Firmata una lettera d’intenti per promuovere valori ambientali, sociali e per puntare il focus sulla gastronomia consapevole
La Rete dei Comuni Sostenibili e Slow Food Italia insieme per promuovere i valori della sostenibilità ambientale, sociale e alimentare. È questo lo scopo della lettera d’intenti firmata dalle due associazioni. Tra i principali obiettivi di questa collaborazione – si legge nel comunicato dell’iniziativa – la condivisione di iniziative, come la lotta allo spreco alimentare e la promozione di regimi alimentari salutari e sostenibili, senza dimenticare la tutela della biodiversità.
Altro punto è l’affiancamento di Slow Food agli enti locali per la partecipazione a percorsi progettuali con l’obiettivo di creare sistemi locali del cibo con opportune food policies, iniziative e processi legati all’educazione alimentare e, più in generale, alla riscoperta di un rapporto di qualità tra cibo e salute, mettendo al centro una gastronomia consapevole.
Proprio la lotta allo spreco alimentare è al centro anche dei primi impegni che attendono il Parlamento europeo dopo la pausa estiva. Il 9 settembre è in calendario il voto finale sulla revisione della direttiva quadro rifiuti, che introdurrà per la prima volta target vincolanti per la riduzione del food waste entro il 2030. Se il testo avrà l’ok definitivo, entro il 2030 gli Stati membri dovranno tagliare gli sprechi del 10% nelle filiere produttive e del 30% per quanto riguarda il consumo domestico, la ristorazione o la distribuzione, da calcolare sulla media degli anni 2021-2023
“Tra i grandi obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030, a pieno titolo, rientra quello sull’alimentazione In Europa e in Italia tale obiettivo è declinato con azioni per l’educazione alimentare, la lotta agli sprechi di cibo, il biologico e le filiere corte, la salvaguardia delle produzioni locali, la protezione della biodiversità”, hanno commentato Valerio Lucciarini De Vincenzi e Benedetta Squittieri, presidenti della Rete dei Comuni Sostenibili aggiungendo che “i comuni sono particolarmente impegnati su questo fronte, dalle mense scolastiche agli orti urbani, dall’acqua pubblica alla valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche, al turismo sostenibile. La Rete dei Comuni Sostenibili esalta queste buone pratiche locali e le racconta anche con iniziative come la Guida dei Comuni Sostenibili. L’intesa che abbiamo siglato con Slow Food Italia è un nuovo importante strumento che mettiamo a disposizione degli enti aderenti alla Rete. Ne trarrà beneficio sia il nostro sistema di monitoraggio della sostenibilità sia la possibilità di condivisione reciproca di buone pratiche territoriali. Siamo due realtà diffuse in tutta Italia, dal nord al sud, dai grandi ai piccoli centri, dalle aree urbane a quelle interne, e questa intesa è la naturale evoluzione delle nostre attività”.
“I comuni sono i nostri interlocutori privilegiati – ha sottolineato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia – Molte trasformazioni stanno avvenendo e Slow Food vuol fare la sua parte come movimento globale del cibo. Insieme a tutti coloro che come noi credono nella partecipazione democratica e nella crescita in consapevolezza della società civile, possiamo essere ambasciatori, con la Rete dei Comuni Sostenibili in primis, di buone pratiche e percorsi che in questi anni hanno testimoniato che un altro sistema alimentare è possibile, oltre che urgente”.
Nella sottoscrizione dell’accordo ha avuto un ruolo importante AsviS, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile e Samir de Chadarevian, responsabile buone pratiche ASviS Goal 11 dell’Agenda 2030: “La Rete dei Comuni, Slow Food e ASviS condividono valori, obiettivi e l’impegno a contribuire concretamente al raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030 in Italia. Collaborare in questa rete sono convinto permetterà di conseguire importanti e tangibili risultati ulteriori. Felici di lavorare in questa partnership”


