I dati Eurostat relativi al 2024: tra i Paesi che riciclano di più Lettonia, Polonia e Repubblica Ceca. L’Italia supera la media Ue. Ma la crisi minaccia il raggiungimento dei target vincolanti di riciclo
Nel 2024 ogni cittadino europeo ha prodotto, in media, 35,9 chilogrammi di rifiuti da imballaggi in plastica, dei quali solo 15,3 chili sono stati riciclati. Rispetto all’anno precedente, il 2023, sia i rifiuti prodotti che il riciclo sono aumentati di 0,6 kg (600 grammi), portando il tasso medio di poco sopra al 42% (42,4%), in aumento rispetto al 2023. Sono questi i dati principali fotografati da Eurostat sulla gestione dei rifiuti da imballaggio in plastica in Ue, inseriti in un rapporto di recente pubblicazione.
Tra i materiali utilizzati per gli imballaggi, la plastica occupa un posto di rilievo. Nel 2024 rappresentava il 19,9% del totale dei rifiuti da imballaggio generati nell’Ue, preceduta da carta e cartone, che costituivano il 40,8%. Seguono vetro (18,1%), legno (16,2%), metalli (4,8%) e altri materiali (0,2%). Il Paese europeo più ‘riciclone’ è la Lettonia, che ha avviato a riciclo il 71% degli imballaggi in plastica, seguita da Belgio (58,2%), Polonia (56,0%) e Repubblica Ceca (53,7%). Al lato opposto della classifica, invece, troviamo Danimarca (22,5%), Finlandia (26,9%) e Francia (27,4%). L’Italia attesta il suo tasso di riciclo per il 2024 poco sopra il 50%, superando, quindi, la media europea.
Altro dato fotografato da Eurostat riguarda l’andamento della produzione di rifiuti in plastica negli ultimi dieci anni nell’Unione. Tra il 2014 e il 2024, la quantità totale di rifiuti di imballaggi in plastica generati è aumentata di 6,1 kg pro capite, mentre la quantità di rifiuti riciclati è cresciuta di 3,4 kg.
La vera cartina di tornasole sullo stato del riciclo plastico, però, arriverà quando saranno disponibili i dati relativi al 2025, anno in cui gli Stati membri saranno obbligati a raggiungere un target minimo di riciclo del 50%. Il raggiungimento dell’obiettivo nel 2024, conseguito da molti Paesi europei (Italia inclusa), non basta infatti a mettere in sicurezza il risultato. Nell’ultimo anno e mezzo il settore del riciclo dei rifiuti di plastica ha subito un forte rallentamento dovuto alla crisi di competitività innescata sia dall’arrivo massiccio di polimeri extra Ue a basso costo, sia dall’aumento dei costi energetici e dalla diminuzione della domanda di materiale riciclato.
Con il Circular Economy Act di prossima adozione l’Ue dovrebbe dare risposte concrete al settore, favorendo misure per l’incremento della domanda e per il rafforzamento del mercato unico per le materie prime seconde. Intanto, già lo scorso dicembre, la Commissione ha presentato un pacchetto anti-crisi per aiutare i riciclatori a uscire dalla crisi. Tra le misure proposte l’end of waste europeo per la plastica e controlli più stringenti sui polimeri di importazione.






