L’iniziativa denominata WasteNet si inserisce nel percorso del nuovo Regolamento europeo sulla spedizione di rifiuti con particolare attenzione a Indonesia, Malesia, Thailandia e Vietnam
Rafforzare la cooperazione interregionale contro il traffico di rifiuti tra l’Ue e i paesi Asean. È questo lo scopo del partenariato firmato a Bangkok dall’Unione europea e dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc). L’iniziativa, denominata WasteNet, si inserisce nel percorso che porterà all’applicazione definitiva, il 21 maggio 2027, del nuovo Regolamento europeo sulle spedizioni di rifiuti, e prende in considerazione in particolare quattro paesi del Sud-Est asiatico: Indonesia, Malesia, Thailandia e Vietnam.
WasteNet sarà una piattaforma di collaborazione tra esperti e stakeholder di entrambe le regioni per promuovere pratiche di economia circolare e contrastare le spedizioni illegali di rifiuti, oltre a supportare anche l’elaborazione di politiche e il coordinamento a livello di paesi Asean (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico che comprende 11 stati: Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Singapore, Thailandia, Timor Est e Vietnam).
Grazie a questo nuovo partenariato, si legge nel comunicato stampa della Commissione Ue, le future spedizioni di rifiuti, le procedure di controllo e gli standard di riciclo tra le due regioni saranno allineati. Nell’ambito del progetto saranno sviluppati strumenti pratici e corsi di formazione per supportare le autorità nella prevenzione e nell’individuazione delle spedizioni illegali di rifiuti e per affrontare i rischi che queste attività illegali rappresentano per l’economia circolare. Questi pericoli, secondo l’Ue e l’Onu, includono danni alla credibilità delle imprese legittime, gravi interruzioni dei flussi commerciali legali e l’impedimento del reinserimento dei materiali riciclati nel sistema produttivo.
WasteNet, infatti, fungerà da piattaforma per rafforzare la cooperazione e lo sviluppo delle capacità in materia di applicazione delle norme a livello regionale e nazionale, armonizzare le politiche e le procedure tra il Sud-est asiatico e l’Ue e promuovere l’innovazione attraverso soluzioni digitali per il monitoraggio del commercio dei rifiuti.
Garantire maggiore trasparenza nei flussi di scarti movimentati dagli Stati membri dell’Ue è uno degli obiettivi del nuovo regolamento sulla spedizione dei rifiuti che stabilisce norme più rigorose per le esportazioni verso paesi terzi. Dal 21 maggio 2027, in particolare, scatterà lo stop all’invio di rifiuti non pericolosi dall’Unione europea verso paesi non appartenenti all’Ocse se tali paesi non dimostreranno di essere in grado di gestirli in modo sostenibile.
I quattro paesi protagonisti di questo accordo, hanno già fatto richiesta a Bruxelles di esenzione allo stop per alcune categorie di rifiuti, la Malesia, ad esempio, ha chiesto di poter continuare a importare rifiuti provenienti da carta, acciaio, plastica, vetro, tessile, legno, sughero e pneumatici. L’Indonesia ha chiesto di poter continuare a importare rifiuti provenienti dalla carta, mentre la Thailandia chiede di poter continuare a importare rifiuti metallici, rottami ferrosi, veicoli fuori uso e catalizzatori. In ultimo, il Vietnam chiede di poter continuare a importare vari tipi di rottami, come vetro, rame, alluminio e nichel. A loro, come a tutti gli altri paesi che hanno fatto richiesta, la Commissione risponderà entro novembre 2026. La vera sfida, ora, come ha spiegato a Ricicla.tv nei mesi scorsi la consulente ed esperta di movimentazioni transfrontaliere Benedetta Bracchetti è quella “di capire se questi paesi riusciranno a dimostrare il possesso dei numerosi e stringenti requisiti fissati dal nuovo regolamento Ue”.
Oltre a contrastare il traffico illegale di rifiuti, insomma, il nuovo protocollo potrà svolgere un ruolo fondamentale anche per garantire l’allineamento tra i sistemi di gestione dei rifiuti nei paesi del far-east e i rigorosi standard ambientali della normativa europea. “Siamo entusiasti di collaborare con Unodc per promuovere, attraverso WasteNet, un’economia circolare nell’UE e nell’ASEAN, promuovendo politiche più allineate in materia di spedizioni di rifiuti e una maggiore cooperazione nell’applicazione delle norme. Ciò sostiene la crescita del settore del riciclo, riducendo al contempo l’inquinamento e il traffico illegale, e aiutando le parti interessate ad adattarsi al nuovo regolamento Ue sulle spedizioni di rifiuti” , ha commentato Andreas Roettger, responsabile del team regionale Asia/Pacifico, servizio per gli strumenti di politica estera della Commissione Europea.
“Il traffico di rifiuti non è solo una questione ambientale; è un crimine grave che mina la governance, il commercio legittimo e le comunità locali. Attraverso WasteNet, continueremo a rafforzare la cooperazione e a fornire strumenti pratici per affrontare questa sfida”, ha aggiunto Delphine Schantz, rappresentante regionale dell’Unodc per il Sud-est asiatico e il Pacifico, durante la cerimonia della firma.


