Secondo Eurostat nell’anno preso in esame il Vecchio Continente ha generato 79,7 milioni di imballi post consumo. Bene l’Italia che ha già raggiunto il target sul riciclo al 2030
Nel 2023 l’Europa ha prodotto circa 79,7 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio. Lo rileva l’ultimo aggiornamento del database di Eurostat, stando al quale nell’anno preso in esame ogni cittadino dell’Unione europea ha generato in media 177,8 kg di rifiuti da imballo. Secondo l’istituto “sebbene Italia, Germania e Lussemburgo abbiano prodotto più di 200 kg di rifiuti di imballo pro capite, sono anche i paesi dell’Unione che hanno riciclato le quantità più elevate”. Nel 2023, infatti, l’Italia ha riciclato la quantità maggiore di questo tipo di rifiuti, con 162,2 kg pro capite, seguita dalla Germania con 149,3 kg e dal Lussemburgo con 132,4 kg di rifiuti di imballaggio riciclati pro capite avviati a riciclo.
Una fotografia in chiaroscuro, quella scattata da Eurostat per il Vecchio Continente: se rispetto al 2022, infatti, c’è stata una riduzione di 8,7 kg pro capite nella produzione di rifiuti da packaging, ampliando lo sguardo su una linea temporale più lunga la produzione di imballaggi post consumo è invece aumentata di ben 21,2 kg pro capite rispetto al 2013. Nel 2023, il 40,4% di imballaggi post consumo era costituito da carta e cartone, seguito dalla plastica (19,8%), dal vetro (18,8%), dal legno (15,8%) e dal metallo con il 4,9%.
Nel 2023, rileva sempre Eurostat, sono stati prodotti 35,3 kg di rifiuti di imballaggio in plastica per ogni abitante dell’Unione europea. Nonostante una riduzione di 1,0 kg rispetto al 2022, il dato è in aumento rispetto al 2013, con una crescita di 6,4 kg per abitante. Se su base annua la produzione cala, il riciclo invece segna il passo con un aumento su base pro capite di appena 0,1 kg, cioè 100 grammi, rispetto all’anno precedente. Complessivamente, l’Unione europea ha riciclato il 42,1% dei rifiuti di imballaggi in plastica prodotti nel 2023, pari a 14.8 kg per cittadino. Meno della metà, insomma, anche se in miglioramento rispetto al 38,2% del 2013.
Il dato complessivo sul riciclo degli imballaggi risente della notevole disparità tra i vari Stati membri dell’Ue. Il Belgio si conferma il leader nel riciclo dei rifiuti da imballaggio, con un tasso del 59,5%, seguito da Lettonia (59,2%) e Slovacchia (54,1%). Dall’altra parte, poi, ci sono paesi come l’Ungheria (23,0%), la Francia (25,7%) e l’Austria (26,9%) che presentano tassi di riciclo significativamente più bassi. Fuori dal podio, ma comunque con un buon tasso di riciclo al 2023 è l’Italia che ha riciclato il 49% dei contenitori in plastica, anche se, stando ai numeri presentati da Corepla, già nel 2024 l’Italia è riuscita a sfiorare il target al 2025 del 50% di riciclo, arrivando a trasformare in nuova materia prima il 49,6% degli imballaggi in plastica immessi a consumo.
L’orizzonte a cui guardare ora per l’Europa è quello del 2030. Secondo la direttiva sui rifiuti da imballaggio, infatti, entro il 2030 almeno il 70% degli imballi post consumo deve essere riciclato. I target sono divisi anche per i vari materiali: l’85% per carta e cartone, 75% per il vetro, 55% per la plastica, l’80% per i materiali ferrosi, il 60% per l’alluminio e il 30% per il legno. Nel 2023, ha certificato Eurostat, sono già 7 i paesi europei che sono riusciti a raggiungere l’obiettivo del 70%, con 7 anni d’anticipo rispetto alla richiesta dell’Ue. L’elenco dei virtuosi vede al primo posto il Belgio, con il 79,7% degli imballaggi riciclati, seguito da Olanda (75,85), Italia (75,6%), Repubblica Ceca (74,8%) e poi anche Slovenia, Slovacchia e Spagna. 13 paesi, invece, sono vicini al target, mentre ancora 4 nazioni sono sotto il 50% di imballaggi avviati al consumo: Romania (37,3% – dati 2022 sottolinea Eurostat), Ungheria (42,8%), Malta (44,4%) e Grecia (48%).


