RenTRi, al via i test di interoperabilità su Winwaste

Partono le prove delle funzioni di interoperabilità per l’invio al RenTRi dei dati dei registri di carico e scarico. Paone: “Più aperta e partecipata sarà la sperimentazione, più semplice sarà la piattaforma”

Il 2021 si chiude con la prima, vera prova sul campo del nuovo sistema di tracciabilità informatica dei rifiuti, il RenTRi. Dopo una fase iniziale di sviluppo, dedicata quasi esclusivamente ai produttori di software gestionali, i lavori del laboratorio per la definizione del prototipo della piattaforma, coordinati dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali e da Ecocerved, approdano ai test di operatività con la partecipazione delle imprese iscritte alla sperimentazione, chiamate a valutare le funzionalità fin qui messe a punto. Anche utilizzando i sistemi ERP prodotti e gestiti dalle software house coinvolte nella sperimentazione. Come Winwaste.net, che nei giorni scorsi ha ufficialmente dato il via ai primi test delle nuove funzioni di interoperabilità con il RenTRi.

“Negli ultimi mesi i nostri sviluppatori hanno lavorato senza sosta per integrare rapidamente in Winwaste.net i nuovi applicativi definiti nel corso della sperimentazione – spiega Giovanni Paone, amministratore unico di Nica, società del gruppo Zucchetti – questo perché volevamo permettere alle imprese di prendere parte quanto prima ai test di funzionamento della piattaforma. Più aperta e partecipata sarà la sperimentazione, più riusciremo a definire modalità operative che siano amiche delle aziende, possibilmente semplificandone la vita“. Al momento le funzioni di interoperabilità sono limitate all’invio al RenTRi dei dati ‘consolidati’ nei registri di carico e scarico, ma ne arriveranno presto delle altre. “Il laboratorio sta lavorando alla digitalizzazione dei formulari di identificazione dei rifiuti – spiega Paone – forse il passaggio più complesso di tutta la sperimentazione. Contiamo di far partire i test sui FIR con le imprese già nelle prime settimane del 2022“.

Stando al cronoprogramma ufficiale, i lavori del laboratorio avrebbero dovuto concludersi entro la fine del 2021, ma ritardi fisiologici faranno con ogni probabilità slittare tutto almeno alla primavera del prossimo anno. Il prototipo del RenTRi corredato da un’analisi dettagliata delle nuove modalità operative e dei criteri che ne hanno guidato la definizione sarà quindi presentato al Ministero della Transizione Ecologica, chiamato a mettere nero su bianco i decreti regolamentari con i nuovi modelli digitali dei registri di carico e scarico e dei formulari di identificazione dei rifiuti. “C’è da augurarsi che il Ministero tenga fede all’impegno di scrivere i nuovi decreti solo all’esito della sperimentazione, impostandoli proprio sulla base delle modalità operative definite dal laboratorio – sottolinea Paone – in caso contrario si rischia di vanificare il prezioso lavoro svolto dalle imprese in piena sinergia con l’Albo Nazionale Gestori Ambientali“.

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