Dopo Utilitalia, anche Unirima denuncia le difficoltà nella gestione dei rifiuti di imballaggio in plastica e chiede un intervento urgente per evitare il blocco della filiera. Secondo l’associazione, le giacenze continuano ad aumentare e molti impianti stanno raggiungendo i limiti autorizzati di stoccaggio. Con l’arrivo dell’estate cresce inoltre la preoccupazione per il rischio incendi e per possibili ripercussioni sulla raccolta differenziata
Dopo l’allarme lanciato da Utilitalia sul rischio di congestione della filiera degli imballaggi in plastica, anche le imprese del recupero e del riciclo tornano a chiedere un intervento immediato per evitare il blocco del sistema. A rilanciare la preoccupazione è Unirima, l’Unione nazionale delle imprese della raccolta, recupero, riciclo e commercio dei maceri e degli altri materiali, che denuncia il perdurare delle difficoltà nel ritiro dei rifiuti plastici raccolti presso i Centri Comprensoriali che operano per conto di Corepla.
Secondo l’associazione, nonostante le segnalazioni avanzate nei mesi scorsi insieme alle principali organizzazioni del settore, la situazione non avrebbe registrato miglioramenti significativi. Le giacenze continuano ad aumentare e numerosi impianti starebbero raggiungendo sia i limiti di stoccaggio autorizzati sia le soglie previste dai certificati di prevenzione incendi.
“Da mesi stiamo denunciando una situazione che rischia di compromettere la tenuta dell’intera filiera del riciclo della plastica”, afferma il direttore generale di Unirima, Francesco Sicilia. “Nonostante le ripetute segnalazioni, le criticità permangono e numerosi impianti stanno raggiungendo i limiti di stoccaggio autorizzati e quelli previsti dai certificati di prevenzione incendi. È necessario intervenire con urgenza prima che il sistema arrivi a un punto di non ritorno”.
Le dichiarazioni arrivano a pochi giorni dall’allarme di Utilitalia, che aveva evidenziato come i quantitativi di rifiuti plastici accumulati presso i centri di raccolta risultassero ormai quasi doppi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una dinamica legata alle difficoltà del mercato del riciclo, schiacciato in tutta l’Ue dai bassi prezzi delle resine vergini e dalla concorrenza delle importazioni extra-Ue. La capacità di assorbire i materiali secondari non riesce a tenere il passo dei volumi di rifiuti generati dalla differenziata, che si accumulano negli impianti di selezione e stoccaggio.
La convergenza delle posizioni espresse negli ultimi giorni da utility e imprese del recupero restituisce l’immagine di una filiera che teme un progressivo aggravamento delle criticità, come segnalato anche dal consorzio Corepla in una lettera – che Ricicla.tv ha potuto visionare – inviata nei giorni scorsi a Regioni e Province autonome e, tra gli altri, al Ministero dell’Ambiente.
A preoccupare gli operatori è ora anche l’arrivo della stagione estiva. “Le elevate temperature e l’accumulo di materiali stoccati per periodi sempre più lunghi determinano un significativo incremento del rischio incendi”, osserva Carmelo Marangi, vicepresidente di Unirima con delega alla plastica, ricordando gli episodi di roghi che hanno interessato il settore nelle ultime settimane. Ultimo, in ordine di tempo, quello di un impianto per la produzione di combustibile solido secondario da rifiuti plastici a Pisa.
L’associazione sottolinea il ruolo strategico dei circa 250 Centri Comprensoriali attivi sul territorio nazionale nella gestione degli imballaggi in plastica provenienti dalla raccolta differenziata. L’eventuale saturazione di queste strutture, avverte Unirima, rischierebbe di produrre effetti lungo tutta la catena gestionale, fino a compromettere la capacità di ricezione dei materiali conferiti dai Comuni e, di conseguenza, la continuità del servizio di raccolta.
Da qui la richiesta di un’iniziativa coordinata da parte delle istituzioni e dei soggetti coinvolti nella filiera. L’obiettivo, secondo l’associazione, deve essere duplice: affrontare l’emergenza legata all’accumulo delle giacenze e individuare soluzioni strutturali in grado di garantire maggiore stabilità al sistema del riciclo della plastica. Con gli impianti che continuano a riempirsi e il mercato del riciclato che fatica a ripartire, il tema resta sul tavolo del Ministero dell’Ambiente. Dopo l’ultimo incontro con i portatori d’interesse, conclusosi senza novità, l’attesa è per misure capaci di scongiurare il blocco operativo a valle della raccolta differenziata e il divampare di una stagione caldissima. In tutti i sensi.





