolo fondamentale nella riduzione delle emissioni e della dipendenza dalle materie prime primarie”, scrivono, tra gli altri, Fead, Recycling Europe e Plastics Recyclers Europe, sottolineando però che “allo stesso tempo, le aziende europee del settore del riciclo si trovano ad affrontare una recessione grave e in progressivo peggioramento, che minaccia di accelerare la deindustrializzazione dell’Europa”.

Anche a causa degli elevati costi energetici, l’industria europea del riciclo della plastica sta infatti perdendo capacità produttiva e quote di mercato a vantaggio dei polimeri d’importazione, a buon mercato, provenienti soprattutto dal far east. Flussi che rischiano di vanificare l’effetto traino generato dall’introduzione di obiettivi di contenuto minimo riciclato in comparti come imballaggi e automotive. Per questo, si legge nella lettera, “l’introduzione di requisiti di contenuto di plastica riciclata ‘Made in Europe’ in tutte le normative applicabili rappresenterebbe un passo logico e di grande impatto verso il raggiungimento degli obiettivi climatici e di economia circolare, stabilizzando al contempo la domanda, salvaguardando la capacità industriale e rafforzando la competitività dell’Europa”.

Per scongiurare il rischio che i polimeri riciclati d’importazione possano spazzare via dal mercato i riciclatori europei la Commissione europea ha già proposto di vincolare, fino al 21 novembre 2027, l’obiettivo del 25% di contenuto riciclato nelle bottiglie in Pet, previsto dalla direttiva europea sulla plastica monouso, all’utilizzo di riciclato ‘made in Ue’. Un approccio che le associazioni chiedono ora di replicare “in tutti i futuri strumenti legislativi che stabiliscono obiettivi relativi al contenuto riciclato”. Una “scelta strategica in materia di politica industriale – si legge nella lettera – essenziale per garantire un’economia competitiva, resiliente e veramente circolare, un’economia ‘Made in Europe’ costruita per durare.

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