Il Ministero dell’Ambiente ha annunciato l’istituzione di un tavolo di lavoro con le associazioni di categoria per affrontare le criticità normative e operative emerse nell’applicazione del Rentri. Intanto cresce l’utilizzo dell’xFir, con oltre 1,6 milioni di formulari digitali accettati a destino, ma il sistema è ancora lontano dai volumi attesi a pieno regime
Un tavolo di lavoro istituzionale per vagliare e, nella migliore delle ipotesi, approvare i necessari interventi correttivi alla disciplina del sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti Rentri. Lo ha annunciato il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in occasione del Green Med Expo & Symposium di Napoli, recependo gli appelli delle principali associazioni di imprese coinvolte nel processo di digitalizzazione dei registri di carico e scarico e dei formulari di identificazione dei rifiuti.
L’obiettivo è affrontare le criticità normative e operative emerse nei primi mesi di applicazione del sistema, attraverso un confronto strutturato tra istituzioni e operatori della filiera. Un confronto che, come ha spiegato il Ministero, è di fatto già attivo ma che ora è destinato a salire di livello. “Il dialogo è già in atto ed è continuo – ha spiegato a Ricicla.tv Pietro Cucumile, direttore vicario della direzione economia circolare del Mase – il mio gruppo di lavoro ascolta e interagisce costantemente con le associazioni di categoria. Quello che si chiede, ora, è un tavolo di lavoro per un confronto di più alto livello. Lo faremo – ha garantito Cucumile, chiarendo che – a breve indicheremo alcune date di disponibilità per avviare questo percorso anche sul piano istituzionale, al di là di quello informale”.
Nel frattempo si avvicina una delle scadenze più rilevanti del percorso di attuazione del Rentri. Dal 15 settembre terminerà infatti il regime transitorio che consente la coesistenza dei formulari cartacei e digitali, rendendo obbligatorio per tutte le imprese già iscritte al sistema l’utilizzo del nuovo formulario elettronico xFir. I dati presentati a Napoli dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali mostrano un percorso di adozione in costante crescita. Alla data del 27 maggio risultavano oltre 1,6 milioni gli xFir accettati a destino. Numeri significativi ma ancora lontani dai volumi attesi a pieno regime, attestati al momento attorno al 50% del potenziale complessivo. Particolarmente rilevante anche il dato relativo agli impianti: sono 6.690 quelli che hanno già chiuso formulari in modalità digitale, a fronte di circa 14 mila soggetti obbligati.
“I numeri che abbiamo illustrato – ha spiegato il presidente dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali Daniele Gizzi – dicono che circa la metà degli utenti iscritti al Rentri, e quindi del sistema Paese che gestisce i rifiuti attraverso il registro elettronico, sta adempiendo regolarmente alle trasmissioni dei dati degli xFir. Mancano ancora diversi mesi alla scadenza e i numeri continuano a crescere. Tuttavia il ritmo di crescita dovrebbe accelerare per arrivare al 15 settembre con tutti gli operatori pronti ad adempiere all’obbligo del formulario digitale”.
In questo scenario, l’imperativo è accelerare il passaggio all’xFir per sfruttare al meglio il tempo che resta da qui al 15 settembre. Dopo i rallentamenti del 13 febbraio, giorno di debutto del formulario digitale, la piattaforma è stata potenziata e messa in sicurezza, garantisce Ecocerved, ma un passaggio ordinato e progressivo resta comunque preferibile a un nuovo switch di massa a ridosso della scadenza. In questo senso, la vera leva per accelerare l’adozione dell’xFir, dicono le associazioni di categoria, resta la soluzione delle criticità normative e operative ancora aperte, necessaria ad allineare il sistema alla realtà operativa delle imprese.
“Occorre risolvere alcune questioni applicative che riguardano specifici casi d’uso – ha chiarito Elena Bonafè, di Confindustria – penso, ad esempio, alla gestione del formulario intermodale e del trasporto combinato. Va inoltre affrontato il tema delle modifiche ai documenti: l’immodificabilità del sistema, in un contesto digitale, deve essere gestita in modo diverso rispetto al cartaceo. Bisogna definire con chiarezza cosa possa essere modificato dopo l’emissione del formulario e come rendere sempre tracciabili e trasparenti gli eventuali aggiornamenti”.
Le criticità segnalate dagli operatori non riguardano però soltanto gli aspetti tecnici. “Restano aperte anche questioni di carattere normativo – ha sottolineato Giovanni Paone, componente di Assintel e amministratore unico di Zucchetti Ambiente – come i tempi di annotazione previsti per registri e formulari. Oggi la normativa impone termini di due e dieci giorni per le annotazioni sul registro di carico e scarico, ma in un sistema completamente digitale, dove la tracciabilità è garantita dal formulario elettronico, riteniamo che questi vincoli debbano essere ripensati”. Un intervento da inserire nell’ambito di “una più ampia revisione della Parte IV del Testo Unico Ambientale – ha aggiunto Paone – dal momento che l’attuale impianto normativo limita in maniera significativa lo sviluppo tecnologico del Rentri”.
Anche secondo Tiziana Cefis, consulente ambientale di TeA Consulting, la priorità resta quella di “rivedere gli articoli del codice dell’ambiente dedicati alla tracciabilità, orientandoli pienamente verso la digitalizzazione. Allo stesso tempo – ha aggiunto la consulente – occorre aggiornare il decreto direttoriale n. 251, in particolare per quanto riguarda le istruzioni relative al formulario di identificazione dei rifiuti. L’attuale allegato dedicato al Fir, infatti, è stato costruito sul modello cartaceo e non contempla adeguatamente il formulario digitale. Mancano istruzioni specifiche e numerose casistiche operative. Rafforzare il quadro normativo rappresenta una garanzia per le imprese, per gli enti di controllo e per l’intera filiera”.
Le prossime settimane saranno quindi decisive sia per l’avvio del tavolo di confronto annunciato dal Ministero sia per la diffusione dell’utilizzo dell’xFir. L’obiettivo condiviso da istituzioni e operatori è arrivare alla scadenza del 15 settembre con un quadro tecnico e normativo più stabile, capace di accompagnare la transizione digitale della tracciabilità dei rifiuti senza creare ulteriori difficoltà alle imprese chiamate ad applicarla quotidianamente. “Ci aspettiamo che questo tavolo di confronto anticipato durante il Green Med Expo & Symposium riesca a sanare, per via legislativa o tecnica dove sarà opportuno, questi ulteriori passaggi in modo da arrivare a settembre con un quadro sia normativo che operativo più consono alle necessità delle nostre imprese”, ha dichiarato il direttore generale di Assoambiente Elisabetta Perrotta.





