Tracciabilità dei rifiuti, ecco le FAQ del RenTRi

Pubblicate dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali le prime FAQ sul funzionamento del prototipo del nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. I dubbi delle imprese sulle modalità di accreditamento tramite SPID

È un percorso sempre più improntato alla trasparenza e alla partecipazione quello che sta accompagnando la messa a punto del prototipo del nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti, il RENTRi. Dopo l’avvio della fase sperimentale, che sta dando modo alle imprese di toccare con mano i primi sviluppi del laboratorio coordinato dal Ministero della Transizione Ecologica con il supporto dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, prosegue l’attività di informazione e formazione con l’obiettivo di sciogliere dubbi e perplessità dei futuri soggetti obbligati e portarli per mano all’appuntamento con il debutto della nuova piattaforma.

A questo scopo sono state pubblicate sul portale web dell’Albo le prime FAQ raccolte durante il ciclo di webinar promosso nelle scorse settimane in collaborazione con le principali associazioni di categoria, dai gestori degli impianti ai trasportatori, passando per le imprese artigiane e le piccole cooperative. Tra le domande spiccano quelle su modalità d’accesso al prototipo e accreditamento degli incaricati, con molti dubbi legati in entrambi i casi all’utilizzo dello SPID, tanto nella versione per uso personale che in quella per uso professionale. Segno che sulla rotta verso la nuova tracciabilità resta da superare lo scoglio della familiarità delle imprese con gli strumenti dell’identità digitale.

Le risposte nelle FAQ, chiarisce l’Albo, “sono formulate con esclusivo riferimento all’accesso e al funzionamento del Registro” dal momento che “l’organizzazione ed il funzionamento del sistema di tracciabilità devono essere disciplinati mediante apposito decreto” dal Ministero della Transizione Ecologica. A cucire la veste giuridica del nuovo sistema infatti sarà il MiTE con uno o più decreti regolamentari, ma l’auspicio degli operatori è che il modello di riferimento sia quello definito nell’ambito dell’attività di sperimentazione, condotta con attenzione certosina alle esigenze delle migliaia di futuri soggetti obbligati. Lo spettro del Sistri, che invece piombò da un giorno all’altro nella vita delle imprese senza tenerne minimamente conto, è sempre dietro l’angolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *