Veicoli a fine vita, avanza il nuovo regolamento Ue

di Redazione Ricicla.tv 08/07/2025

Le commissioni Ambiente e Mercato interno del Parlamento Ue hanno approvato le proposte di emendamento al nuovo regolamento sui veicoli a fine vita. Tra le modifiche, obiettivi più graduali per l’uso di plastica riciclata, un allentamento degli obblighi di smantellamento e maggiore equità nei regimi di responsabilità estesa del produttore


Passi in avanti verso il nuovo regolamento europeo sui veicoli a fine vita. Con 79 voti a favore, 27 contrari e 11 astensioni le commissioni riunite Ambiente e Mercato interno del Parlamento Ue hanno approvato la relazione con le proposte di emendamento al regolamento presentato a luglio 2023 dalla Commissione europea per promuovere il design circolare dei mezzi immessi sul mercato unico – dalle auto ai camion passando per motocicli, motorini e quad – e migliorare le performance di riutilizzo, riciclo e recupero di pezzi di ricambio e materiali. La relazione dovrebbe essere messa ai voti dell’eurocamera in occasione della plenaria programmata nel periodo tra l’8 e l’11 settembre prossimi, poi potranno partire i negoziati con il Consiglio, che ha adottato il proprio orientamento generale nelle scorse settimane.

Le proposte di emendamento approvate dalle commissioni ENVI e IMCO, spiegano i co-relatori Jens Gieseke e Paulius Saudargas, “promuovono la sicurezza delle risorse, proteggono l’ambiente e garantiscono la sostenibilità. Per evitare di sovraccaricare il settore – aggiungono – abbiamo garantito la fattibilità con obiettivi realistici, meno burocrazia e una concorrenza leale. Una solida base per il voto in plenaria di settembre”.

Tra le proposte di modifica, l’alleggerimento dei target vincolanti di contenuto minimo di plastica riciclata nei nuovi veicoli: rispetto al 25% entro 72 mesi proposto dalla Commissione, gli eurodeputati propongono un approccio in due step: il 20% entro 6 anni e il 25% entro 10, composti a loro volta per il 15% da plastica proveniente dalla demolizione di veicoli e per un massimo del 50% con plastiche riciclate pre consumo, mentre Bruxelles vorrebbe che le applicazioni a ciclo chiuso coprissero almeno il 25% della quota di plastiche riciclate. Per gli Stati membri, invece, gli obiettivi intermedi dovrebbero essere tre: 15% entro 72 mesi, 20% dopo 96 mesi e 25% dopo 120 mesi, ognuno da raggiungere per almeno il 25% con plastiche ‘closed loop’.

Sempre in tema di contenuto minimo, i parlamentari chiedono alla Commissione di introdurre entro 2 anni target per acciaio e alluminio, ed entro 3 anni obiettivi vincolanti di contenuto riciclato pre e post consumo per materie strategiche come il magnesio e le ‘terre rare’ contenute nei magneti permanenti (neodimio, disprosio, praseodimio, terbio, samario e boro). In entrambi i casi, l’introduzione dei target dovrà essere preceduta da uno studio di fattibilità.

Gli emendamenti delle commissioni ENVI e IMCO intervengono anche su uno dei più delicati capitoli della proposta di regolamento, ovvero il previsto rafforzamento della responsabilità estesa del produttore (o EPR), che attribuirà alle case auto un ruolo più centrale, anche dal punto di vista economico, nella gestione del fine vita dei propri veicoli. In particolare, chiarisce la relazione, i produttori dovranno garantire il raggiungimento degli obiettivi dell’85% di riuso e riciclo e del 95% di recupero coprendo i costi di raccolta e trattamento “tenuto conto dei ricavi degli operatori della gestione dei rifiuti” derivanti dalla vendita di parti di ricambio e materiali riciclabili e includendo anche “i costi medi per il trasporto dei veicoli fuori uso ai punti di raccolta più vicini o agli impianti di trattamento autorizzati”.

Secondo gli europarlamentari, inoltre, gli obblighi derivanti dai nuovi regimi EPR dovrebbero essere rispettati sia in forma associata, tramite istituzione di sistemi collettivi (o PRO), che in forma individuale. La governance dei sistemi collettivi, chiarisce poi la relazione delle commissioni riunite, dovrebbe essere composta in maniera “proporzionale” sia dai produttori che dai rappresentanti degli operatori del fine vita. A differenza di quanto proposto dalla Commissione, nella relazione delle commissioni si chiede che il trasferimento dei veicoli fuori uso dai centri di raccolta agli impianti di trattamento autorizzati avvenga entro un massimo di 6 mesi e non entro un anno. Sempre in tema di gestione a fine vita, le commissioni propongono tra l’altro un allentamento dell‘obbligo di rimozione manuale di parti e componenti previsto da Bruxelles. Secondo gli europarlamentari, infatti, “laddove parti e componenti non abbiano un potenziale di mercato per il riutilizzo, la rigenerazione e la riparazione, non è obbligatorio rimuoverli prima della frantumazione”.

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