Rifiuti organici ed ecoballe: De Luca lancia la “task force”


de luca ecoballe

NAPOLI. Smaltire le ecoballe e costruire gli impianti per il trattamento della forsu, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Queste le due priorità assolute, in materia di gestione degli rsu, per il governatore campano Vincenzo De Luca, deciso a spingere sull’acceleratore nel tentativo di arginare gli effetti della condanna Ue per le carenze del ciclo regionale. Una condanna che sta costando ai contribuenti campani la bellezza di 120mila euro al giorno in sanzioni. Due partite, quella per gli impianti e quella per lo smaltimento delle ecoballe, che la Giunta si sta preparando a giocare schierando in campo una vera e propria task force di esperti.

Ravvisando, probabilmente, l’inadeguatezza delle strutture regionali rispetto ad un compito così delicato, lo scorso 6 novembre Palazzo Santa Lucia ha infatti avviato le procedure per la costituzione di una struttura di missione formata da esperti di comprovata autorevolezza nel settore rifiuti. Una sorta di mini-commissariato di governo (regionale), al quale toccherà sciogliere i nodi del ciclo di gestione dei rifiuti e traghettare la Campania lontano dal baratro dell’emergenza. Emergenza sanzioni, più che rifiuti. In cima alla lista delle priorità, per De Luca (così come per il presidente del consiglio Matteo Renzi), c’è naturalmente lo smaltimento delle ecoballe, operazione che si appresta a partire già nei prossimi giorni, anche se limitatamente alla fase di trasporto fuori Regione delle balle stoccate nei siti minori. Per il via libera alle gare d’appalto manca solo il nulla osta dell’Autorità anticorruzione, che sta vagliando i bandi già predisposti da Palazzo Santa Lucia. Otto i lotti funzionali da mettere a gara, quattordici i siti di stoccaggio da svuotare, per un totale di 790mila tonnellate di ecoballe da spedire ad incenerimento fuori Regione. Costo dell’operazione: 150 milioni di euro, già stanziati dal Governo con apposito decreto legge. Quattordici i siti individuati, tredici dei quali saranno svuotati completamente. Dal mega sito di Taverna del Re, invece, sarà portata via solo una prima “fetta” da 105mila tonnellate.

I dettagli dell’operazione per lo smaltimento fuori Regione delle ecoballe sono contenuti nel primo stralcio operativo al piano straordinario di rimozione delle ecoballe, approvato con delibera lo scorso 26 novembre dalla Giunta Regionale. Per il piano definitivo, che il Governo chiede sia presentato entro il 26 dicembre prossimo pena l’arrivo di un commissario ad acta, bisognerà attendere ancora. Nero su bianco, al momento, sono solo le linee guida emanate in estate dalla Giunta, che prevedono la riconversione degli stir di Giugliano, Tufino e Caivano e la lavorazione delle balle finalizzata al recupero di materia ed alla produzione di css e materiali inerti per la ricomposizione morfologica di cave dismesse.

La redazione del piano operativo e del cronoprogramma degli interventi è stata invece affidata alla succitata struttura di missione che però, al momento, è ancora in fase di costituzione. I tempi per rispettare le scadenze fissate da Palazzo Chigi insomma sembrerebbero essere davvero risicati, a meno che, naturalmente, il piano operativo non sia già stato scritto. A quel punto, però, perchè costituire una task force? Quasi a voler fugare simili dubbi, ecco spuntare un decreto, firmato lo scorso 4 dicembre dal governatore De Luca, che affida alla stessa task force (che in origine doveva occuparsi esclusivamente di ecoballe) anche il compito di “individuare e realizzare gli impianti di compostaggio dei rifiuti organici, di concerto con le Autorità competenti, conformemente ai fabbisogni impiantistici definiti dal PRGRU in corso di aggiornamento”. Si tratta cioè degli otto impianti di compostaggio e digestione anaerobica previsti dal piano rifiuti ma mai realizzati: i due impianti di compostaggio di Giffoni e San Tammaro ed i sei impianti di digestione anaerobica da mettere in piedi negli impianti regionali di tritovagliatura. Per rifunzionalizzare gli stir, nel 2011, erano stati nominati dall’ex governatore Stefano Caldoro ben cinque commissari. Tutti per anni sul libro paga della Regione, nessuno peró capace di portare a termine il compito affidatogli, eccezion fatta per l’aggiudicazione in via definitiva della gara d’appalto per la riqualificazione dello stir di Giugliano. Che comunque si è impantanata di lì a poco.

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