Conai: 18 anni di raccolta e riciclo – VIDEO


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RIMINI. Era il 1997 quando il decreto a firma dell’allora ministro dell’Ambiente, Edo Ronchi, istituiva il sistema Conai, la “federazione” dei consorzi di filiera per la raccolta e il recupero degli imballaggi. All’epoca le percentuali di raccolta differenziata in Italia erano risibili e il sistema tutt’altro che virtuoso. Diciotto anni dopo il modello italiano ha recuperato terreno ed è in linea con le medie europee, come dimostrato in occasione dell’ultimo rapporto di sostenibilità Anci-Conai presentato poche settimane fa . Rapporto con il quale i comuni italiani, quindici anni dopo la prima convenzione con il “consorzio dei consorzi” avvenuta nel 2000 sarebbero addirittura arrivati a superare in anticipo l’obiettivo di avvio a riciclo dei materiali fissato dall’Unione Europea al 50% entro il 2020. Soglia per l’appunto superata da oltre la metà delle amministrazioni italiane, nonostante permangano alcuni problemi strutturali come quelli dettati dalla “doppia velocità” Nord-Sud nella raccolta. Queste ed altre le sfide future del Conai e delle filiere interne, tanto più se saranno rispettate le previsioni sul prossimo pacchetto europeo di misure per la realizzazione di un’economia circolare nel Vecchio Continente – atteso da Bruxelles entro il prossimo 2 dicembtre – che sposteranno l’attenzione sul recupero dei materiali e non più sulla raccolta complessiva. Plastica, carta e vetro: sono i principali materiali da imballaggio che alimentano i numeri della differenziata, ed in occasione di Ecomondo 2015 abbiamo fatto un bilancio di questi 18 anni proprio con i relativi vertici delle singole filiere. Oltre al dg del Conai, Walter Facciotto, abbiamo infatti raccolto le parole del presidente del Corepla, Giorgio Quagliuolo, il direttore del Comieco, Carlo Montalbetti, e il presidente del Coreve, Franco Grisan.

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