Dal 2016 al 2025 i Comuni hanno versato appena 2.205 euro al Fondo nazionale alimentato dalle sanzioni per l’abbandono di mozziconi e piccoli rifiuti. Un gettito che, rapportato ai limiti edittali, equivale teoricamente a non più di 147 multe in dieci anni su scala nazionale. Ora il decreto Terra dei fuochi rafforza sanzioni e controlli, mentre il MASE prepara l’EPR per far contribuire direttamente i produttori ai costi del littering
Diciannove euro al mese. Poco più del prezzo di tre pacchetti di sigarette. È quanto, in media, è arrivato nelle casse dello Stato nell’ultimo decennio dalla quota delle sanzioni comunali per l’abbandono di mozziconi e altri rifiuti di piccolissime dimensioni destinata al fondo nazionale previsto dal Testo unico ambientale. Dal 2016, anno di istituzione delle prime sanzioni, al 2025 i Comuni hanno versato poco più di 2.000 euro: una cifra che, più ancora dell’esiguità del gettito, racconta la difficoltà di un meccanismo che sulla carta dovrebbe trasformare metà dei proventi delle multe in risorse per campagne nazionali di informazione e sensibilizzazione contro il littering.
Per comprendere meglio il fallimento di fatto del sistema sanzionatorio bisogna fare un passo indietro fino al 2016, data di entrata in vigore del cosiddetto ‘collegato ambientale’ che, per la prima volta, ha introdotto una multa da 30 a 150 euro per i piccoli rifiuti abbandonati, aumentata fino al doppio per i prodotti da fumo. I proventi delle sanzioni sono destinati per metà ai Comuni nel cui territorio sia avvenuto l’accertamento e, per la restante parte, al fondo nazionale anti-littering istituito presso lo stato di previsione del Ministero dell’Ambiente. Stando alle analisi di Ricicla.tv condotte sugli open data della Ragioneria dello Stato, dal primo anno di vigenza delle sanzioni, e del meccanismo di riparto dei proventi, fino allo scorso anno, sono stati versati al fondo complessivamente appena 2.205 euro.
In mancanza di un database nazionale che raccolga le informazioni sulle sanzioni comminate dai comandi di polizia locale o provinciale, o dagli altri organi deputati al controllo ambientale, non si può che ricorrere alle stime. Volendo semplificare – senza calcolare quindi le eventuali multe comminate ma non riscosse e le quote eventualmente non versate al fondo – l’importo totale delle sanzioni elevate, ottenuto moltiplicando per due le risorse destinate al fondo, supera di poco i 4.400 euro. Se si considera che solo nel 2025 i limiti edittali sono stati portati a 80 e 320 euro sia per i piccoli rifiuti che per i mozziconi (ma su questo torneremo più avanti), viene fuori che nell’arco di dieci anni, nell’ipotesi estrema di applicazione della sola sanzione minima, potrebbero essere state elevate non più di 147 multe in tutta Italia.
Numeri che si scontrano con quelli, ben più impressionanti, dell’abbandono di piccoli rifiuti e mozziconi. Secondo uno studio realizzato da dss+ per Erion Care, in Italia il 64% delle sigarette fumate negli spazi pubblici viene smaltito in modo improprio. Sul fronte più ampio del littering, l’indagine Park Litter 2025 di Legambiente ha contato 24.260 rifiuti abbandonati in appena 49 parchi urbani di 20 città italiane, con una densità media di quattro oggetti per metro quadrato: 10.472 erano mozziconi di sigaretta. “Evidenziare le quantità raccolte a fine iniziativa è un gesto semplice ma riesce a colpire i partecipanti più di mille parole, perché restituisce in maniera immediata le proporzioni e la gravità del fenomeno”, spiega a Ricicla.tv Laura Brambilla, responsabile nazionale della campagna ‘Puliamo il mondo’ di Legambiente.
“Per generare il cambio di mentalità necessario servono tutti gli strumenti – chiarisce Letizia Nepi, direttore generale del consorzio Erion Care – da quelli più coercitivi, come le sanzioni, ancora troppo poco applicate, a quelli fondati sulla consapevolezza ed il coinvolgimento, come le iniziative di sensibilizzazione mirate a prevenire l’abbandono stimolando comportamenti corretti. In questo senso Erion Care ha già sviluppato delle iniziative, come i Care Action Days e il Bando Buone Pratiche Antilittering (che scadrà il 14 ottobre), basate proprio sulla capacità di mettere insieme risorse ed energie di Comuni, aziende di gestione, associazioni e singoli cittadini per lo stesso obiettivo: combattere un gesto tanto diffuso quanto fastidioso e dannoso per l’ambiente ed il decoro degli spazi pubblici”.
