Dal 15 ottobre è operativa la nuova categoria dell’Albo Gestori Ambientali dedicata ai liberi professionisti che svolgono attività manutentive. Potranno trasportare autonomamente i rifiuti non pericolosi prodotti durante gli interventi, nel rispetto dei requisiti previsti. Gizzi: “Un Albo in evoluzione, aperto alle innovazioni e inclusivo per l’intero mondo produttivo”
Da oggi non solo enti e imprese ma anche i professionisti potranno iscriversi all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Entra in vigore il 15 ottobre 2026 la delibera del comitato nazionale che istituisce la nuova categoria 2-quater dedicata ai soggetti iscritti agli albi professionali che “nell’ambito delle attività manutentive svolte, producono rifiuti non pericolosi e necessitano di effettuare operazioni di raccolta e trasporto dei soli rifiuti non pericolosi da essi prodotti”.
L’istituzione della nuova categoria dà attuazione alla misura del decreto Pnrr del febbraio 2026 che ha modificato il Testo unico ambientale nella parte relativa al funzionamento e alle attribuzioni dell’Albo. Un’iniziativa nata per venire incontro alle esigenze dei professionisti agrotecnici, fermo restando che la nuova categoria si applica a tutti i professionisti per i quali l’attività manutentiva sia espressamente prevista dalle discipline di riferimento dei rispettivi ordini.
“La prima apertura al mondo dei professionisti è il segno di un Albo in evoluzione – commenta a Ricicla.tv il presidente Daniele Gizzi – aperto alle innovazioni e inclusivo per l’intero mondo produttivo. Un Albo che cresce e si apre a nuovi soggetti ma anche a nuove funzioni, oltre a quelle, che restano centrali, di verifica, certificazione e formazione dei requisiti tecnici degli operatori dei servizi ambientali”.
Sul piano operativo, l’istituzione della nuova categoria consentirà ai professionisti che effettuano manutenzioni di trasportare i rifiuti non pericolosi generati dai propri interventi, senza doversi necessariamente rivolgere a imprese specializzate e nel rispetto degli altri obblighi previsti dalla normativa ambientale. L’iscrizione, che resta facoltativa (contributo annuo di 50 euro più diritti di segreteria) dovrà essere accompagnata dall’attestazione della disponibilità, e della idoneità, di mezzi adatti al trasporto dei rifiuti non pericolosi che si prevede di generare.






