Il MUD 2026 è pronto alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Poche e circoscritte le modifiche al format: arriva la nuova voce per la raccolta della plastica con gli eco-compattatori. Il termine ultimo per la presentazione slitterà a una data successiva a quella del 30 aprile
Il modello Mud è pronto a cambiare ancora. Secondo quanto apprende Ricicla.tv, il DPCM di approvazione del nuovo Modello unico di dichiarazione ambientale è stato trasmesso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri alla Gazzetta Ufficiale ed è quindi in via di pubblicazione. Anche nel 2026 – come nei cinque anni precedenti – enti e imprese dovranno confrontarsi con un aggiornamento del modello per la comunicazione dei dati relativi ai rifiuti prodotti e gestiti nel 2025. La pubblicazione del nuovo format, messo a punto dal Ministero dell’Ambiente con il supporto tecnico di Ispra, determinerà lo slittamento del termine ultimo per la presentazione rispetto alla scadenza ordinaria del 30 aprile.
Le informazioni disponibili indicano interventi circoscritti, in linea con i leggeri adeguamenti registrati negli ultimi anni, senza una revisione complessiva dell’impianto dichiarativo. Tra le modifiche, Ricicla.tv è in grado di anticipare l’aggiunta di una voce nel Mud comuni relativa alla quantità di imballaggi per bevande in plastica raccolta con gli eco-compattatori. L’inserimento di una voce specifica era stato sollecitato nelle scorse settimane dalla Corte dei Conti, che in un dossier sul ‘Programma mangiaplastica’ finanziato dal Mase aveva rilevato, tra le criticità, proprio la “difficoltà per i comuni di fornire un dato certo” delle quantità intercettate, Le dichiarazioni continueranno a essere effettuate esclusivamente in modalità digitale attraverso i portali Mud Telematico e Mud Comuni gestiti dalle Camere di Commercio.
Al momento non è ancora certo se la pubblicazione riuscirà a rispettare la deadline del 1 marzo, data che la legge istitutiva del Mud, la 70 del 1994, indica come termine per l’entrata in vigore del DPCM. Molto dipenderà dai tempi tecnici di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Qualora il termine non fosse rispettato, come accaduto diverse volte negli ultimi anni, scatterebbe in ogni caso la proroga di 120 giorni. L’incertezza che aleggia sulla pubblicazione del nuovo Mud – anche perché il Ministero dell’Ambiente, di fatto, non ha mai comunicato in via ufficiale l’arrivo di un format aggiornato – di certo non facilita la vita ai soggetti obbligati alla dichiarazione. Una criticità più volte evidenziata dagli operatori del settore, che segnalano come i ritardi nella definizione del quadro dichiarativo rendano più complessa l’organizzazione delle attività propedeutiche alla compilazione, a partire dalla raccolta, verifica e validazione dei dati.



Informazioni sempre precise e utili
Informazioni sempre precise e utili