Materie prime critiche, la Commissione Ue seleziona cinque progetti “strategici” italiani

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Elvira Iadanza
09/10/2026

Bruxelles ha reso nota la lista dei 46 progetti strategici per raggiungere gli obiettivi previsti dal Critical Raw Materials Act. Tra le iniziative italiane, quattro sono a tema riciclo


L’Europa prosegue il suo cammino verso una maggiore indipendenza nelle forniture di materie prime critiche e lo fa puntando anche sul riciclo. La Commissione europea, infatti, ha reso noti oggi 46 progetti strategici che contribuiranno, insieme a quelli selezionati lo scorso anno, al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Critical Raw Materials Act.

Entro il 2030 il Vecchio Continente dovrebbe coprire almeno il 10% del consumo annuo dell’Unione per l’estrazione, il 40% per la lavorazione e il 25% per il riciclo di materie prime strategiche. Lo scopo è quello di accrescere la competitività, sviluppare una maggiore resilienza e ridurre la dipendenza dai fornitori extra Ue.

Tra i 46 progetti selezionati in questa tornata, ben cinque sono italiani e quattro sono a tema riciclo. Le aziende italiane, che hanno presentato i progetti strategici a tema riciclo sono: Leonardo Spa che si occuperà del riciclo di bauxite, allumina, alluminio, magnesio metallico e titanio metallico con il progetto “CRM4Defence – Byproducts and Recycling of CRM for Defence”, la Italrecycling & Investment srl con il progetto “ReSuPLIR – Recovery and Supply of Platinum, Iridium and Ruthenium” che si occuperà della lavorazione e riciclo di metalli del gruppo del platino, la OMCD TEK HUB Spa con il progetto “REW-ITA green HUB: Recovery of Wolfram: Italian Technology Advanced green Hub” che si occuperà di riciclare rame, cobalto e tungsteno. C’è poi 9-Tech che porta un progetto dedicato ai pannelli fotovoltaici, con “9PV-up: Upcycling raw materials from end-of-life photovoltaic panels” ricaverà bauxite, allumina, alluminio, rame e silicio metallico. Sempre Made in Italy anche il progetto di Alkeemia Spa dedicato alla lavorazione di grafite da batterie.

Secondo la Commissione europea, le 46 iniziative appena annunciate insieme a quelle selezionate lo scorso anno contribuiranno in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi dell’Ue in materia di riduzione dei rischi e diversificazione dell’approvvigionamento di materie prime critiche. Questi progetti, infatti, potrebbero soddisfare i parametri di riferimento Ue per l’estrazione di litio, nichel, terre rare, magnesio e tungsteno, nonché quelli per la lavorazione di litio e terre rare. Potrebbero inoltre coprire l’89% del parametro di riferimento per la lavorazione del cobalto e, rispettivamente, il 57% e il 51% per tungsteno e magnesio, soddisfacendo anche gli obiettivi per il riciclo di litio, cobalto e terre rare.

“Con questa seconda ondata di progetti strategici, l’Europa sta intensificando come mai prima d’ora i propri sforzi per riconquistare la sovranità sulle materie prime critiche” ha commentato il vicepresidente della Commissione europea Stéphane Séjourné. “Il nostro approccio è semplice – ha continuato – ridurre la dipendenza e aumentare la produzione in Europa. Disponiamo delle risorse, dei progetti e dei finanziamenti: ora stiamo accelerando il passo”.

Per quanto riguarda i progetti individuati lo scorso anno, fa sapere Bruxelles, si va verso la fase operativa. Ad oggi – specifica la Commissione – 25 progetti strategici hanno completato la valutazione di impatto ambientale e 17 hanno ottenuto il permesso di costruzione.

La Commissione europea, inoltre, fa sapere che entro quest’anno ci sarà “un nuovo invito a presentare candidature per progetti strategici”.

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