La Commissione europea ha adottato le nuove regole sul RENURE, aprendo all’uso di fertilizzanti ricavati da reflui zootecnici oltre i limiti della Direttiva Nitrati. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dell’Ue dai fertilizzanti importati e aumentare la resilienza del settore agricolo. L’applicazione sarà facoltativa e demandata agli Stati membri, con salvaguardie ambientali rafforzate
Via libera della Commissione europea all’utilizzo di fertilizzanti da reflui zootecnici in deroga alla direttiva nitrati. Bruxelles ha ufficialmente adottato le nuove regole sui cosiddetti RENURE, con l’obiettivo dichiarato di utilizzare i nutrienti ricavati da letami e digestati per ridurre la dipendenza dell’Ue dalle importazioni di fertilizzanti chimici – soprattutto dalla Russia – e rafforzare l’autonomia strategica del settore agricolo. Un passaggio che intreccia sicurezza degli approvvigionamenti, competitività delle aziende ed economia circolare, in un contesto in cui l’Ue importa oggi una quota rilevante dei fertilizzanti azotati utilizzati, con percentuali che anche superiori al 30% del fabbisogno complessivo e con una forte esposizione ai prezzi internazionali dell’energia e delle materie prime.
Il RENURE, acronimo di Recovered Nitrogen from Manure, viene definito dalla Commissione come un fertilizzante ottenuto da reflui zootecnici sottoposti a trattamenti avanzati, nei quali i nutrienti vengono recuperati e trasformati in forme minerali in grado di sostituire i fertilizzanti convenzionali. Un prodotto con caratteristiche chimiche e agronomiche comparabili a quelle dei concimi di sintesi, rapidamente assimilabile dalle colture e con un rischio di inquinamento delle acque inferiore rispetto all’uso di letami o liquami tal quali.
Il cambiamento normativo si concretizza in un emendamento all’Allegato III della direttiva nitrati, che consente agli Stati membri di autorizzare l’impiego di fertilizzanti RENURE oltre il limite dei 170 chilogrammi di azoto per ettaro all’anno, oggi applicabile a letami e reflui zootecnici. In termini pratici, questo significa che agricoltori e allevatori potranno sostituire una quota dei concimi chimici di sintesi – spesso importati e soggetti a forti oscillazioni di prezzo – con nutrienti recuperati localmente, contribuendo a ridurre una dipendenza che negli ultimi anni si è tradotta in costi elevati e in una maggiore vulnerabilità del sistema agricolo europeo alle crisi geopolitiche.
Non sarà una deregulation. Il nuovo regime introdotto dalla Commissione si applicherà ai soli prodotti ottenuti da processi industriali in grado di garantire una qualità costante in termini di elevata quota di azoto minerale e ridotto contenuto di carbonio organico. I fertilizzanti RENURE spandibili in deroga dovranno essere realizzati con un range limitato di processi: lo stripping e lo scrubbing dell’ammoniaca, l’osmosi inversa e la precipitazione di struvite. No quindi, ai digestati tal quali o chiarificati. I prodotti, tra l’altro, dovranno avere un rapporto tra azoto minerale e azoto totale di almeno il 90% e non dovranno superare specifici limiti di rame, zinco e agenti patogeni.
Dopo la crisi energetica e l’aumento dei costi dei fertilizzanti legato alle importazioni di gas e azoto, soprattutto dalla Russia, il recupero dei nutrienti dai reflui zootecnici viene indicato dalla Commissione come una leva strutturale per rafforzare la resilienza del settore. Mentre le associazioni del mondo agricolo e gli Stati membri (Italia in testa) spingono per un azzeramento delle tariffe sulle importazioni, la Commissione – che pure ha aperto a una revisione delle tariffe, incluso il dazio sulla CO2 previsto dal Cbam – sta puntando anche sulla produzione interna da risorse rinnovabili. Un messaggio ribadito dalla Commissaria all’Ambiente Jessika Roswall, che ha sottolineato come “con l’adozione di queste nuove regole sul RENURE, l’Europa stia trasformando i rifiuti in valore, riducendo le importazioni di fertilizzanti, sostenendo la competitività degli agricoltori e rafforzando la nostra autonomia strategica, salvaguardando al contempo l’acqua e l’ambiente”.
L’autorizzazione all’uso di fertilizzanti RENURE, tuttavia, resta facoltativa e subordinata alle scelte dei singoli Stati membri, che dovranno recepire l’emendamento nel diritto nazionale e applicare adeguate salvaguardie ambientali. In particolare, resta centrale la protezione delle acque dall’inquinamento da nitrati di origine agricola, soprattutto nelle zone vulnerabili, dove l’uso del RENURE dovrà dimostrare di non compromettere gli obiettivi ambientali della direttiva.


