Roma, ecco la gara monstre: 400 milioni di euro per smaltire gli scarti fuori regione

di Redazione Ricicla.tv 28/12/2023

Sette lotti, per un fabbisogno stimato in due milioni di tonnellate di rifiuti da gestire nell’arco di tre anni. Sono quelli messi a gara da Invitalia per trovare collocazione agli scarti prodotti dagli impianti di AMA e all’indifferenziato che non sarà possibile trattare dentro i confini del Lazio. Valore dell’appalto: 400 milioni di euro. Nel solo 2022 oltre 132mila tonnellate erano finite all’estero


Quattrocento milioni di euro per gestire una quota di rifiuti non riciclabili che potrebbe arrivare fino a due milioni di tonnellate nell’arco di tre anni, compresa l’extra-produzione del Giubileo del 2025. Sono i numeri della nuova gara ‘monstre’ bandita da Invitalia per conto di AMA con l’obiettivo di trovare collocazione – in Italia o nel resto d’Europa – agli scarti prodotti dagli impianti gestiti dalla municipalizzata capitolina, ma anche ai rifiuti eccedenti, quelli cioè che non sarà possibile trattare sul territorio. Soluzione più necessaria che mai, dopo l’incendio che nel pomeriggio del 24 dicembre ha distrutto il tmb di Malagrotta, dove in condizioni ordinarie finiva circa un quarto del pattume indifferenziato prodotto quotidianamente dai romani. Sullo sfondo la cronica carenza di impianti di smaltimento o recupero energetico al servizio della Capitale, nelle more della realizzazione dell’inceneritore da 600mila tonnellate, che nella migliore delle ipotesi non sarà operativo prima della fine del 2026.

Il capitolato di gara è articolato in sette lotti per sette diverse frazioni di rifiuto e prevede la stipula di accordi quadro (uno per ogni lotto) con uno o più operatori. L’obiettivo è quello di garantire nell’arco di 36 mesi la regolare evacuazione degli scarti prodotti dai principali impianti gestiti da AMA, dal sito di trattamento meccanico di Rocca Cencia alla piattaforma di compostaggio di Maccarese. In più, un lotto dal valore a base d’asta di 92,4 milioni di euro per un fabbisogno massimo stimato in 420mila tonnellate nel triennio dal 2024 al 2026 servirà a garantire il trattamento anche dei rifiuti urbani residui che non riusciranno a trovare spazio degli impianti di AMA o in altri impianti regionali. Una quota che per il 2024 e il 2026 viene stimata in 100mila tonnellate, mentre per l’anno del Giubileo si calcola un fabbisogno più che doppio, pari a 220mila tonnellate.

Le offerte andranno presentate entro e non oltre il prossimo 6 febbraio. “Se, come auspichiamo, la gara andrà a buon fine – ha commentato il presidente di AMA Daniele Pace – verranno stipulati contratti tracciabili e con la massima trasparenza sulla base delle migliori offerte del mercato. Stiamo lavorando al massimo per garantire il decoro della Capitale, che si prepara a dare la migliore accoglienza ai milioni di fedeli che parteciperanno al Giubileo del 2025”.

Nell’attesa dell’inceneritore voluto dal sindaco Roberto Gualtieri, e a maggior ragione dopo l’ennesimo incendio ai danni di uno dei suoi tmb, Roma continua insomma a restare legata al filo – sottile, oltre che lungo e costoso – dei trasporti fuori regione. Proprio a causa delle inefficienze nel ciclo di gestione del pattume capitolino, che gravano sulle tasche dei romani oltre che sul decoro della città eterna, nel 2022 il Lazio è risultata una delle regioni d’Italia che ha spedito più rifiuti a trattamento fuori dai propri confini. Secondo l’ultimo rapporto ISPRA sui rifiuti urbani, con 153mila tonnellate, di cui 132mila generate dai tmb regionali, destinate tra l’altro anche a Cipro e in Portogallo, la regione figura al secondo posto nella classifica dell’export transfrontaliero, dopo la Campania, ed è invece prima per quantità di rifiuti non riciclabili spedite nelle altre regioni: in inceneritori in Lombardia (92mila tonnellate), Molise (23mila) ed Emilia-Romagna (17mila), e in discariche altrui per 82mila tonnellate, volendo citare solo le principali destinazioni.

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