L’Agenzia europea dell’ambiente ha pubblicato un briefing in cui analizza oltre 100 pubblicazioni scientifiche sulla mitigazione ambientale: “L’economia circolare può contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra fino al 33%”
L’economia circolare può contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra fino al 33% in media. È questo il dato che emerge dal briefing dell’Agenzia europea dell’ambiente sulle interconnessioni tra le logiche di produzione e consumo di beni e servizi e le strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici. Entrando nel dettaglio, i risultati dei singoli settori indicano che le emissioni derivanti dalla gestione dei rifiuti potrebbero ridursi in media del 52%, quelle legate all’edilizia del 48% e quelle dell’industria del 26%.
“Per raggiungere gli obiettivi climatici globali è necessario intervenire non solo sull’energia, ma anche sull’uso dei materiali”, si legge nel report. Bene il focus sulle rinnovabili, insomma, ma una efficace strategia di riduzione della nostra impronta carbonica sul pianeta non può prescindere da misure applicate lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti. Nella fase di progettazione e produzione, ad esempio, la scelta di materiali a minore intensità di carbonio e l’ecodesign possono contribuire in modo significativo alla riduzione delle emissioni. Successivamente, durante l’utilizzo, interventi come la riparazione, il riutilizzo e l’estensione della vita utile dei beni consentono di evitare nuove produzioni e le relative emissioni. Nella fase finale, il riciclo e il recupero risultano particolarmente efficaci nel diminuire il fabbisogno di materie prime vergini e l’energia necessaria alla loro lavorazione.
Nel loro insieme, queste azioni possono ridurre in maniera rilevante le emissioni derivanti dall’estrazione e dalla trasformazione delle materie prime, che rappresentano circa il 55% delle emissioni globali di gas serra, comprese quelle legate alla produzione di cibo e combustibili fossili. Per elaborare il report, gli studiosi dell’Agenzia hanno preso in considerazione circa 130 pubblicazioni scientifiche relative al potenziale di mitigazione dell’economia circolare. Dall’esame della letteratura scientifica emergono chiare sinergie tra misure circolari, efficienza energetica e de-fossilizzazione dell’economia. Sebbene gli studi considerati presentino talvolta percentuali differenti, sono stati individuati alcuni elementi chiave che collegano l’economia circolare alla mitigazione climatica.
La riduzione del ricorso alle discariche e la separazione dei rifiuti organici possono costituire un punto di partenza per i Paesi che avviano la transizione verso modelli circolari. Tali azioni migliorano l’efficienza nell’uso delle risorse e presentano un notevole potenziale di riduzione delle emissioni. Tuttavia, per realizzare pienamente i benefici dell’economia circolare, è necessario intervenire anche a monte, attraverso la progettazione dei prodotti, il riutilizzo e la sostituzione dei materiali ad alta intensità di CO2 con materiali a minore impronta di carbonio.
Un settore chiave resta quello delle costruzioni: a livello globale, gli edifici rappresentano quasi la metà del consumo totale di materiali. Di conseguenza, le misure circolari in questo settore possono avere un impatto davvero significativo. Sia le azioni sul versante produttivo, come l’impiego di materiali a basse emissioni di carbonio e la progettazione modulare, sia quelle sul lato della domanda come ad esempio la riduzione della superficie abitativa pro capite e l’aumento dell’intensità d’uso degli spazi, possono contenere la necessità di nuove costruzioni e contribuire a una consistente diminuzione delle emissioni. Anche l’utilizzo di materiali di origine biologica merita attenzione, poiché consente lo stoccaggio temporaneo di carbonio nei prodotti legnosi, svolgendo la funzione di pozzo di carbonio.
Un ulteriore settore da considerare è quello dei metalli e delle materie prime ad alta intensità di carbonio, che generano emissioni significativamente superiori rispetto ai minerali non metallici nella fase di estrazione e lavorazione. In questo ambito, il riciclo, il riutilizzo e la sostituzione dei materiali rappresentano strategie efficaci per ridurre le emissioni climalteranti. In conclusione, il report evidenzia come le misure a valle risultino sovrarappresentate nella letteratura, mentre quelle a monte — tra cui spiccano ecodesign, riutilizzo e riparazione — e le iniziative orientate alla domanda ricevano minore attenzione, ma, conclude il report: “una combinazione equilibrata di interventi a monte e a valle, insieme a innovazioni tecnologiche e cambiamenti comportamentali, può favorire la massima riduzione possibile della domanda globale di materiali e delle emissioni di gas serra”.


