Sistri 2016, le rivelazioni Consip


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ROMA. Mentre da via Cristoforo Colombo tutto tace, qualcosa sembrerebbe muoversi dalle parti di Consip, dove la società incaricata dal Ministero dell’Ambiente di gestire l’affidamento in concessione del Sistri sta contribuendo a definire il futuro delle imprese sottoposte all’obbligo di tracciabilità informatica dei rifiuti speciali pericolosi. Come abbiamo raccontato nell’arco dello scorso mese prima le pmi di Rete Imprese Italia e poi le società di pubblico servizio campane avevano scritto al Ministero per fermare l’entrata in vigore del Sistri il prossimo gennaio: a loro si erano aggiunte – come appreso dalla nostra redazione solo pochi giorni fa – anche le voci di Assosoftware, l’associazione nazionale dei produttori di software gestionali e fiscali e della sezione Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria, con una lettera datata 9 novembre ed indirizzata sia a Galletti che alla Consip. L’unico ad aver ottenuto una risposta – peraltro evasiva – era stato Carlo Sangalli, il presidente di Confcommercio che è in carica per la presidenza di turno della confederazione di Rete Imprese Italia. Abbiamo offerto a Sangalli e a Confcommercio l’opportunità di replicare a quella risposta, ma dall’associazione preferiscono non rispondere sullo scambio di missive. L’appello delle software house, datato 9 novembre, invece, pare sia stato parzialmente premiato proprio dalla Consip. Stando ad alcune indiscrezioni delle quali siamo entrati in possesso, Confindustria sarebbe riuscita ad ottenere un incontro con l’incaricata del Ministero. Incontro nel quale pare si sia cercato di fare chiarezza sull’andamento della gara, alla quale sono stati evidentemente imposti dei ritmi a dir poco accelerati. Ritmi che dopo l’invio delle lettere d’invito avvenuto nel mese in corso, imporrebbero alle imprese selezionate il termine per la presentazione delle offerte dettagliate al mese prossimo: dicembre 2015. Offerte nelle quali pare che sia stato relegato alle stesse imprese l’onere di ideare e progettare l’innovazione tecnologica del nuovo Sistri entrando nel dettaglio, giacché quest’accelerazione dei tempi ha impedito a Consip di andare oltre la definizione delle linee guida. Un funzionamento che, stando a quanto si apprende, dovrebbe comunque passare per una nuova fase di definizione attraverso il confronto con gli stakeholders del settore: passaggio che non potrebbe avvenire prima di gennaio. Su contributi e sanzioni, e più in generale sugli aspetti normativi, niente di più preciso se non generiche rassicurazioni sull’esame che ne starebbe facendo il Ministero, ma nel concreto tutto pare si stia muovendo perché con l’anno prossimo il sistema parta. Peccato che a partire non potrà che essere il vecchio Sistri, sia pure in regime transitorio fino all’introduzione di quello nuovo sulla cui realizzazione pare non possa pesare in alcun modo la vicenda del ricorso Selex: che la controllata di Finmeccanica in liquidazione riesca o meno rivendicare il possesso dell’infrastruttura Sistri, il vincitore della gara andrà avanti col progetto. Un atteggiamento determinato ai limiti dell’incosciente e che però – senza un intervento che ad ogni giorno che passa sarebbe sempre più in extremis da parte del legislatore – lascia grossi dubbi sul vuoto che sempre più inevitabilmente rischia di determinarsi al primo gennaio 2016.

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