Sicilia virtuosa: Lentini, +16% di differenziata in tre mesi


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La Sicilia si riconferma fanalino di coda in Italia per produzione e gestione degli rsu. A confermarlo sono i dati contenuti nel rapporto Ispra Rifiuti Urbani 2016, presentato ieri Roma, secondo il quale la regione nel 2015 ha differenziato solo il 12,8% dei rifiuti prodotti. Una condizione che nel corso dell’ultimo anno ha portato l’isola sul baratro dell’emergenza a più riprese, scongiurata solo tramite una duplice ordinanza emanata dal governo regionale di concerto con il Ministero dell’Ambiente: la prima a giugno la seconda ad inizio dicembre.

Il cuore del provvedimento di giugno puntava, tra le altre cose, a mettere gli amministratori locali di fronte alle proprie responsabilità: tutti i Sindaci avrebbero dovuto migliorare la raccolta differenziata complessivamente del 3% ogni 3 mesi (quindi del 6% entro il 30 novembre). Quasi una missione impossibile su scala regionale, ma alcune amministrazioni hanno saputo cogliere la sfida come opportunità per dare una “sterzata virtuosa” alla loro gestione dei rifiuti.

È il caso del Comune di Lentini, che si propone come simbolico sotto molteplici punti di vista. Anzitutto perché è in provincia di Siracusa, vale a dire l’area con le peggiori performance in assoluto della Sicilia (e quindi d’Italia) con una differenziata ferma al 7,9% nel 2015. E poi perché sul territorio del piccolo Comune di poco più di 24mila abitanti insiste la megadiscarica della Sicula Trasporti, centrale per l’intero ciclo rifiuti isolano. La nuova amministrazione insediatasi solo a luglio e guidata dal giovane sindaco Saverio Bosco si è trovata a dover prendere di petto la condizione di profonda arretratezza che vedeva una raccolta sostanzialmente assente: stiamo parlando di una percentuale dello 0,4%.

La strategia scelta dal Comune di Lentini è stata quella di togliere i cassonetti dalle strade organizzando dei punti di raccolta fissi e a calendarizzati per le varie frazioni di secco e raccogliendo nel modo più diffuso possibile l’indifferenziato porta a porta. Ma il motore dei passi in avanti fatti sta nella comunicazione capillare e a costo zero. Il primo cittadino ci ha messo letteralmente la faccia, e attraverso la pagina facebook del Comune e un account whatsapp dedicato è riuscito a coinvolgere i suoi concittadini attraverso una crescita per tappe. Tutto è partito il 23 luglio, nelle primissime settimane in cui Bosco era in carica.

Ma non è finita qui. Nonostante l’estate siciliana sia stata contrassegnata da tante difficoltà sul fronte della gestione dei conferimenti, il progetto è andato avanti e pur entrando pienamente in vigore solo a fine agosto, in soli tre mesi è riuscito a far crescere la differenziata fino a quota 16%. E a fronte dei risultati già a metà ottobre l’amministrazione ha potuto avviare una nuova fase che estende la raccolta delle varie frazioni in modalità porta a porta. Comunicata con le consuete modalità.

Al netto dell’impegno social la campagna di comunicazione “#differenziamoci” – dai risultati incoraggianti – è costata solo 500€ per la stampa di 40mila calendarietti di supporto alla cittadinanza per le due fasi fino ad ora completate. Nel frattempo il Comune ha confermato il proprio impegno nell’appoggiare da una parte e nel coinvolgere dall’altra la cittadinanza per coltivarne la sensibilità ambientale. Ne sono un esempio le numerose azioni sottoscritte in preparazione della Serr, la settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Ma non finisce qui. La crescita del piccolo comune avanza a tappe forzate, indipendentemente dalla capacità di aver già superato abbondantemente gli obiettivi dell’ordinanza estiva (senza dati certi è difficile stabilire in quanti ci siano effettivamente riusciti): già da inizio dicembre il comune ha esteso le categorie di rifiuto raccoglibili negli ecopunti dai soli imballaggi ai raee, alle pile e al legno, ma soprattutto prefissa l’obiettivo di iniziare a raccogliere la frazione umida separandola dal secco indifferenziato. Uno degli aspetti più critici che si scontra con la carenza di impianti della regione, ma che in una realtà piccola può essere tamponata dall’incentivazione del compostaggio domestico.

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