La Commissione europea ha ridotto di ulteriori 60 mila euro la multa quotidiana all’Italia, 40 mila dei quali per aver soddisfatto il fabbisogno di trattamento di frazione organica
L’Unione europea taglia ancora la sanzione per la cattiva gestione dei rifiuti in Campania. Secondo quanto apprende Ricicla.tv da fonti di Bruxelles, infatti, la Commissione ha ridotto di ulteriori 40 mila euro la multa quotidiana a carico dell’Italia, considerando pienamente soddisfatto il fabbisogno di trattamento della frazione organica. Altri 20 mila euro sono stati decurtati grazie alla piena entrata in funzione dell’impianto di trattamento delle ecoballe di Giugliano. Dai 120 mila euro iniziali, quindi, la sanzione giornaliera scende a 20 mila euro. Per estinguerla definitivamente la Regione Campania dovrà dimostrare di essersi dotata di una capacità di discarica tale da poter gestire in autonomia i rifiuti che oggi vengono invece smaltiti in impianti extra regionali.
Una buona notizia per la nuova giunta regionale di Roberto Fico, che eredita il lavoro svolto nell’arco di due mandati dall’amministrazione a guida Vincenzo De Luca per chiudere la procedura d’infrazione che nel 2015 è costata alla Campania una condanna a pagare 120 mila euro in sanzioni quotidiane (più 20 milioni di multa una tantum) per il mancato allineamento del ciclo regionale di gestione dei rifiuti alle direttive europee in materia. Secondo la Corte dei Conti, dal 2015 al 2023 l’infrazione è costata all’Italia oltre 325 milioni di euro.
Il cantiere per la revisione della sanzione era aperto ormai da tempo: tanto che dopo la prima decurtazione di 40 mila euro quotidiani accordata nel 2022 per l’attivazione dell’impianto di trattamento delle ecoballe di Caivano, dalla fine del 2023 la Commissione aveva smesso di inviare all’Italia richieste di pagamento. Non significa che le sanzioni fossero scomparse, ma prima di chiederne il pagamento Bruxelles voleva commisurare gli importi alla reale entità dei ritardi residui. Ora arriva il sigillo europeo su un altro dei fronti d’intervento aperti dall’ex giunta regionale, quello per la realizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti organici.
Il programma lanciato nel 2015 dalla giunta De Luca prevede la realizzazione di 11 nuovi impianti di trattamento dell’organico, per un investimento complessivo di più di 200 milioni di euro. Il primo impianto, quello di Tufino, è già operativo. Pomigliano d’Arco e Marigliano sono pronti a entrare in funzione entro gennaio. Tutti gli altri, in base all’ultimo aggiornamento del piano rifiuti regionale, dovrebbero partire entro il 2029. Anche se molte strutture sono ancora alla fase di cantiere, per la Commissione il piano è risultato solido abbastanza da poter considerare archiviata quella parte dell’infrazione, e stralciare i 40 mila euro di sanzione quotidiana connessi.
Se ulteriori 20 mila euro di multa sono stati tagliati grazie alla piena attivazione dell’impianto di trattamento delle ecoballe di Giugliano, resta ancora da chiudere il capitolo sull’insufficiente capacità di smaltimento in discarica. Su quest’ultimo fronte le interlocuzioni con Bruxelles sono ancora in corso. Secondo la Commissione resta infatti da soddisfare un fabbisogno di smaltimento di circa 284 mila tonnellate annue. L’ultimo aggiornamento del piano regionale rifiuti prevede la messa in sicurezza delle due discariche di Savignano Irpino e Sant’Arcangelo Trimonte, anche se la Regione ha spiegato a Bruxelles di non avere intenzione di utilizzare le volumetrie di smaltimento eventualmente recuperate, potendo fare affidamento su una ampia capacità di stoccaggio temporaneo in caso di interruzioni dei conferimenti al termovalorizzatore di Acerra e volendo in ogni caso puntare sulla riduzione del residuo indifferenziato anche grazie alla raccolta differenziata. Un approccio che verrà, molto probabilmente, portato avanti anche dall’attuale giunta regionale.


