Filiera della carta a rischio collasso: i riciclatori chiedono deroghe sugli stoccaggi

L’aumento dei costi energetici e il crollo dei valori di mercato legato alla forte contrazione della domanda mettono a rischio le attività di riciclo della carta. L’appello di Unirima per ‘price cap’ e ‘decoupling, ma anche per una deroga sugli stoccaggi negli impianti

Eccola, la reazione a catena che alimentata dai prezzi dell’energia fuori controllo rischia di condurre al tracollo della filiera del riciclo della carta. Ieri l’allarme delle cartiere, energivore e per questo costrette a ridurre o interrompere le lavorazioni. Coinvolte, secondo Assocarta, l’80% delle imprese di settore. Oggi il grido di aiuto di chi alle cartiere fornisce l’alimento principale, ovvero il macero da riciclo. I fermi delle attività a valle e le bollette di gas e luce alle stelle stanno facendo collassare i volumi di mercato e rischiano di spezzare la catena dell’economia circolare. “Molte aziende del riciclo della carta, a breve, si vedranno costrette a ridurre sensibilmente il proprio ciclo produttivo, anche a causa del blocco dei settori industriali a valle del nostro” denuncia Unirima, l’associazione dei produttori di maceri, definendo “insostenibile” l’aumento del prezzo del kilowattora, passato dagli 0,158 euro del settembre 2021 agli 0,637 euro di oggi. Servono interventi urgenti, dice l’associazione, che chiede al governo di “intensificare le verifiche su eventuali speculazioni, di introdurre un price cap sul prezzo dell’energia e di scollegare il valore delle rinnovabili dal gas”.

Anche per gli operatori del riciclo insomma i margini si sono fatti risicati al limite dell’insostenibilità. Da un lato l’aumento dei costi energetici, dall’altro il crollo dei valori di mercato legato alla forte contrazione della domanda “con i prezzi di agosto che si sono praticamente dimezzati rispetto a quelli del mese precedente – spiega Unirima – mettendo ulteriormente sotto pressione la tenuta del sistema”. Ma non è solo una questione di margini. “La situazione che si sta determinando – sottolinea infatti l’associazione – potrebbe portare a una crisi ambientale, legata alla forte riduzione della capacità di trattamento degli impianti e alla conseguente ripercussione sull’attività di raccolta e trasporto e riciclo dei rifiuti”. Serve una deroga sugli stoccaggi, dice Unirima, altrimenti si rischia la paralisi del sistema. Anche se le attività di riciclo dovessero rallentare le lavorazioni per i prezzi in caduta libera e i costi dell’energia alle stelle, quelle di raccolta differenziata non potrebbero fermarsi e andrebbero avanti con i conferimenti allo stesso ritmo di sempre. I rifiuti da riciclare però finirebbero per accumularsi nei piazzali degli impianti e le imprese, a quel punto, rischierebbero di sforare i volumi di stoccaggio autorizzati andando incontro a sanzioni e sequestri. Se il trend non dovesse invertirsi (e nulla al momento fa supporre che possa succedere a breve), una temporanea “deroga agli atti autorizzativi rilasciati ai sensi del D.lgs. 152/06”, potrebbe essere la sola alternativa all’interruzione dei conferimenti negli impianti e, di conseguenza, all’interruzione dei servizi di raccolta. Una deroga sul modello di quelle già concessa nei giorni del lockdown e, più recentemente, per fare fronte agli effetti del ‘bonus tv’,

Un’attività simbolo dell’economia circolare italiana, quella del riciclo dei rifiuti in carta e cartone, che oggi è capace di produrre molti più maceri di quanti l’industria nazionale non riesca ad assorbire. Oltre 7 i milioni di tonnellate di materia prima seconda generati nel solo 2021, solo 5 dei quali consumati dall’industria italiana. In questa fase di forte contrazione della domanda interna, ricorda Unirima, diventa ancora più strategico poter continuare ad accedere ai mercati esteri. “Le esportazioni, unico sbocco per evitare un corto circuito nella filiera di un comparto virtuoso sono fondamentali per l’intero settore. L’evoluzione negli anni dei sistemi di valorizzazione delle raccolte differenziate di carta e cartone e la capacità degli operatori del comparto della carta da macero di trovare destinazione al surplus di carta rispetto al fabbisogno interno, hanno infatti permesso al Paese già nel 2020 di superare con dieci anni di anticipo l’obiettivo europeo 2030 dell’85% nel riciclo degli imballaggi cellulosici, permettendo al contempo l’incremento delle raccolte differenziate e contribuendo in modo sostanziale agli obiettivi di riciclo complessivi del nostro Paese”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *