Biometano, taglio a costi e tempi di connessione: via libera alla riforma

di Redazione Ricicla.tv 05/01/2026

La legge di bilancio interviene sui costi e sui tempi di connessione degli impianti a biometano alle reti gas, rimodulando la ripartizione degli oneri tra gestori e produttori e introducendo termini perentori per gli allacci. Ora l’attesa è per le regole operative di Arera



Via libera al taglio dei costi e dei tempi per l’allaccio degli impianti di biometano alle reti di distribuzione e trasporto del gas naturale. Con l’entrata in vigore della legge di bilancio si fa un passo più vicino il superamento di uno dei principali ostacoli allo sviluppo di capacità produttiva di metano verde da rifiuti organici e scarti agricoli: il nodo della connessione alla rete. Grazie a un emendamento alla manovra, introdotto nel corso dell’esame in Senato, l’attribuzione dei costi per la connessione viene infatti rimodulata tra gestori di rete e produttori, e vengono previste tempistiche certe per l’esecuzione degli interventi, con sanzioni e procedure sostitutive in caso di ritardo.

Sul fronte dei costi, nello specifico, saranno i gestori a doversi fare carico del 70% dell’investimento per la connessione alle reti di trasporto e distribuzione, e del 100% dei costi per i sistemi di misura e compressione, mentre ai produttori toccherà coprire il restante 30% dei costi di allaccio. L’intervento vale sia per gli impianti realizzati ex novo che per il revamping di impianti a biogas già esistenti.

La revisione dei costi e dei tempi di connessione degli impianti a biometano rientra tra le milestone del capitolo REPowerEU del Pnrr italiano e avrebbe dovuto essere adottata entro il terzo trimestre del 2025. Nonostante il ritardo di alcuni mesi rispetto al cronoprogramma concordato con l’Unione europea, il governo considera la riforma sostanzialmente completata con l’inserimento della misura nella legge di bilancio. Non a caso, in concomitanza con il via libera definitivo della Camera alla manovra, Palazzo Chigi ha trasmesso a Bruxelles la richiesta di pagamento della nona e penultima rata del Piano, pari a 12,8 miliardi di euro, attestando il conseguimento di 50 obiettivi e 16 milestone, tra cui quella relativa al biometano.

Anche se per Palazzo Chigi la riforma è completata, toccherà ad Arera renderla pienamente operativa. Entro 45 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio, quindi entro il 15 febbraio 2026, l’Autorità di regolazione dovrà infatti aggiornare le condizioni tecniche ed economiche per l’erogazione del servizio di connessione, prevedendo, tra l’altro, le modalità di ripartizione dei costi, le procedure, i tempi e i criteri per l’espletamento di tutte le fasi istruttorie. Le attività di competenza dei gestori, inoltre, dovranno essere sottoposte a “termini perentori” con la previsione di “sanzioni e procedure sostitutive in caso di inerzia”. “La misura – ha commentato il presidente del Consorzio Italiano Biogas Piero Gattoni – accoglie un’esigenza più volte rappresentata dal Cib, contribuendo concretamente a rimuovere le barriere strutturali che frenano lo sviluppo della produzione di biometano, risorsa strategica per la transizione energetica del Paese”.

Secondo il Cib le nuove regole saranno fondamentali per la prosecuzione dello sviluppo del biometano una volta terminati gli interventi finanziati dal Pnrr. Stando ai dati del Gse, la capacità produttiva nazionale si aggira al momento intorno agli 800 milioni di metri cubi annui, ai quali potrebbero aggiungersi i 2 miliardi che saranno generati dai circa 550 impianti (tra nuove costruzioni e revamping) finanziati dal Pnrr. Entro giugno 2026 il Gse dovrà aver siglato gli atti d’obbligo per l’erogazione degli incentivi alle imprese aggiudicatarie, poi, chiuso il Pnrr, bisognerà lavorare allo sprint verso l’obiettivo fissato dal Pniec, quello di arrivare a produrre almeno 5,7 miliardi di metri cubi l’anno di biometano entro il 2030. Un obiettivo che resta lontano, anche se con il taglio delle incertezze su costi e tempi di connessione degli impianti la strada, adesso, è un po’ meno ripida.

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