Etichettatura ambientale, il Parlamento: “Rinviarla al 2024”

Rinviare al 2024 l’imminente entrata in vigore dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi. C’è anche questa tra le osservazioni formulate dal Parlamento al correttivo del decreto legislativo 116 definito dal governo

C’è anche il rinvio di un anno dell’entrata in vigore dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi, che dovrebbe partire il prossimo 1 gennaio, tra le osservazioni formulate da Camera e Senato allo schema di decreto legislativo definito dal governo per integrare e correggere il d.lgs 116 del 2020 che ha recepito nel nostro ordinamento le direttive europee su rifiuti e imballaggi contenute nel cosiddetto ‘pacchetto economia circolare’. Entrambe le camere hanno dato parere favorevole al testo, con una serie di osservazioni che vanno dalla classificazione dei rifiuti alla tracciabilità, passando per la gestione degli imballaggi. Osservazioni che adesso toccherà al governo valutare ed eventualmente integrare nel provvedimento definitivo.

Tra i rilievi formulati dalle commissioni Ambiente delle due camere l’invito a valutare un nuovo rinvio dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi, già sospeso a più riprese negli ultimi due anni. Secondo la Camera l’entrata in vigore dell’obbligo andrebbe prorogata al 1 gennaio 2024, “tenuto conto – si legge nelle osservazioni – della recente pubblicazione delle linee guida sull’etichettatura”, redatte con il supporto di Conai e adottate solo a fine settembre dal Ministero dell’Ambiente. Entrambe le camere invitano poi a sopprimere i passaggi del decreto legislativo che tornano a intervenire sulla classificazione dei rifiuti, riportando nell’alveo degli urbani quelli prodotti da agriturismi, fattorie didattiche e spacci aziendali, ma anche da depositi o magazzini non funzionalmente connessi alle attività industriali. Una previsione, quest’ultima, fortemente criticata dalle associazioni delle PMI (Confartigianato, CNA e Casartigiani), che nelle osservazioni al correttivo avevano parlato di una misura che orienterebbe “‘forzatamente’ verso il servizio pubblico” il mercato della gestione dei rifiuti prodotti dalle imprese.

In materia di imballaggi entrambe le camere invitano il governo a valutare la soppressione dei passaggi dedicati all’istituzione di sistemi di riutilizzo e di restituzione con cauzione, che il correttivo riporta in capo a produttori e utilizzatori senza chiarire se questa debba essere volontaria o obbligatoria. “Al riguardo – scrive il Senato – occorrerebbe mantenere il sistema di restituzione e riutilizzo degli imballaggi quale sistema volontario tanto in considerazione della necessità di un approfondimento della materia quanto in previsione della riforma della disciplina UE degli imballaggi la cui proposta di Regolamento è stata pubblicata lo scorso 30 novembre”. Sempre in tema di packaging, la Camera chiede al governo di valutare “l’opportunità di escludere dal novero dei soggetti obbligati alla iscrizione al Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI) i Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti”.

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