Se le iniziative di sensibilizzazione stanno provando a costruire, non senza fatica, la consapevolezza collettiva che ancora manca, sul fronte della repressione la strada appare ancora più lunga e in salita. Il sistema sanzionatorio, dicono i numeri, non tiene il passo delle condotte scorrette. Del resto, sempre secondo l’indagine di Erion Care, il 40% dei consumatori continua a non essere a conoscenza dell’esistenza di sanzioni specifiche contro l’abbandono dei rifiuti di piccole dimensioni. Se non vengono comminate, è difficile che si venga a sapere che esistono.
Ma perché non si fanno multe? C’entra l’oggettiva complessità degli accertamenti, che a sua volta si scontra con il sottodimensionamento del primo fronte di ‘guerra’ al littering, quello dei nuclei di polizia locale. “I numeri emersi dalla vostra indagine, al netto del non riscosso, restituiscono in maniera verosimile la misura dell’intensità dei controlli, che è oggettivamente bassa – osserva Osvaldo Busi, già comandante di polizia locale e segretario vicario dell’associazione nazionale ANVU – il nodo sta principalmente nella dotazione organica, soprattutto se si pensa all’ampio spettro delle competenze dei nuclei di polizia locale, dall’edilizia alla viabilità, dall’ordine pubblico al commercio”.
Secondo Busi non aiuta il fatto che non tutti i proventi delle sanzioni possano essere trattenuti dai Comuni, che potrebbero utilizzarli anche per potenziare il sistema dei controlli. “Già da quest’anno però, potremmo registrare un miglioramento”, dice. Dall’agosto 2025, infatti, il quadro delle sanzioni in materia ambientale è stato completamente rivisto per effetto del cosiddetto decreto ‘Terra dei fuochi’. Per l’abbandono di mozziconi e piccoli rifiuti i limiti edittali sono stati uniformati e aumentati a 80 e 320 euro, mentre il Codice della strada è stato riformato con l’introduzione di una disciplina specifica per chi getta questi stessi rifiuti da un veicolo, fermo o in movimento. In questo caso la sanzione sale a 216-866 euro. La riforma ha inoltre ampliato gli strumenti di accertamento: sia per le violazioni ambientali sia per quelle commesse dalla strada è oggi possibile utilizzare le immagini degli impianti di videosorveglianza, anche in assenza di contestazione immediata.
“L’innalzamento delle sanzioni del Testo unico ambientale e l’introduzione delle nuove multe nel Codice della strada, unite alla possibilità di ricorrere ai controlli da remoto, cambieranno parecchio le cose semplificando gli accertamenti – prosegue Busi – visto che non saremo più costretti a cogliere sul fatto chi abbandona ma potremo farlo dalle sale operative. Sono convinto che questo tipo di contestazioni aumenterà, soprattutto in riferimento alle sanzioni su strada”. Vale a dire quelle che possono costare ai trasgressori multe fino a 866 euro. Quasi tre volte il massimo edittale previsto in origine dal Testo unico ambientale. “Somme rilevanti – osserva – che, anche se in parte, potranno essere utilizzate proprio per migliorare l’attività quotidiana dei controllori, come previsto dall’articolo 208 del Codice della strada”.
Restando in tema di risorse nella lotta al littering e, nello specifico, all’abbandono di mozziconi, il Ministero dell’Ambiente ha avviato il cantiere per il nuovo regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) dedicato ai prodotti del tabacco con filtri e ai filtri commercializzati separatamente. Lo schema di regolamento, messo in consultazione a fine settembre, chiama i produttori a finanziare non solo raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti, ma anche i costi sostenuti da Comuni e gestori per la rimozione dei mozziconi dispersi negli spazi pubblici e le attività di sensibilizzazione. Accanto al gettito finora quasi simbolico delle sanzioni, un secondo e ben più strutturato canale di finanziamento della lotta al littering da mozziconi, questa volta alimentato direttamente da chi immette sul mercato sigarette e filtri.
“La lotta all’abbandono dei piccoli rifiuti tra cui i mozziconi di sigaretta – dice il direttore di Erion Care, primo consorzio nato per assicurare ai produttori di sigarette la conformità normativa alle regole della responsabilità estesa – richiede uno sforzo comune ed un’assunzione di corresponsabilità in cui ognuno deve fare la propria parte: amministrazioni pubbliche, produttori, cittadini, consumatori, associazioni di volontariato. L’avvio di un nuovo e specifico regime EPR per i prodotti del tabacco è sicuramente un passo fondamentale non solo per le risorse economiche che i produttori potranno mettere a disposizione del sistema in vista degli obiettivi da raggiungere, ma anche e soprattutto per il circolo virtuoso che si potrà innescare grazie alla collaborazione di tutti i soggetti interessati”.






