Dai fertilizzanti al tessile, ecco il Piano Nazionale sul Consumo e la Produzione sostenibile

di

Elvira Iadanza
31/03/2026

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica apre dal primo aprile all’11 maggio 2026 la consultazione pubblica sul PAN CPS. Prevista la revisione dell’IVA su fertilizzanti e fitofarmaci, ma anche piattaforme per lo scambio di sottoprodotti, potenziamento del green public procurement e misure di incentivazione del consumo consapevole


Più un riordino che una rivoluzione quella proposta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica nella proposta di Piano Nazionale sul Consumo e la Produzione sostenibile (PAN CPS), aperta alla consultazione pubblica dal primo aprile all’11 maggio 2026. Il Piano “si propone di definire un quadro di riferimento per iniziative nazionali orientate allo sviluppo di modelli produttivi e di consumo sostenibili”, integrando innovazione tecnologica, strumenti economici e nuove dinamiche come digitalizzazione e automazione.

Il PAN CPS, chiarisce il Mase, è uno degli strumenti attuativi della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e sistematizza una serie di misure, alcune già previste, per promuovere e sviluppare la green economy. Il documento individua una prima serie di ambiti prioritari: agroalimentare, bioeconomia, turismo, tessile ed edilizia. In questi settori si concentreranno le principali misure, con l’obiettivo di orientare produzione, distribuzione e consumo verso modelli più circolari e sostenibili sotto il profilo ambientale e sociale.

Il superamento delle agevolazioni fiscali per fertilizzanti e fitosanitari è uno dei punti più rilevanti del Piano, . Una scelta che punta a correggere distorsioni di mercato e a incentivare pratiche agricole a minore impatto ambientale. Al momento, infatti, i fertilizzanti sono soggetti a un’aliquota IVA agevolata del 4%, ma entro il 1 gennaio 2032 dovranno passare all’aliquota ordinaria del 22%. La misura nasce dalla constatazione che “la produzione e l’uso eccessivo e inefficiente dei pesticidi e dei fertilizzanti generano ingenti costi sanitari e ambientali”, costi che l’attuale regime fiscale non riflette. L’obiettivo è quindi riallineare il sistema di incentivi, favorendo soluzioni alternative come i nutrienti riciclati. Analogo intervento è previsto per i prodotti fitosanitari, oggi al 10% di IVA. Anche in questo caso, il Piano evidenzia come l’aliquota ridotta “riduce lo stimolo ad un utilizzo sostenibile”, andando in direzione opposta rispetto agli obiettivi dell’Unione europea sulla riduzione dei pesticidi.

Gli interventi sul regime fiscale di fertilizzanti e pesticidi rientrano in una più ampia azione di ‘Riforma dei sussidi ambientalmente dannosi’, uno degli assi portanti del Piano. L’intervento si baserà su tre principi: gradualità, per accompagnare i settori produttivi nella transizione, compensazione, per attenuare gli impatti economici e occupazionali e semplificazione, per razionalizzare le misure meno efficaci. L’obiettivo è riallocare le risorse verso attività in linea con gli obiettivi di sostenibilità del piano.

Tra gli strumenti chiave del PAN CPS figurano anche le certificazioni e le etichette ambientali. In particolare viene previsto il rilancio del progetto ‘Made Green in Italy’, uno schema volontario che punta a valorizzare i prodotti italiani con elevate prestazioni ambientali, basate su criteri scientifici e sulla tracciabilità delle filiere. L’obiettivo è rafforzare la competitività del Made in Italy in un mercato sempre più attento alla sostenibilità delle produzioni, rendendo al contempo più consapevoli le scelte dei consumatori. In tema di acquisti grande attenzione è riservata anche agli appalti pubblici, considerati una leva strategica per orientare il mercato. Il PAN CPS punta a migliorare l’efficacia del Green Public Procurement, anche attraverso la digitalizzazione, l’utilizzo dei dati e la formazione delle competenze tecniche.

Complessivamente, il Piano interviene sia sui modelli produttivi che di consumo, sottolineando che l’efficienza delle risorse non è sufficiente senza un cambiamento negli stili di vita: per questo si punta su strumenti di economia comportamentale, di sharing economy e sul coinvolgimento di attori chiave come la grande distribuzione e l’e-commerce. Tra le proposte che guardano al mondo produttivo spicca invece la promozione degli eco-distretti circolari, aggregazioni di imprese e organizzazioni che operano secondo i principi dell’ecologia industriale, favorendo la collaborazione territoriale e la rigenerazione di aree produttive.

Sempre guardando alla promozione di modelli produttivi circolari, il PAN CPS prevede il rilancio dell’utilizzo di sottoprodotti con la creazione di una metapiattaforma digitale, da sviluppare nell’ambito della collaborazione tra MASE ed ENEA, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta, monitorare i progressi e valutare gli impatti economici, ambientali e sociali. Particolare rilievo, infine, è dato al settore tessile, per il quale si prevedono accordi con la distribuzione per incentivare certificazioni ambientali, riuso, riparazione e modelli di vendita più sostenibili. Tra le misure: corner dedicati all’usato, ritiro e reimmissione in commercio dei capi, riduzione degli invenduti e maggiore controllo delle condizioni di lavoro lungo la filiera.

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