Pannelli fotovoltaici, ecco le nuove regole per il fine vita

di Elvira Iadanza 13/01/2026

pannelli solari

Un nuovo decreto legislativo recepisce la direttiva Ue 2024/884 e chiarisce la responsabilità dei produttori nella gestione dei pannelli fotovoltaici da dismettere


La gestione del fine vita dei pannelli solari immessi sul mercato a partire dal 13 agosto 2012 spetta ai produttori. È quanto previsto dal decreto legislativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 9 gennaio, che recepisce la direttiva Ue 2024/884 sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (o raee) correggendo alcuni passaggi del decreto legislativo 49 del 2014, che ha introdotto nel nostro ordinamento la disciplina europea sulla gestione dei raee.

L’aggiornamento dei due testi, quello proveniente da Bruxelles prima e di conseguenza quello italiano, è stato reso necessario a seguito di una sentenza della Corte di Giustizia europea che aveva bocciato l’applicazione retroattiva della responsabilità estesa del produttore nel caso dei pannelli fotovoltaici. La direttiva precedente, infatti, prevedeva che i produttori dovessero sostenere i costi di raccolta, trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti di pannelli fotovoltaici immessi sul mercato tra il 13 agosto 2005 e il 13 agosto 2012, opzione, però, dichiarata non valida dalla Corte europea, visto che l’obbligatorietà della responsabilità estesa del produttore per i pannelli fotovoltaici è stata introdotta solo a partire dal 2012.

L’aggiornamento del decreto legislativo, così come è avvenuto per la direttiva Ue, è stato anche l’occasione per mettere ordine alla disciplina di legge che regola la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, a partire ad esempio dalla definizione di raee storico. Altra modifica riguarda l’articolo 28 del decreto legislativo n. 49 del 2014, “che stabilisce l’obbligo per i produttori di apporre un marchio di identificazione sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche da immettere sul mercato”. Anche in questo caso il nuovo testo chiarisce che l’obbligo di marchiatura per i pannelli fotovoltaici si applica per quelli che sono stati immessi sul mercato a partire dal 13 agosto 2012.

Infine, l’art. 6 del decreto legislativo modifica l’art. 40, comma 3 del precedente decreto e dedicato alla gestione dei rifiuti derivanti dai pannelli fotovoltaici domestici e professionali non incentivati, eliminando la previsione che poneva a carico dei produttori il finanziamento della gestione dei rifiuti da pannelli fotovoltaici domestici e professionali non incentivati immessi sul mercato prima del 12 aprile 2014, data di entrata in vigore, appunto, del decreto legislativo 49/2014.

La gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici rappresenterà una delle sfide più importanti per l’intero settore energetico. Con milioni di pannelli che entro pochi anni raggiungeranno l’esaurimento del loro ciclo, diventerà cruciale garantire una raccolta efficiente e un riciclo sicuro dei materiali. Vetro, silicio e plastiche complesse, ma soprattutto metalli preziosi come argento, indio e gallio richiederanno infatti tecnologie dedicate per essere recuperati senza impatto sull’ambiente.

Secondo uno studio realizzato dai ricercatori delle Università di Palermo e di Catania, infatti, tra il 2030 e il 2050 saranno prodotte in Italia circa 4 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti da pannelli fotovoltaici. Per Ref Ricerche, invece, tra il 2025 e il 2050 si assisterà a un incremento di quasi trenta volte nel numero di pannelli fotovoltaici destinati alla dismissione ogni anno: si passerà dai circa 427 mila pannelli dismessi nel 2025 agli oltre 12 milioni del 2050, con un conseguente aumento anche in termini di massa: da 9 mila a 264 mila tonnellate annue di raee fotovoltaici da raccogliere e gestire correttamente per anno.

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