Il Cda di Comieco nomina Roberto Di Molfetta direttore generale dopo 37 anni di guida Montalbetti. Il Rapporto 2024 certifica 3,8 milioni di tonnellate raccolte (+3,5%) e un tasso di riciclo del 92,5%, oltre i target Ue. Resta la sfida qualità, soprattutto al Sud, dove 350 mila tonnellate sfuggono ancora alla differenziata
Cambio al vertice operativo per Comieco mentre il sistema della carta e del cartone consolida numeri da primato in Europa. Il Consiglio di amministrazione ha nominato Roberto Di Molfetta nuovo direttore generale, raccogliendo il testimone di Carlo Montalbetti, che dopo trentasette anni alla guida del consorzio lascia la direzione mantenendo un ruolo di consulente strategico. La nomina di Di Molfetta, già vicedirettore e responsabile dell’Area Recupero & Riciclo, in Comieco dal 1998, punta sulla continuità gestionale e sulla valorizzazione delle competenze maturate all’interno del sistema consortile. Nel corso degli anni ha seguito in prima linea i rapporti con enti locali e operatori della filiera, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi nazionali di raccolta e riciclo degli imballaggi a base cellulosica.
Montalbetti ha guidato Comieco fin dal 1989, accompagnando l’evoluzione del sistema dalle prime esperienze strutturate di raccolta fino alla piena affermazione di un modello che oggi rappresenta un riferimento a livello europeo. I numeri diffusi nell’ultimo Rapporto del Consorzio, presentato a Cagliari in occasione del trentesimo anniversario, fotografano un percorso di crescita strutturale: rispetto al 1995, le quantità di carta e cartone raccolte sono aumentate di sette volte, passando da 500 mila tonnellate a 3,8 milioni di tonnellate nel 2024. Il risultato complessivo colloca l’Italia ai vertici europei: il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici raggiunge il 92,5%, superando ampiamente l’obiettivo Ue dell’85% al 2030. Un traguardo centrato con cinque anni di anticipo rispetto alle scadenze comunitarie.
Il passaggio di consegne tra Montalbetti e Di Molfetta avviene in un momento di consolidamento dei risultati industriali e ambientali del sistema, con una filiera che, forte di performance superiori ai target europei, è chiamata ora a lavorare sempre più sulla qualità dei conferimenti e sull’intercettazione dei volumi ancora fuori dal circuito della differenziata. Secondo le stime del consorzio, solo al Sud circa 350 mila tonnellate di carta e cartone finiscono ancora nell’indifferenziato. Accanto ai volumi, resta però centrale il tema della qualità della raccolta. A livello nazionale le frazioni estranee si mantengono sotto il 3%, ma nel Mezzogiorno circa il 40% della raccolta domestica presenta livelli di impurità superiori alla media.


