La Commissione Ambiente del Parlamento Ue approva tagli del 90% alle emissioni entro il 2040

di Elvira Iadanza 11/11/2025

Il testo sul taglio alle emissioni sarà votato il 13 novembre all’Eurocamera e poi potranno partire i triloghi con Commissione e Consiglio. “Transizione verde e miglioramento della competitività vanno di pari passo” si legge nella nota diramata dopo il voto all’Envi


La Commissione per l’Ambiente, il Clima e la Sicurezza alimentare del Parlamento europeo (Envi) ha adottato la sua posizione ufficiale sulla proposta della Commissione Ue per i nuovi target climatici. Gli eurodeputati hanno votato a favore del nuovo obiettivo vincolante per il 2040: ridurre le emissioni nette di gas serra (GHG) del 90% rispetto ai livelli del 1990. L’obiettivo finale, poi, sarà quello del raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.
Il testo licenziato dall’Envi, approvato con 55 voti a favore e 32 contrari, arriverà in plenaria il prossimo 13 novembre. Se sarà sostenuto dall’Eurocamera partiranno i triloghi tra Commissione, Parlamento e Consiglio Ue e si arriverà alla versione finale del documento.

“Gli eurodeputati – si legge nel comunicato stampa diramato dopo l’approvazione della posizione – ritengono che la transizione verde e il miglioramento della competitività dell’UE vadano di pari passo. Concordano pertanto con la proposta della Commissione di introdurre nuove flessibilità nelle modalità di raggiungimento degli obiettivi”.

La flessibilità approvata dalla Commissione Ambiente del Parlamento Ue, prevede, ad esempio, la possibilità, dal 2036, che il 5 per cento di taglio delle emissioni arrivi da crediti di carbonio internazionali, una quota più alta rispetto al 3% proposto inizialmente dalla Commissione europea

Gli eurodeputati, inoltre, sono favorevoli anche alla possibilità di utilizzare gli assorbimenti permanenti di carbonio a livello nazionale per compensare le emissioni difficili da ridurre nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS), ammessa, inoltre, anche una maggiore flessibilità tra settori e strumenti per raggiungere gli obiettivi in modo economicamente sostenibile. Infine il voto dell’Envi sostiene la proposta degli Stati membri di posticipare dal 2027 al 2028 l’avvio dell’ETS2, che riguarda le emissioni di CO2 derivanti dalla combustione di carburante negli edifici e nel trasporto su strada.

L’arrivo all’obiettivo della riduzione del 90% delle emissioni, però, è fatto anche di target intermedi e anche su questo gli eurodeputati hanno espresso la loro visione chiedendo alla Commissione europea di rivedere ogni due anni i progressi “tenendo conto delle ultime scoperte scientifiche, degli sviluppi tecnologici e della competitività internazionale dell’UE”. La revisione – sottolinea la nota diramata dal Parlamento – dovrà esaminare, tra l’altro, lo stato delle rimozioni di carbonio a livello UE rispetto a quanto necessario per raggiungere l’obiettivo del 2040 valutando le difficoltà emergenti e il potenziale di miglioramento della competitività globale delle industrie europee, nonché l’andamento dei prezzi dell’energia e le loro ripercussioni su imprese e famiglie.
Sulla base di queste revisioni, la Commissione potrebbe proporre modifiche alla Legge sul Clima, ritoccando l’obiettivo per il 2040 o adottando misure aggiuntive per rafforzare il quadro normativo a supporto degli obiettivi, come ad esempio per proteggere la competitività e il benessere sociale dell’UE.
La discussione sui target dell’Unione europea si intreccia con i lavori della Cop 30 a Belém, in Brasile, dove delegati da Paesi di tutto il mondo sono impegnati in negoziati che hanno come scopo quello di combattere i cambiamenti climatici.

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