Secondo Nomisma i 48 progetti Pnrr dedicati alla filiera del riciclo di carta e cartone hanno assorbito 94 milioni di euro e attivato investimenti complessivi per 283 milioni, con effetti attesi su innovazione e occupazione soprattutto nel Mezzogiorno. Gli interventi finanziati puntano a colmare il gap impiantistico e ad accogliere le 600 mila tonnellate di rifiuti cellulosici ancora fuori intercettazione, ma il vero nodo, dice Comieco, resta lo sviluppo della raccolta differenziata nei territori
I finanziamenti del Pnrr dedicati al riciclo di carta e cartone faranno da leva per gli investimenti delle imprese e da acceleratore di innovazione, soprattutto nel Mezzogiorno. Ma la burocrazia resta il principale ostacolo sul percorso. Lo rileva Nomisma nell’ultimo approfondimento periodico, realizzato per Comieco, sulla linea d’investimento Pnrr dedicata ai cosiddetti ‘progetti faro’ per la filiera della raccolta, selezione e trasformazione dei rifiuti cellulosici. Secondo l’indagine, i 48 progetti in cantiere (tutti in linea con l’obiettivo di chiudere i lavori a giugno 2026) hanno assorbito 94 dei 105 milioni di euro disponibili, con un effetto leva che porterà gli investimenti delle imprese a un valore complessivo di 283 milioni di euro. Tra 2025 e 2030, spiega Nomisma, gli investimenti cresceranno a un ritmo del 6,2% annuo, a fronte del 5% in uno scenario senza Pnrr, mentre i benefici occupazionali vedranno la crescita media dei dipendenti passare dal 2,2 al 3,3%.
I numeri dello studio Nomisma sono stati presentati nei giorni scorsi in occasione di un evento ospitato dall’impianto Lucart a Diecimo, nel cuore del distretto cartario lucchese, dove grazie ai finanziamenti del Pnrr è stata attivata una innovativa linea di selezione dei rifiuti cellulosici dedicata ai cartoni per bevande. Un progetto supportato anche da Comieco, secondo cui quello di Lucca “è un esempio concreto di come le risorse del Pnrr si stiano traducendo in progetti industriali pianificati e realizzati nel rispetto delle scadenze, rafforzando la filiera e puntando su innovazione e sostenibilità”. “Penso sia molto importante lavorare per creare un circolo virtuoso del processo della carta nell’ambito di quell’economia circolare che sempre più rappresenterà una fonte naturale di produzione, utilizzo e riutilizzo dei prodotti” ha dichiarato il Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti.
Se investimenti, occupazione e tasso di innovazione sono destinati a crescere, a calare è invece il numero dei progetti finanziati dal Pnrr, passato dai 58 del 2024 a 48 nell’anno che sta per concludersi. Le ragioni principali dietro le dieci rinunce, chiarisce Nomisma, sono riconducibili alla complessità e alla durata degli iter autorizzativi e alle lungaggini degli adempimenti burocratici, non compatibili con le serrate tempistiche del Pnrr, tanto meno in assenza di ‘corsie preferenziali’ per gli interventi finanziati dal Piano. Il passo indietro degli assegnatari delle risorse ha liberato complessivamente 11,5 milioni di euro, che secondo Nomisma potrebbero essere redistribuiti per dare ulteriore stimolo al settore ma che, secondo quanto risulta a Ricicla.tv, sono già finiti tra le risorse spostate su altri capitoli di spesa nell’ambito dell’ultima rimodulazione del Pnrr.
Guardando al dettaglio dei progetti finanziati dal Pnrr, i 48 interventi interessano 13 tra cartiere e cartotecniche e 35 impianti di gestione dei rifiuti cartacei, in 13 regioni. La distribuzione geografica risponde chiaramente all’esigenza di ridurre il divario tra Nord e Sud: il 51% delle risorse (48 milioni di euro) è destinato al Sud, il 27% al Nord (25 milioni) e il 22% al Centro (21 milioni). Interventi che contribuiranno a potenziare i sistemi territoriali di selezione e riciclo, mettendoli in condizione di accogliere le circa 700 mila tonnellate di rifiuti in carta e cartone che secondo Comieco ancora mancano all’appello, soprattutto a Sud. “La vera sfida sarà capire se l’impegno del settore sul fronte degli investimenti per il trattamento riuscirà a trasmettersi alle amministrazioni pubbliche per lo sviluppo e il potenziamento della raccolta differenziata”, ha commentato il direttore di Comieco Carlo Montalbetti.


