Il Commissario unico per le bonifiche Giuseppe Vadalà fa il punto sugli interventi nella Terra dei Fuochi: 60 milioni di euro già stanziati e 1.700 tonnellate di rifiuti rimosse tra Napoli e Caserta. In corso e in avvio nuove gare per la pulizia di 30 siti e per la caratterizzazione di 20 aree con rifiuti interrati
Un’accelerazione “importante” sugli interventi ambientali nella Terra dei Fuochi. È il Commissario unico per le bonifiche Giuseppe Vadalà a tracciare, da Casal di Principe, il bilancio delle attività messe in campo dal suo insediamento, avvenuto a marzo scorso, con una decisa spinta impressa dall’entrata in vigore, ad agosto, del decreto legge sulla criminalità ambientale ispirato ai fenomeni illeciti nei territori tra le province di Napoli e Caserta.
Sono 60 i milioni di euro messi a disposizione della struttura commissariale dal governo, di cui 15 stanziati con il decreto di agosto e 45 a valere sulla contabilità del Ministero dell’Ambiente. Risorse che, ha comunicato Vadalà, stanno già producendo effetti tangibili sul territorio. “Quasi 1700 tonnellate di rifiuti rimosse su 2700 presenti in strada tra Caserta e Napoli in meno di quattro mesi – ha detto Vadalà – un maxi-intervento che ha coinvolto 20 comuni ricadenti nella Terra dei Fuochi”. Gli interventi hanno impegnato quasi la metà delle risorse disponibili, liberando siti che per anni si erano trasformati in vere e proprie discariche abusive, in particolare tra Giugliano in Campania e Villa Literno, due luoghi simbolo del degrado ambientale dell’area.
Sul fronte operativo, ha spiegato il Commissario, è in fase di ultimazione una gara da 23 milioni di euro articolata su tre lotti, che interesserà sia la provincia di Napoli sia il casertano, oltre al sito di Ponte Riccio. L’obiettivo è completare la rimozione dei rifiuti presenti lungo le strade in 30 siti complessivi: all’appello mancano ancora circa 1.000 tonnellate. In parallelo, è attesa a breve anche l’aggiudicazione di una gara da 2 milioni di euro dedicata alle attività di comunicazione, ritenute strategiche per accompagnare gli interventi sul territorio.
Accanto agli interventi più immediati sui cumuli abbandonati in superficie, procede il lavoro ben più complesso sui 20 siti in cui i rifiuti risultano interrati, anche all’interno di ex discariche pubbliche. Tra questi figurano le aree vaste di Giugliano in Campania e Lo Uttaro. Si tratta di operazioni particolarmente onerose dal punto di vista tecnico ed economico, ha spiegato Vadalà, stimando in quasi 2 miliardi di euro le risorse necessarie per la bonifica integrale di questi siti. Al momento, ha riferito il Commissario, sono in corso le attività di caratterizzazione dei rifiuti nei 20 siti individuati. Per otto di essi il Commissario opera in coordinamento con la Regione, mentre per i restanti dodici procede in autonomia. Oltre a Giugliano e Lo Uttaro, gli interventi riguardano anche il quartiere napoletano di Pianura, i laghetti di Villa di Briano e il territorio di Casal di Principe.
Un capitolo specifico è infine dedicato ai terreni agricoli compresi tra le province di Napoli e Caserta. Le attività di controllo sono condotte dai Carabinieri del CUFA insieme ad ARPAC, che ha ricevuto dalla struttura commissariale 500 mila euro di finanziamenti per un biennio, pari a 250 mila euro annui. Su 957 ettari già sottoposti a indagini ambientali, 110 sono stati interdetti alla produzione agricola perché risultati contaminati, mentre gli altri sono stati liberati. Ulteriori accertamenti sono programmati su altri 600 ettari.


